Arriva il concorso chiavi in mano “Fermeremo i raccomandati” Brunetta: in appalto ai privati. Domani il primo a Napoli La nuova procedura, consente di risparmiare ma non sarà obbligatoria di ADRIANO BONAFEDE (da La Repubblica)


 
ROMA – Un altro pezzo di privatizzazione, per giunta neanche tanto strisciante. Questa volta toccherebbe ai concorsi pubblici, che verrebbero gestiti di fatto dai privati. L´idea l´ha lanciata ieri il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, con l´intento dichiarato di porre un freno alle raccomandazioni e far risparmiare tempo e denaro alle amministrazioni pubbliche sia centrali che periferiche. Si tratterebbe in pratica di un “Full Monthy”, un servizio completo per la realizzazione delle selezioni pubbliche, una sorta di “concorso chiavi in mano”. «Stiamo lanciando un programma che si chiamerà “Vinca il migliore” – ha spiegato Brunetta – e che collega Formez Italia con la Bocconi per offrire a tutti gli enti pubblici, centrali e periferici, dal piccolo comune al grande, il nostro servizio chiavi in mano per la realizzazione di concorsi».
Il concorso “privatizzato” avrebbe il pregio, secondo il ministro, di presentare costi ridotti, dalla preparazione del bando alla preselezione, dallo svolgimento delle prove alla certificazione fino alla proclamazione e alla formazione dei vincitori. «Tutto ciò – spiega Brunetta – per evitare che di volta in volta un´amministrazione si metta a organizzare un concorso senza neanche sapere da dove cominciare».
Non ci sarebbe comunque alcun obbligo di utilizzare questa nuova procedura da parte di enti o amministrazioni pubbliche, che possono continuare a mettere in piedi il classico concorso fatto in casa.
Il nuovo sistema prevede una sorta di “riforma” dei concorsi a partire dai quiz, improntati a nuove formulazioni («più scientifiche», assicura il ministro) e con processi di valutazione automatizzati che dovrebbero garantire una maggiore oggettività di giudizio: e in questo consisterebbe in particolare il contributo dell´Università Bocconi. Sono previste anche modifiche normative sotto il profilo della sicurezza e dell´ambiente dove si svolgono i concorsi (distanza tra posti, sterilizzazione del segnale telefonico, ecc).
Il ruolo più importante in questi nuovi concorsi chiavi in mano viene svolto da Formez Italia, la nuova spa presieduta da Secondo Amalfitano, la cui mission va dalla formazione all´accesso nella pubblica amministrazione. Formez Italia dovrebbe mettere a disposizione di regioni, comuni e province il 24% del capitale per consentire un azionariato condiviso con gli enti territoriali.
L´idea del ministro – che la sta sperimentando con il corso-concorso Ripam al Comune di Napoli per 530 posti – viene criticata dalla Cgil. «Per quanto riguarda la pubblica amministrazione centrale – dice Michele Gentile, coordinatore nazionale dipartimento settori pubblici del sindacato – non credo che questa procedura sia legittima. Non si può affidare a un ente privato come la Bocconi e a un ente pubblico ma gestito privatisticamente come il Formez la realizzazione di un concorso pubblico per il quale sono in vigore le prescrizioni dell´articolo 97 della Costituzione sull´imparzialità delle procedure di accesso. Del resto, se la pubblica amministrazione non è in grado di garantire l´imparzialità di queste procedure il ministro Brunetta si dovrebbe dimettere. Piuttosto, per risparmiare soldi, sarebbe invece opportuno che i concorsi dei ministeri fossero svolti dalla presidenza del Consiglio, che poi provvederebbe a smistare le varie professionalità necessarie». Comuni ed enti locali, invece, sostiene sempre Gentile, «potrebbero scegliere di affidarsi ai privati, ma perché il privato dovrebbe comunque garantire una selezione migliore?»