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Parte da un comune del vicentino, Arzignano, la sperimentazione in Italia dei vigili urbani anti-bulli. Per la prima volta, in forza di un’ordinanza del sindaco, la polizia municipale potrà entrare anche nelle scuole – su richiesta degli insegnanti – per multare i ragazzini responsabili di atti violenti e discriminatori.(da lasiciliaweb.it)

 

 

Parte da un comune del vicentino, Arzignano, la sperimentazione in Italia dei vigili urbani anti-bulli. Per la prima volta, in forza di un’ordinanza del sindaco, la polizia municipale potrà entrare anche nelle scuole – su richiesta degli insegnanti – per multare i ragazzini responsabili di atti violenti e discriminatori. I vigili potranno accedere non solo in aula, ma anche nei bus scolastici e nei parchi giochi, i luoghi dove maggiormente si consumano i fenomeni di ‘bullyng’.

Quando la responsabilità del bullo sarà accertata, scatterà una multa salata, mediamente di 100 euro, che verrà recapitata ai genitori degli studenti discoli. Mamma e papà potranno però chiedere la “derubricazione” della sanzione, pagando solo 25 euro ed accettando che il proprio figlio venga inserito in un programma di lavori rieducativi: ovvero pomeriggi passati a pulire i cortili della scuola e tinteggiarne le pareti, o prestare servizio nella casa di riposo per la distribuzione dei pasti agli anziani; le cosiddette attività socialmente utili.

Nell’ordinanza firmata dal sindaco di Arzignano, Giorgio Gentilin, del centrodestra, si fa riferimento espressamente al “divieto di lesione della civile convivenza nella forma del Bullyng all’interno degli istituti scolastici  e loro pertinenze di proprietà dell’Amministrazione Comunale”. Per accertare gli illeciti basteranno anche le informazioni testimoniali che gli agenti raccoglieranno da insegnanti, operatori scolastici e studenti, visto che il loro intervento, nella maggioranza dei casi, sarà successivo a fatti di bullismo già commessi.

“Il bullismo è un fenomeno particolarmente sentito ad Arzignano – spiega l’assessore alla polizia locale e alla sicurezza Enrico Marcigaglia (Lega) – anche in ragione dell’alto numero di immigrati: nella fascia giovanile tocca il 30-35% rispetto all’intera popolazione scolastica”. Marcigaglia ha incontrato gli insegnanti per mettere a punto nei dettagli il piano anti-bulli, che scatterà non solo su segnalazione delle vittime di abusi, ma anche di professori e bidelli.

Non è la prima volta che nel vicentino si sceglie la strada della “rieducazione” sociale dei ragazzi autori di atti di bullismo. L’estate scorsa il Comune del capoluogo spedì a casa dei genitori degli studenti responsabili di alcuni atti vandalici nel centro città multe, foto e filmati che incastravano i ragazzi autori dei danneggiamenti in Piazza San Lorenzo. I giovani furono poi ‘condannati’ a pulire le strade di Vicenza assieme agli spazzini, la domenica, con inizio turno alle 6 del mattino.(da lasiciliaweb.it)