Anche per i dirigenti scolastici recuperi in vista Si parla di un recupero di circa duemila euro…

 

 

Dopo i docenti e il personale ATA anche per i dirigenti scolastici sembra profilarsi una riduzione di stipendio, stimata oltre i duemila euro complessivi.

Secondo quanto segnalato dai vari siti sindacali, sono state inviate al MIUR delle richieste di intervento per contrastare una decisione unilaterale dell’Ufficio Centrale di Bilancio (ufficio del ministero dell’economia) che ha bloccato i contratti integrativi regionali dell’Area V per l’anno scolastico 2012/2013 a seguito di una interpretazione restrittiva e dell’art. 9 comma 2bis del DL 78/2010.

Tale articolo prevede che “l’ammontare  complessivo delle  risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale […] non può superare il corrispondente importo dell’anno 2010 ed è, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio”.

Le contrattazioni regionali avrebbero tenuto ampiamente conto di questa disposizione normativa che, a differenza di quanto lamentato dall’Ufficio di bilancio, non prescrive l’ordine in cui debbono essere svolte le operazioni di determinazione del Fondo.

“Nel prendere positivamente atto” – precisano le Organizzazioni Sindacali in una lettera al ministro Carrozza del 20 dicembre scorso – “della ferma posizione dell’Amministrazione di contrasto all’orientamento interpretativo dell’UCB dell’art. 9, comma 2-bis del decreto-legge 78/2010, da cui deriverebbe un consistente arretramento della retribuzione dei dirigenti scolastici, tanto più inaccettabile a fronte dei crescenti carichi di lavoro e delle connesse responsabilità su di essi gravanti, oltre ad una immotivata diversificazione retributiva tra le diverse Regioni derivante dal sistema di calcolo proposto dall’UCB”, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal (l’ANP ha inviato il 19 dicembre una sua nota separata, ma dello stesso tenore) hanno chiesto “un autorevole e decisivo intervento politico nei confronti del Ministro dell’Economia al fine di dirimere l’accertata difformità di posizioni tra MIUR e MEF in merito alla questione”.

Qualora non fosse trovata una soluzione positiva, i sindacati si preparano ad avviare una serie di iniziative di mobilitazione.