Dimensionamento Sicilia: dati completi e prime osservazioni / Accadde ieri in via Ausonia …Riportiamo i dati completi sui tagli operati alla rete scolastica siciliana a seguito delle operazioni di dimensionamento/razionalizzazione ed alcune osservazioni...
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Provincia
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1° settore
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2° settore
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Totale
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Trapani
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-5
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-4
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-9
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Agrigento
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-9
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-1
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-10
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Caltanissetta
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-6
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-1
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-7
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Siracusa
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-7
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-3
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-10
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Catania
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-27
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-5
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-32
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Ragusa
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-9
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-3
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-12
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Enna
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-7
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-2
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-9
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Messina
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-24
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-3
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-27
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Palermo
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-30
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0
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-30
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TOTALI
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-124
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-22
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-146
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Scontato che le operazioni fin qui condotte lasciano parecchio amaro in bocca a tutti, e per più motivi. Primo - Al termine dei lavori al Tavolo tecnico si può affermare che c’è stata una spinta al mantenimento dello stato attuale, costi quello che costi, senza tenere conto dei risvolti istituzionali conseguenti. Secondo - La pervicace ostinazione dell’Assessorato Regionale di attestarsi sui tetti della legge n. 6/2000 (atteggiamento assecondato dalle delegazioni provinciali), non paga perché ha creato una enormità di scuole senza Dirigente scolastico e senza Dsga titolari, allargando a dismisura l’istituto della reggenza. Per lo Stato, peraltro, sarebbero 490 le scuole siciliane con meno di 600 alunni e quindi senza autonomia, quindi senza Ds e senza Dsga titolari! Terzo - Il tetto 600 / 1.000 imposto dal MIUR sarebbe stato facilmente raggiungibile anche in Sicilia se si fosse evitato di difendere spesso situazioni non difendibili e proponendo ragionevoli aggregazioni/fusioni che avrebbero creato un nuovo posto di Dirigente scolastico ed un posto di Dsga invece di due inutili reggenze. >
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Accadde ieri in via Ausonia … L’andamento dei lavori sul dimensionamento della rete scolastica siciliana condotti al Tavolo tecnico istituito presso il Dipartimento Istruzione dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della F.P. Sicilia nel corso della giornata di ieri ha avuto risvolti davvero inquietanti e conseguenze politiche e relazionali non di poco conto. Insomma, da ieri pomeriggio alla tarda serata (diremmo notte!), al Tavolo si è visto di tutto e di più: - si è assistito alla sceneggiata dei vertici della Provincia Regionale di Palermo che hanno promesso fumo pur sapendo di non poter assumere alcun impegno e sapendo anche di non aver onorato e di non poter onorare nell’immediato neppure le delibere adottate negli anni passati; - si sono sentiti i gridolini (e non solo!) di qualche dirigente dell’Assessorato convinto di essere autorevole solo alzando la voce, anche con le signore; - si è assistito al cambiamento di atteggiamento, rispetto ai giorni precedenti, da parte dei tecnici dell’Assessorato che proprio sulla provincia di Palermo hanno operato contro ogni logica, accontentando questo o quello a seguito di intese palesi (si è visto dalle votazioni) o sottobanco (si è capito dagli interventi e dalle ostinate posizioni assunte); - si è subita l’arroganza di sindaci voltagabbana che all’ultimo minuto hanno fatto pervenire atti deliberativi opposti e contrari a quelli precedenti, dimostrando incoerenza politica, e strategie oppositive interne, se non vendette personali; - si sono salvate scuole con poco più di 500 alunni sulla carta (sic!) e se ne sono soppresse altre con circa 540 alunni; - si sono viste sigle sindacali che invece di garantire il sistema scolastico regionale e la sua peculiarità, hanno assunto a titolo gratuito, quanto interessato e quando ha fatto comodo, atteggiamenti filo-governativi; - in fase di votazione si è assistito a scelte palesemente di parte operate dai componenti del Tavolo che hanno manifestato quanto dietro al voto pro/contro c’era la difesa di singole persone (= dirigenti), secondo una logica di protettorato sfacciatamente clientelare, quanto indegna, per chi ha vantato fino al giorno prima pretese di tutela-garanzie distanti dalle singole situazioni localistiche. Insomma, ieri in Via Ausonia, per il dimensionamento della provincia di Palermo, sono accadute solo cose di cui tutti, o gran parte, devono vergognarsi! (n.b.)
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> Quarto - È scontato che l’anno prossimo, con i numeri risicati che hanno consentito questa parvenza di autonomia delle scuole, ci sarà una vera debacle istituzionale in Sicilia, proprio nell’anno in cui servirà il maggior numero di posti a seguito della conclusione delle procedure concorsuali per i Dirigenti scolastici e nuovi posti per i Dsga che non guastano affatto. Quinto - In nome di una territorialità di facciata, di sindaci on-off alcuni dei quali hanno emanato più delibere sempre in contraddizione fra loro con l’obiettivo di scardinare il sistema scolastico piuttosto che ottimizzare i servizi sul territorio, di documenti dei Csp senza numeri e valide argomentazioni, di prese di posizione di OO.SS. Scuola e gruppi di Dirigenti scolastici assortiti, spesso si è difeso l’indifendibile svilendo la qualità e la consistenza del Tavolo che, nel corso delle giornate, ha oscillato tra serena professionalità ed impegno a bagarre senza quartiere se è vero, come è vero, che perfino i componenti delle delegazioni sono entrati in conflitto tra loro. Il tutto è stato generato non solo dalla freneticità delle giornate di lavoro (assegnare ad ogni provincia un’ora e mezza, o poco più, per discussione e ratifica è stata una vera follia!) ma anche dalla presenza invasiva di delegazioni provinciali che spesso piuttosto che essere risorsa per i componenti del Tavolo sono diventate protagonisti occasionali centrandosi, in alcuni casi, su casi particolari a scapito dei principi generali condivisi dallo stesso Tavolo. Tutto questo deve servire da monito per il prossimo dimensionamento avviando le procedure per tempo; esigendo dai sindaci di fare il loro dovere (cioè pretendendo piani concertati e condivisi); invitando i Dirigenti degli USP a non fare solo i notai, ma essere risorsa funzionale ed efficace segnalando storture e contraddizioni nell’assetto scolastico provinciale; assicurando ai componenti del Tavolo tempi distesi per acquisire la bozza regionale, confrontarsi con le delegazioni e quindi intervenire al Tavolo senza dover improvvisare decisioni ad ogni momento, rischiando di giocarsi ogni credibilità rispetto agli interlocutori provinciali. (ninni bonacasa)
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