Camusso e Cinque Stelle all’assalto dell’articolo 18 / Camusso: ricucire con Cisl e Uil

C’è un fil rouge che va dalla manifestazione Cgil di ieri ai Cinque Stelle fino al nuovo soggetto politico della sinistra guidato da Pietro Grasso, che sarà presentato oggi a Roma: la battaglia contro il Jobs Act per il ripristino dell’articolo 18. Politicamente, è il tema del lavoro che potrebbe rappresentare l’ossatura di future alleanze post-voto tra M5S e sinistra, di cui al momento non si parla (il mantra del Movimento è “correre da soli” nella speranza di diventare il primo partito e ottenere l’incarico dal presidente Mattarella), ma che aleggiano sottotraccia.

Per questo «bisognerà ricostruire i fili» dell’unità sindacale, perché «divisi si è più deboli», ha detto Camusso, che ha spiegato di far «fatica a capire perché ci siano giudizi diversi da parte delle altre organizzazioni sulle pensioni». «Li rispettiamo, ovviamente – ha aggiunto – ma dobbiamo valutare quanto siano lontani dalla piattaforma» unitaria. La segretaria ha quindi annunciato che quella di oggi è «la prima mobilitazione, non ci fermiamo».

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LA MANIFESTAZIONE CGIL

Camusso e Cinque Stelle all’assalto dell’articolo 18

di  – 3 dicembre 2017 

C’è un fil rouge che va dalla manifestazione Cgil di ieri ai Cinque Stelle fino al nuovo soggetto politico della sinistra guidato da Pietro Grasso, che sarà presentato oggi a Roma: la battaglia contro il Jobs Act per il ripristino dell’articolo 18. Politicamente, è il tema del lavoro che potrebbe rappresentare l’ossatura di future alleanze post-voto tra M5S e sinistra, di cui al momento non si parla (il mantra del Movimento è “correre da soli” nella speranza di diventare il primo partito e ottenere l’incarico dal presidente Mattarella), ma che aleggiano sottotraccia.

Nelle piazze di Roma, Torino, Bari, Cagliari e Palermo la mobilitazione della Cgil al grido “Pensioni, i conti non tornano” è stata scaldata dalle parole della segretaria Susanna Camusso, che sarà anche in platea all’assemblea di Mdp, Sinistra italiana e Possibile e che ha invocato una svolta su previdenza, lavoro e giovani. I mondi si mescolano: al corteo romano sfilavano Nicola Fratoianni, Stefano Fassina, Guglielmo Epifani, Alfredo D’Attorre. L’affinità è elettiva. «Rilanceremo i temi proposti della Cgil nei nostri emendamenti alla legge di bilancio alla Camera», promette Francesco Laforgia, capogruppo dei bersaniani a Montecitorio e primo firmatario della proposta di legge per il ripristino dell’articolo 18 in caso di licenziamento illegittimo e della sua estensione anche alle imprese sotto i 15 dipendenti. Nel mirino dunque finiscono sia le scelte del governo, che secondo Camusso «ha chiuso la porta alla prospettiva previdenziale dei giovani e non ha previsto soluzioni per le lavoratrici», sia il Pd di Matteo Renzi, quello che, ha sostenuto Fratoianni, «ha applicato il programma della destra, con lo Sblocca Italia, il Jobs act, la buona scuola, le scelte sui migranti».

E allora, al segretario dem che ha escluso passi indietro sull’articolo 18 «perché è un totem ideologico di una parte del sindacato», Camusso – che ha invitato Cisl e Uil a «ritessere i fili dell’unità» sindacale – ha replicato: «Non è un totem ideologico, ma una necessità concreta per superare le divisioni nei luoghi di lavoro». Se sulle pensioni si tornerà all’attacco da domani alla Camera con l’arrivo della manovra, l’assalto al Jobs Act è arma di lungo periodo da brandire in campagna elettorale.

Ancora più complessa la partita di Grasso. Marcare le distanze da Renzi è necessario per il tentativo di palingenesi della sinistra, che però il presidente del Senato vorrebbe allargata alla società civile, ben oltre “la Cosa Rossa”. Sarà questo progetto – insieme al suo vissuto di “ragazzo di sinistra” diventato magistrato simbolo della lotta alla mafia – che evocherà nel discorso per lanciare il “partito del lavoro”. Il nome (fino a ieri sera in pole rimaneva “Liberi e uguali”) sarà svelato oggi. Perso Giuliano Pisapia, che martedì dovrebbe chiudere l’accordo con il Pd, ancora contesa è Laura Boldrini. La speranza è comunque catalizzare i voti della galassia che si sente tradita dal Pd renziano. Ma anche di quella che ha guardato con simpatia al M5S e che adesso, come sembra dimostrare l’astensionismo in Sicilia e a Ostia, tentenna.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-12-02/camusso-e-cinque-stelle-all-assalto-dell-articolo-18-215715.shtml?uuid=AEf4OPMD

