Bisogna avvisare Profumo che siamo già a 24 ore settimanali…

 

di Lucio Ficara – 14 ottobre 2012
Lasci perdere ministro il tentativo di dare spiegazioni che abbiano un senso logico, eviti di arrampicarsi sugli specchi, dica come stanno davvero le cose: l’idea di portare a 24 ore o a 18 + 6 l’orario settimanale dei professori senza alcun incremento retributivo deriva da una principale e pura esigenza di fare cassa

È del tutto ovvio che questa manovra, di portare l’orario settimanale delle lezioni dei docenti da 18 a 24 ore oppure da 18 a 18+6, è un’operazione puramente di carattere economico. Le dichiarazioni fatte dal ministro Profumo riguardo le motivazioni di questo provvedimento sono un insulto all’intelligenza degli insegnanti. Ma quali saranno mai queste motivazioni? Le ha spiegate Profumo a margine di un incontro dibattito sulle Smart Cities, dove è emerso che il ministro vuole che studenti e professori debbano trascorrere più ore della giornata insieme: “Il problema della scuola è molto articolato, ha dichiarato Profumo, ho viaggiato da nord a sud e ho conosciuto questa comunità di grandissimo valore, fatta di docenti, studenti, genitori: dobbiamo farla convivere di più insieme”. Continuando la sua esposizione il ministro ha continuato dicendo : “In Europa la relazione fra docenti e scuola non è solo frontale, ma è in fase di condivisione che si prolunga nella giornata e nelle giornate”.
Lasci perdere ministro il tentativo di dare spiegazioni che abbiano un senso logico, eviti di arrampicarsi sugli specchi, dica come stanno davvero le cose: l’idea di portare a 24 ore o a 18 + 6 l’orario settimanale dei professori senza alcun incremento retributivo deriva da una principale e pura esigenza di fare cassa . È la solita operazione di stampo ragionieristico, fatta con la calcolatrice in mano, che tende a colpire una categoria che protesta poco e non si fa sentire abbastanza. Il risparmio quantificato da questa operazione di ulteriori tagli per la scuola è pari a circa un miliardo di euro.
Nelle aule dei docenti, nei corridoi delle scuole, i professori, in questi giorni, parlano sconcertati, unicamente di questo accanimento terapeutico contro una categoria maltrattata e malpagata e si domandano in cosa consisterà questo aumento di un terzo dell’orario settimanale di servizio. Verranno assegnate una o due classi in più per docente, che quindi dovrà fare orario d’ufficio 7.55 – 13.05 ogni giorno? Oppure le 6 ore aggiuntive saranno svolte per supplenze temporanee per sostituzione dei docenti assenti e corsi di recupero? Oppure ancora verrà assegnata una classe in più, in modo da portare l’orario settimanale di lezioni nelle proprie classi a 20 o 21 ore ed per il resto saremo a disposizione?
Queste sono le domande che si pongono, increduli ed esterrefatti, i docenti delle scuole secondarie. Per la verità i docenti una cosa al ministro la mandano a dire: “lo stereotipo del docente fannullone e che lavora solo per 18 ore settimanali e che sta in vacanza per tre mesi è una pura leggenda metropolitana che non esiste. Infatti leggendo sul contratto di lavoro dei docenti troviamo l’art. 29 comma 3 che prevede fino a 40 ore annue di riunioni del collegio docenti e incontri quadrimestrali scuola- famiglia ed fino ad altre 40 ore di attività collegiali di consigli di classe. Nello stesso articolo e al difuori delle 80 ore appena menzionate ci sono anche gli scrutini del primo e del secondo quadrimestre, che sono obbligatori e non hanno, per evidenti motivi, un limite massimo di orario ed ancora c’è un’ ulteriore ora, i cui criteri di espletazione sono decisi dal Consiglio d’Istituto, per l’incontro scuola- famiglia antimeridiano. Sempre nell’articolo 28 al comma 2 sono previste un altro bel numero di ore di servizio che i docenti devono concedere ai bisogni dei propri allievi: si tratta della preparazione delle lezioni ed esercitazioni e dalla correzione degli elaborati.
Ci si dimentica anche di mettere nel conto la norma contrattuale dell’ obbligo del docente di entrare in classe 5 minuti prima dell’inizio della lezione e il tempo dedicato per la vigilanza dell’uscita dalla scuola durante l’ultima ora di lezione. Il docente di oggi è chiamato a svolgere un lavoro immane, anche quello di sopperire ai compiti di presidi inetti e incapaci. Il docente di oggi, non svolge soltanto lezioni frontali, ma svolge lezioni interattive che deve preparare con cura, lezioni di tipo laboratoriale, in cui l’alunno diventa protagonista, il docente di oggi è anche psicologo, riferimento dei giovani, educatore, il docente di oggi programma, riprogramma, valuta e rivaluta, organizza le strategie didattiche e studia varie metodologie di apprendimento, il docente di oggi è in perenne formazione (art.64 del contratto), il docente di oggi non si limita a fornire contenuti, ma si applica a insegnare metodi di studio, a formare competenze con cui l’allievo si possa disimpegnare nella sua azione di studio. Insomma bisogna dire che il docente di oggi ha già un orario di almeno 24 ore settimanali”.

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