Lo scenario era davvero suggestivo: il Chiostro del Monastero dei Benedettini. E la musica si è perfettamente sposata con l’ambiente, martedì 18 giugno, con il bel concerto di un sestetto vocale del Coro Lirico siciliano, oggi considerato uno dei più importanti cori lirici e sinfonici d’Italia e diretto dall’infaticabile maestro Francesco Costa.

In collaborazione con la Camerata Polifonica siciliana e inserita nella ricca e variegata rassegna estiva Porte aperte Unict 2019, che promette di tenere ottima compagnia per tutta l’estate ai catanesi e non, l’applauditissima esibizione è stata davvero un sincero omaggio 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘢𝘯𝘻𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘢 e alla grande 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘥𝘦𝘪.
Accompagnati dal pianista Francesco Drago, Lella Arrigo (soprano), Antonella Arena (mezzosoprano), Rosario Cristaldi (tenore), Fabio Distefano ( tenore), Alberto Munafò Siragusa  (bari-tenore) e Riccardo Bosco (basso), tutti all’altezza del ruolo, hanno intonato alcune delle canzoni più famose di tutti i tempi, muovendo dall’atmosfera da salotto ottocentesco di Francesco Paolo Tosti (con la splendida A Vucchella, su testo di Gabriele D’Annunzio, cantata dal potente basso Riccardo Bosco) fino alla celeberrima Mattinata di Leoncavallo, interpretata con grande sentimento dal  sempre bravo Alberto Munafò Siracusa, dotato di una voce avvolgente, corredata da una dizione estremamente chiara.

Il maestro Costa si è rivelato un presentatore d’eccezione e un bravo mattatore, coinvolgendo il folto pubblico in un crescendo di brani indimenticabili, come Mamma, Non ti scordar di me e l’applauditissima parlami d’amore Mariù,  ricordando che senza feeling con gli spettatori non c’è mai gioia dell’artista. E quali brani migliori delle scintillanti arie dell’operetta, una su tutte la frizzante O Cin ci là, che con il suo “Mordi, rosicchia, divora” ha inondato la corte di sonorità scintillanti?

Una vera chicca della serata è stata poi l’esecuzione del maestro Francesco Drago, calibrata e ricca di pathos, del bellissimo valzer op.64 n. 2 di Chopin, inattesa ciliegina sulla torta di una serata d’estate magica, dove note, parole e sentimento si sono perfettamente armonizzate. L’amour toujours, è proprio il caso di dirlo…

Silvana La Porta