| Dimensionamento in Sicilia: ecco cosa succederà |
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| Postato da Silvana La Porta | |||
| Martedì 31 Gennaio 2012 01:00 | |||
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Oggi, come da calendario prefissato, è iniziato il balletto del dimensionamento / razionalizzazione della rete scolastica in Sicilia...(da ceripnews)
Nel corso dell’intera giornata di lavori, che si sono susseguiti con un ritmo frenetico, quasi ossessivo, al Tavolo tecnico regionale – peraltro interferito da terzi che non avevano titolo alcuno ad essere presenti – si sono alternate le delegazioni di Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Catania. Scontata la presenza del Direttore Generale Regionale dell’USR Sicilia, dott.ssa Maria Luisa Altomonte e dell’intera delegazione dell’Assessorato Regionale Istruzione, dal Dirigente Generale dott. Ludovico Albert alla dott.ssa Anna Buttafuoco e lo staff dei tecnici che hanno collaborato alla predisposizione delle proposte di piano regionale. Ad apertura dei lavori sono state socializzati alcuni criteri di riferimento: 1) se ad una istituzione scolastica normo-dimensionata si aggrega una scuola sottodimensionata, quest’ultima perde l’autonomia per soppressione; 2) se due scuole sono entrambe sottodimensionate, entrambe perdono l’autonomia e si costituisce una nuova istituzione scolastica; 3) va rispettato, ove possibile, il principio della territorialità, dello stesso ordine e grado per settore (scuola infanzia + scuola primaria + scuola secondaria di 1° grado), ovvero (liceo + liceo o tecnici e professionali); 4) in assenza di proposte o in presenza di proposte contraddittorie, in questa prima fase di dimensionamento, va mantenuta – ove possibile – l’autonomia; 5) per quanto riguarda la consistenza degli alunni, l’Assessorato fa fede ai numeri che le istituzioni scolastiche hanno trasmesso per acquisire i finanziamenti per il funzionamento nel corrente anno scolastico; per l’individuazione dei comuni montani l’Assessorato ha assunto l’elenco di cui al decreto emesso dal competente Assessorato all’Agricoltura; pertanto, vengano confermate le deroghe per i comuni montani e le piccole isole; 6) nel dimensionamento della rete scolastica si fa eccezione per gli istituti d’arte perché è volontà espressa dell’Assessorato Regionale stipulare uno specifico protocollo con il MIUR per la nascita nell’Isola di nuovi istituti ad alta specializzazione artistica (ceramica, oreficeria, arte del corallo, ecc.); 7) in ipotesi di aggregazioni e/o sdoppiamenti, va assicurata la migliore stabilità delle scuole nel territorio, ipotizzandone almeno una consistenza quinquennale; 8) smentita la voce della generalizzazione della trasformazione di tutte le scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di 1° grado in I.C.; 9) introdotto il principio di gradualità annuale nella istituzione degli I.C. (la cui implementazione avverrà nei prossimi anni) nel dimensionamento, fermo restando che non mantengono l’autonomia le scuole -500 e -300 (in caso di deroga) alunni; per l’individuazione di ulteriori I.C.; 10) le richieste di nuovi indirizzi di studi sono stati rinviati ad altro Tavolo tecnico. Sempre nei discorsi preliminari il dott. Albert ha posto al Tavolo la questione della Legge n. 6/2000 e la sua compatibilità con i provvedimenti MIUR che fissano l’autonomia della scuole sui parametri 600 (400 nei comuni con deroga) – 1.000 alunni e la dott.ssa Altomonte ha posto il problema che non c’è rapporto di causa – effetto tra dimensionamento – autonomia delle scuole – mantenimento dei posti Ds e Dsga. Anche perché in sostanza, sarebbe davvero grave scoprire che alla fine si è salvata la scuola e poi si deve ricorrere all’istituto della reggenza per entrambi le due figure che rischiano di essere molto più numerose di quest’anno. In ogni caso, a parte i discorsi (tanti) e le argomentazioni spesso sfacciatamente di parte (tantissime) da parte dei componenti del Tavolo e dei tanti ospiti alcuni dei quali hanno conquistato il diritto di parola illegittimamente, nella mattinata di oggi la provincia di Trapani ha chiuso a -9 scuole fra il 1° e il 2° settore; la provincia di Agrigento perde 10 scuole di cui 1 nel 2° settore; 7 scuole perde la provincia di Caltanissetta (6+1). Dopo una brevissima pausa, alla ripresa dei lavori pomeridiani è stata la volta della provincia di Siracusa che ha chiuso il conto con -10 scuole, di cui 7 nel 1° settore e 3 nel secondo. Mentre scriviamo queste note è la volta della provincia di Catania le cui perdite finora risultano abbastanza contenute. In ogni caso, se i tagli continueranno ad essere così esigui, sarà tutta da giocare la partita a Roma in fase di stipula dell’Intesa con il MIUR. E ammesso che tutto passi liscio e sereno, in nome di un “vogliamoci bene, siamo tutti bravi ragazzi”, un discorso è mantenere l’autonomia, ben altra cosa è sperare che Viale Trastevere conceda posti per Ds e Dsga in deroga ai numeri prefissati. Di fatto, continuando così, c’è il rischio più che concreto che nel prossimo anno le reggenze saranno molte di più delle oltre 130 di quest’anno. E ci chiediamo, con molta sincerità, che senso abbia mantenere una scuola pseudo autonoma senza Ds e senza Dsga, proprio in un anno in cui incombono sul sistema scolastico siciliano ben due concorsi per dirigenti (rinnovazione prove concorso 2004 e nuovo concorso 2011). Comprendiamo bene che i posti dei Ds non c’entrano con il dimensionamento della rete scolastica, ma è pure vero che qualche taglio in più quest’anno sarebbe opportuno, quanto indolore, mentre non lo sarà l’anno prossimo con i concorsi conclusi, due maxi-graduatorie di idonei da gestire e pochi posti da conferire a pochissimi vincitori, incombendo un ulteriore dimensionamento della rete scolastica, e certamente con tagli meno soft come sembra già emergere da quest’anno. Domani, in calendario le restanti province, mentre quella di Palermo è stata rinviata a mercoledì su richiesta del Presidente della provincia regionale. (n.b.)
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