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CORTEI IN 5 CITTÀ

Pensioni e lavoro, Cgil in piazza. Camusso: ricucire con Cisl e Uil

di Redazione online – 2 dicembre 2017

La leader Cgil Camusso durante il suo intervento a Piazza del Popolo a Roma (Ansa)
La leader Cgil Camusso durante il suo intervento a Piazza del Popolo a Roma (Ansa)

 

Una giornata di mobilitazione nazionale della Cgil, accompagnata dallo slogan ‘Pensioni, i conti non tornano!’, per protestare contro l’innalzamento «illimitato» dei requisiti pensionistici e per chiedere al governo una svolta su lavoro e giovani. Cinque manifestazioni – a Roma, dove è intervenuta la segretaria Susanna Camusso, a Torino, Bari, Palermo e Cagliari – organizzate dalla confederazione dopo l’esito del confronto con il Governo sulla previdenza, considerato “insufficiente” Al contrario di Cisl e Uil, per le quali il giudizio è positivo.

Per questo «bisognerà ricostruire i fili» dell’unità sindacale, perchè «divisi si è più deboli», ha detto Camusso, che ha spiegato di far «fatica a capire perché ci siano giudizi diversi da parte delle altre organizzazioni sulle pensioni». «Li rispettiamo, ovviamente – ha aggiunto – ma dobbiamo valutare quanto siano lontani dalla piattaforma» unitaria. La segretaria ha quindi annunciato che quella di oggi è «la prima mobilitazione, non ci fermiamo».

In piazza per svolta pensioni, lavoro e giovani
«Siamo in piazza perché non c’è l’attenzione che deve essere data al lavoro – ha detto Camusso durante il corteo – perché il governo ha disatteso gli impegni che aveva preso con noi un anno fa sulla previdenza, perché bisogna dare una svolta anche sulla qualità del lavoro, perché bisogna pensare al futuro di questo Paese, in particolare ai giovani e alle donne, a cui continuano a non venir date risposte». La segretaria Cgil ha rimarcato la necessità di intervenire sul meccanismo automatico di innalzamento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita, che «è un inseguimento continuo», e la necessità, quindi, di «rivedere una legge profondamente ingiusta».

Il corteo della manifestazione Cgil a Roma ( ANSA)

 

Camusso: si continua con condoni e non lotta a evasione
Il premier Gentiloni e il ministro Padoan hanno parlato del pacchetto pensioni come di un pacchetto importante, che tiene conto anche delle esigenze di bilancio ma «le esigenze di bilancio – ha detto Camusso – non sono un termine astratto se si continuano a fare condoni e non si contrasta l’evasione. Così è certo che le risorse non bastano mai». «Queste sono scelte politiche, non è una condizione inevitabile», ha aggiunto.

Contratti Pa vanno rinnovati
Camusso ha poi detto che l’articolo 18 «non è un totem ideologico come dice l’ex premier, ma è una necessità concreta per superare le divisioni nei luoghi di lavoro». E che «vogliamo che davvero si rinnovano i contratti» della Pubblica Amministrazione, «non solo che vengano annunciati». La segretaria parla anche della stabilizzazione dei precari della ricerca, sostenendo che «così com’è la norma non va bene, perché bisogna mettere le risorse» necessarie.

Governo ha chiuso porta su pensioni giovani
La segretaria Cgil ha poi sottolineato che «la scelta fatta dal governo è stata di chiudere la porta alla prospettiva previdenziale dei giovani», così come «non c’è una soluzione previdenziale per le lavoratrici, per le donne riuscire a lavorare è un esercizio difficilissimo». «Le scelte fatte dal governo nella legge di bilancio sono una grande occasione persa, ma noi non vogliamo perderla», ha aggiunto.

I cortei
Sarà Camusso a chiudere le iniziative con il suo intervento da Piazza del Popolo, a Roma, in collegamento video con le altre città. A Torino, secondo il programma della Cgil, il corteo sfila da Porta Susa a piazza San Carlo; a Bari da piazza Massari a piazza Prefettura; a Palermo da piazza Croci a piazza G. Verdi; a Cagliari da viale Regina Elena a piazza Garibaldi. Annunciata la presenza in piazza della galassia di sinistra, da Mdp-Si-Possibile a Campo progressista. E domani Camusso restituirà la visita partecipando all’assemblea per la nuova lista di sinistra guidata dal presidente del Senato, Pietro Grasso: «Siamo state invitate, Cgil, Cisl e Uil. Ovunque noi siamo invitati noi andiamo», ha detto la segretaria.

Le ragioni della mobilitazione
Tra le rivendicazioni al centro della mobilitazione, «bloccare l’innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, riconoscere il lavoro di cura». Oltre alle motivazioni sulla previdenza, il sindacato di corso d’Italia chiede anche di «cambiare la legge di bilancio per sostenere lo sviluppo e l’occupazione, estendere gli ammortizzatori sociali, garantire a tutti il diritto alla salute, rinnovare i contratti pubblici».

(Al. Tr.)

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-12-02/pensioni-via-mobilitazione-cgil-cortei-5-citta-100916.shtml?uuid=AE5vxHMD

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La posta in gioco dell’Italia alle elezioni

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-12-02/la-posta-gioco-dell-italia-elezioni-205756.shtml?uuid=AEwbNQMD

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