Il modello da introdurre porta alle Province di Bolzano e Trento, che con i 9 decimi di gettito Irpef e Iva regalano ai loro docenti un “benefit” del 10-15 per cento allo stipendio, con graduatorie regionali. L’Emilia non ha chiesto di gestire la pubblica istruzione e se la richiesta venisse accolta il Veneto dovrebbe pagare 70 mila dipendenti, che costano 2,5 miliardi in stipendi ora a carico del Mir. Si tratta di una banale partita di giro contabile di cassa o c’è il rischio di dare un colpo mortale all’identità culturale del Paese, come dicono alcuni autorevoli intellettuali della Federico II di Napoli?

——

Bussetti: ai docenti delle scuole contratti e graduatorie regionali

Lo stipendio base resta quello nazionale di categoria  ma sarà integrato da quello locale  Come cambiano i concorsi

Risultati immagini per teacher

Padova. Veneto e Lombardia hanno chiesto la scuola su base “regionale” per eliminare i grossi problemi che si presentano a ogni settembre: le cattedre vuote e il valzer dei supplenti con le graduatorie nazionali. Il modello da introdurre porta alle Province di Bolzano e Trento, che con i 9 decimi di gettito Irpef e Iva regalano ai loro docenti un “benefit” del 10-15 per cento allo stipendio, con graduatorie regionali. L’Emilia non ha chiesto di gestire la pubblica istruzione e se la richiesta venisse accolta il Veneto dovrebbe pagare 70 mila dipendenti, che costano 2,5 miliardi in stipendi ora a carico del Mir. Si tratta di una banale partita di giro contabile di cassa o c’è il rischio di dare un colpo mortale all’identità culturale del Paese, come dicono alcuni autorevoli intellettuali della Federico II di Napoli?

«Per quanto riguarda la voce istruzione, nella trattativa con il governo sull’autonomia differenziata delle regioni c ‘è ancora da lavorare, ma noi siamo a buon punto», ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti a margine di un incontro a Milano. «Abbiamo lavorato in maniera fattiva con grande intesa e collaborazione con il ministro Erika Stefani, quindi stiamo andando avanti come ministero, forse tra tutti siamo quelli più a buon punto», ha concluso Busetti.

Cosa si nasconde dietro la lavagna? I docenti andranno in castigo o verranno premiati? I sindacati, (Cgil, Cisl, Uil e Gila er Snals) hanno chiesto lumi al Miur e hanno ricavato questa impressione: il contratto collettivo rimane nazionale, quindi gli stipendi saranno uguali da Milano a Siracusa come per tutti gli altri settori. Viene però concessa una maggiore autonomia sul contratto integrativo regionale ma così è in parte anche adesso, sulla base della spinta delle associazioni di base, Cobas in testa.

Il contratto integrativo riguarda la parte accessoria delle retribuzione, cioè le integrazioni di trattamento economico legate allo svolgimento di attività didattiche che ogni scuola decide d’intesa con il preside e poi con il Provveditorato. Dove sta allora la novità?

Veneto e Lombardia rivendicano maggiore stabilità nel corpo docente per tutto il ciclo scolastico. Queste regioni soffrono più di altre la carenza di personale di ruolo e ciò è evidente andando a vedere la spesa statale regionalizzata per i docenti: basta leggere i numeri della Ragioneria Generale dello Stato per capire che è più bassa rispetto al resto d’Italia.

E i concorsi? Non cambierà nulla per i docenti già di ruolo, ma con il turn over della pensione, per le nuove cattedre le due Regioni potranno bandire un concorso nazionale (non riservato solo ai residenti) solo su base locale. Si creerà quindi una graduatoria ad hoc in Veneto e Lombardia riservata ai nuovi dipendenti, che potranno essere trasferiti in altreprovince e regioni solo con il via libera di chi li ha assunti.

Albino Salmaso

§ https://nuovavenezia.gelocal.it/regione/2019/01/29/news/bussetti-ai-docenti-delle-scuole-contratti-e-graduatorie-regionali-1.17703095
++++++