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Venerdì, 18 Maggio 2012


Eversiva è la regola (di Gian Luca Marchi)
L'opinione
Postato da Vincenzo Pascuzzi   
Lunedì 08 Marzo 2010 09:08
altLettera aperta al Presidente della Repubblica. Per comunicargli che metterò in atto la più eversiva delle condotte: continuerò a rispettare le regole

 


a Stampa - 8.3.2010 - L'editoriale dei lettori

Eversiva è la regola

condividi alt twitter alt Lettera aperta al Presidente della Repubblica. Per comunicargli che metterò in atto la più eversiva delle condotte: continuerò a rispettare le regole alt alt GIAN LUCA MARCHI* alt

Egregio Presidente, sono un comune cittadino di 41 anni. Ho una splendida famiglia, una buona professione, una bella casa di cui sostengo mensilmente un mutuo. Da cosa nasce quindi l’irrequietezza che mi spinge a scriverLe?

L’evolversi degli eventi della vita pubblica in Italia mi atterrisce. Sono deluso, allibito, arrabbiato. Quest’ultimo capitolo che riguarda le regole elettorali è solo l’ennesimo stravolgimento delle norme di vita democratica. L’importanza del rispetto di regole comuni viene ogni giorno superata da esigenze individuali e di gruppi di persone. L’Italia sta perdendo l’idea stessa di regola. Le regole normano ogni gruppo, anche il più piccolo. Anche fra gli animali. Quando non esiste più l’idea di una regola che valga per tutti si va verso l’anarchia, verso il tutti contro tutti.

Siccome non voglio per i miei figli, cui ogni giorno, con sforzo, cerco di insegnare il rispetto delle regole, una società allo sbaraglio, nella quale è necessario difendersi da tutto e da tutti, ho deciso di mettere in atto e di comunicarLe la cosa più eversiva: continuerò a rispettare le regole.

Continuerò a pagare regolarmente le tasse come ho sempre fatto. A richiedere permessi assurdi per installare sul mio tetto un impianto fotovoltaico. Continuerò a praticare e a insegnare ai miei figli la raccolta differenziata dei rifiuti. Anzi continuerò ad insegnar loro a cercare di produrne meno. Continuerò a rimanere in coda, ad andare a votare nonostante la disperazione di essere costretto a scegliere fra molti peggio e nessun meglio. Passerò agli occhi di molti come l’unico babbeo che non tenta di fare i suoi interessi a danno di qualcun altro. Perché sono convinto che in Italia, oggi, questo mio atteggiamento sia la vera eversione. E sono convinto che gli «eversivi» come me siano ancora moltissimi. Forse non la maggioranza. O forse sì, chi lo sa. Distinti saluti

* 41 anni, medico di famiglia, Cossato (BI)

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=274