| Letteratura, il computer svela che Leopardi usò 9.852 vocaboli di base |
| Letteratura | |||
| Postato da Silvana La Porta | |||
| Martedì 08 Marzo 2011 13:35 | |||
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Letteratura, il computer svela che Leopardi usò 9.852 vocaboli di base...(da adnkronos) Roma - (Adnkronos) - Sono questi i numeri che, grazie all'analisi del computer, emergono dal ''Vocabolario della poesia di Giacomo Leopardi'' (Olschki editore) compilato dal professore Giuseppe Savoca Roma, 8 mar. - (Adnkronos) - Da ''abominoso'' a ''scapigliato'', da ''decrepito'' a ''virgineo'', da ''drudo'' a ''sfolgorare'', passando per ''erbaiuolo'', ''pargoleggiare'' e ''vecchierello'': sono 9.852 i vocaboli di base usati da Giacomo Leopardi (1798-1837) nelle sue poesie. Questi lemmi hanno dato vita a 20.791 forme lessicali, per un totale di 148.500 occorrenze di parola presenti nell'intera produzione in versi del poeta di Recanati.
Sono questi i numeri che, grazie all'analisi del computer, emergono dal ''Vocabolario della poesia di Giacomo Leopardi'' (Olschki editore) compilato dal professore Giuseppe Savoca, ordinario di letteratura italiana moderna e contemporanea presso la Facolta' di Lettere dell'Universita' di Catania e direttore del Centro di Informatica Letteraria, gia' autore delle pionieristche concordanze linguistiche dei ''Canti'' e dei ''Paralipomeni''.
L'opera, che ha per sottotitolo ''Vocabolario, liste e statistiche'', rappresenta il primo esempio di un nuovo tipo di vocabolario speciale, caratterizzato da una assoluta esaustivita' lessicografica e dalla precisione derivante dall'uso delle metodologie informatiche.
Dalle liste informatiche elaborate da Savoca si apprende, ad esempio, che nei ''Paralipomeni'' ci sono 917 lemmi esclusivi (con 1.223 occorrenze) e che il sostantivo femminile ''vanita''' ricorre solo nei ''Canti'' (dove i lemmi specifici sono 600). Sono 1.307 i lemmi comuni alle quattro raccolte poetiche esaminate al computer: ''Paralipomeni'', ''Canti'', ''Puerili e Varie'' e ''Traduzioni poetiche''.
I 1.307 lemmi comuni coprono con le loro occorrenze l'83,07% del totale delle parole dei ''Canti'', il 74,94% dei ''Paralipomeni'', il 75,81% dei ''Puerili e Varie'' e il 78,19% delle ''Traduzioni poetiche''. Il dizionario curato da Savoca non riporta i contesti (avendo l'autore gia' pubblicato le concordanze) ma solo i riferimenti ai testi, consentendo di sapere se e in quali luoghi della produzione poetica dell'autore di ''L'Infinito'' ricorra questa o quella parola.
Il ''Vocabolario'', spiega Savoca, puo' essere utilizzato ''tanto per una migliore conoscenza del senso della poesia leopardiana (abbracciandone sincronicamente il lessico, e' possibile, ad esempio, individuarne i campi semantici), quanto per indagarne il linguaggio nei suoi aspetti specifici''. Lo studioso, servendosi dei dati numerici che accompagnano ogni lemma e ogni forma, delle liste e dei quadri statistici elaborati, conclude Savoca, ''potra' intravedere le soggiacenti strutture quantitative della lingua poetica del Leopardi''.
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