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"Il passato non è morto; non è nemmeno passato". E' morta oggi a Berlino, Christa Wolf, una delle più amate scrittrici contemporanee. Aveva 82 anni. Alla Wolf, Fahrenheit dedica l'apertura delle 15,00, ospiti i germanisti Michele Sisto e Luigi Reitani, e la giornalista Paola Sorge. Così dell'autrice hanno scritto, tempo fa, Anita Raja (la sua traduttrice) e Domenico Starnone: "Nei bei libri c'è sempre qualcosa di intenso che è come se fosse fuggito via per sempre dalla persona che li ha scritti, rendendola umanamente più povera. Non è il caso di Christa Wolf.
Ciò che le sue pagine consegnano ai lettori è anche ciò che ne fa una persona eccellente. Lei è i suoi libri, e i suoi libri sono lei. La sua persona sensibile, generosa, incuriosita dagli altri, ironica, appassionata, e soprattutto tesa con tutta l'intelligenza, con tutto il sentimento, a capire e a dare forma di racconto a ciò che intanto vive, fa tutt'uno con la verità, con l'autenticità del suo lavoro di scrittrice. Questo ci ha profondamente segnato. Ogni libro di Christa che ho tradotto in italiano è diventato, tra noi due, per mesi, oggetto di discussione, un'occasione per riflettere, per apprendere. Non era solo passione letteraria, voglia di venire a capo di un testo complesso. Era anche desiderio di migliorare il nostro modo di guardare il mondo, era anche ricavarne lezioni per diventare migliori. Era soprattutto bisogno di etica, ricerca di un modo accettabile di vivere". Christa Wolf è stata spesso considerata una delle più importanti scrittrici tedesche. Dopo la gloria, ha conosciuto anche il dolore, a causa dell'accusa al momento delle Riunificazione di collusione con il regime comunista della Repubblica Democratica Tedesca. Celebrata in tutto il mondo come una degli autori che hanno contestato la Repubblica Democratica Tedesca ai temi della Guerra Fredda, è nata nel 1929 nella Prussia orientale (attuale Polonia) ed ha rappresentato il confronto tra l'ideale socialista e la realtà di una Germania devastata dalla divisione e poi riunita nel dolore. Dalle sue opere traspira tutta l'angoscia per la propria nazione, il futuro di una vita in una Germania riunita e tante domande sul ruolo della scrittrice e l'impegno politico. I suoi eroi vivono un conflitto con se stessi e con i tempi che vivono, sono poetici, ma inquieti, a volte angoscianti. IL SENSO DELLA SCRITTURA - "Non dovremmo scrivere se non siamo costretti da una necessità interiore", ha spiegato una volta in un'intervista, raccontando di essersi immaginata più come professoressa o insegnante. Giovane donna al termine della guerra, figlia di commercianti, è per ideali che si iscrive al Partito Comunista SED, seppur criticando le autorità del paese non ha mai rinnegato il proprio impegno per "l'altra Germania". Nel 1989 sembrava non comprendere ancora la portata del cambiamento in corso, tanto da parteggiare per un'altra Repubblica Democratica Tedesca più umana e autenticamente democratica.
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