| Casa Merini, apre il museo della poesia |
| Poesia | |||
| Postato da Maria Allo | |||
| Giovedì 24 Marzo 2011 00:23 | |||
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E' stata aperta ufficialmente a Milano lunedì pomeriggio dal sindaco Letizia Moratti «Casa Merini. Atelier della parola giovane», lo spazio in via Magolfa dedicato alla poetessa scomparsa nel 2009. Realizzata su due piani nell'ex Tabaccheria comunale, la casa museo propone il percorso poetico «Sono nata il ventuno a primavera» con pannelli che raccontano la vita della Merini, accanto ad alcuni suoi testi poetici. Al termine, la riproduzione della camera della poetessa con oggetti provenienti dalla casa di Ripa di Porta Ticinese dove la Merini visse, con il letto, i suoi vestiti, il pianoforte, i rossetti e le sigarette. Al piano terra, invece, una sala destinata alle attività dell'Atelier della Parola, dove si terranno corsi e laboratori di poesia dedicati ai giovani. «Milano deve tanto ad Alda Merini. Oggi restituiamo a lei qualcosa, la rendiamo presente non solo nei nostri cuori, ma attraverso le testimonianze che in questa Casa ci faranno rivivere la sua sublime poesia», ha detto la Moratti. «Sarà un luogo dedicato ai giovani dove organizzare incontri e momenti di approfondimento per scoprire, studiare e appassionarsi al mondo della poesia», ha spiegato il sindaco. «Oggi si realizza quello che avevamo promesso - ha detto l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, presente insieme all'assessore al Tempo Libero, Alan Rizzi - un progetto in dialogo tra storia e presente». «Casa Merini - ha detto Flory - è una casa della poesia e la poesia è la casa del "fare anima". Naturalmente questa casa-museo sarà un nuovo luogo di esercizio per giovani poeti, grazie alla "Casa della Poesia" di Palazzina Liberty e dei suoi maestri». Adesso, tra mille problemi burocratici, la destinazione provvisoria e non si sa quanto lunga, è diventata il sotterraneo del Castello Sforzesco. Lì confluiranno simboli e reperti della sua esistenza. Quale fine faranno? Ci sono promesse scritte dall'assessore alla Cultura Finazzer Flory: la poetessa dei navigli avrà il suo sito. Si parla di un ex tabaccheria a ridosso del corso d'acqua milanese, pronta a rialzare le saracinesche per ospitare il pubblico. Saranno i mobili, il pianoforte, i manoscritti a rendere viva l'anima di Alda Merini e creare fila all'ingresso. Però, sarà anche necessario un finanziatore privato e animato da buoni intenti. Perché qui non c'è business, qui si alza il sipario sulla vita e sulla scrittura di un genio della letteratura del '900, che ha vissuto senza agi, in una modesta e piccola casa sulla Ripa di Milano e come unico lascito ha regalato al mondo le sue pagine. Una «piccola ape furibonda» capace, in una sola riga, di raccontare la notte e del suo potere taumaturgico di lenire le angosce del giorno: «Superba è la notte quando cadono gli ultimi spaventi». La sua notte, quella del riposo dagli affanni della vita, è arrivata il primo novembre dell'anno scorso. Alda Merini ora sorriderebbe, irriverente, vedendosi ancora in giro, a cercare casa
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