| Intervista al grande poeta Antonio Spagnuolo, a cura di Maurizio Vitiello. |
| Poesia | |||
| Postato da Maria Allo | |||
| Lunedì 03 Ottobre 2011 17:54 | |||
|
MV – Ci puoi raccontare i tuoi esordi ed i consensi critici, che sono stati qualificati e numerosi, nel tempo? AS – Il mio primo volume di poesie "Ore del tempo perduto" porta la data del 1953. Una raccolta che oggi giudico redatta con grande semplicità e con impronte da liceale, ben nutrito dalle liriche del grande Gabriele D'Annunzio. Con mia grande sorpresa quel libello suscitò le lodi di Umberto Saba. Egli mi scrisse tra l'altro:" Caro Spagnuolo, sebbene nulla mi dispiaccia tanto come dover esprimere pareri sulle opere altrui, le dirò che c'è davvero nei suoi versi una vena sostanziosa di poesia ed una attenta e collaudata ipotesi di ricognizione che si fa sentire in quasi tutti i componimenti .... Un tenue abbandono, a volte lucido e raziocinante, acquista la capacità di svelare anche la memoria del simbolo..." – L'emozione di ventenne mi gratificò non poco. Il contatto con il vegliardo purtroppo durò poco, perché egli fu dopo breve ricoverato in clinica per il male che lo portò a morte. Altro ricordo indelebile resta la calda amicizia con Domenico Rea (Mimì), il quale mi seguì con grande affetto e consapevole benevolenza, regalandomi una densa scheda critica a prefazione per il volume "Poesie '74". Non saprei dirti quanti e quali consensi ho ricevuto in tutta la mia vita. Fortunatamente sono moltissimi e tutti qualificati e qualificanti, da Mario Pomilio, a Giovanni Raboni, da Ugo Piscopo a Gio Ferri, da Manacorda a Gilberto Finzi, per citarne soltanto qualcuno. MV – All'inizio, cosa ti è costato di più? AS – I tentativi di essere accolto dalla critica ufficiale furono abbastanza difficili, anche perché a Napoli in quegli anni, tranne Il Mattino, Il Roma ed Il Correre di Napoli, poche erano le pubblicazioni che si interessassero alla "cultura" in genere e alla "poesia" in particolare. Ricordo che lo scrittore e critico Mario Stefanile, allora detentore assoluto della pagina culturale su Il Mattino, mi invitò affettuosamente e garbatamente ad interessarmi di più alle fanciulle e di meno agli "endecasillabi". Ironia della sorte nel 1986 vinsi il primo premio al concorso "Mario Stefanile" ...). Essere accolto in seno alla famiglia del Parnaso mi è costato molti sacrifici e molta, molta pazienza. Ma come vedi piano piano ci sono riuscito. MV – Quali poeti sono stati vicino a te e/o anche con te in vari eventi?; con chi hai operato ottenendo proficui interessi? AS – Mimì Rea è stato lo scrittore che più mi ha seguito negli anni della gioventù. Ricordo con grande simpatia la sua generosa giovialità, il suo essere disponibile, la sua schietta amicizia, ed i pranzi che gustava, appellando mia moglie "pupatella" e concludendo spesso con una frase che anche io ripeto qualche volta: "Comme è overo che a tavola nun s'invecchia ... se more direttamente!". Altra amicizia lodevole e valida è stata quella di Giovanni Raboni, con il quale ho condiviso diversi tentativi di "ricerca poetica". Pochissimi gli altri nomi, diciamo più amici di "corso" che veri e propri collaboratori in eventi e scritture. MV – La creatività mediterranea ti vede nel suo alveo? AS – Mi sento napoletano sin nelle più recondite vene. Amo Napoli anche se presenta i suoi numerosi difetti e le sue inossidabili pecche. Non lascerei mai la mia casa, il mio parco, la mia città per nessuna ragione. Ma per quanto riguarda la poesia non credo di essere catalogato come autore del Sud. La mia creatività corre spazi più ampi e si rivolge all'altro in maniera universale. MV – Le regioni del Sud come la Campania, la Puglia, ad esempio, sono tagliate fuori dal giro creativo e/o dal giro poetico-mercantile? AS – Purtroppo è vecchia storia, che non trova soluzione dopo anni ed anni di diatribe e discussioni sterili. Il Nord rimane padrone della editoria che si impone, ed i vari Cucchi, Majorino, Zanzotto etc. non hanno spazi per i poeti che vivono ed operano al di qua del Garigliano. Fortunatamente però da qualche tempo la piccola editoria ha dato vita a collane che hanno un valore artistico-culturale notevole, e, a differenza delle scelte dei capitalisti del Nord, che sfornano libelli di scarsa qualità, soltanto perché firmati da nomi noti della televisione, del calcio, della politica, hanno sostanza critica molto interessante. MV – Cosa e/o chi ridimensiona la poesia? Ovviamente, nella domanda c'è una declinazione provocatoria. AS – Domanda, permettimi il dissenso, che non mi piace. La poesia o è poesia e non è che un bel niente! Chi ridimensiona la poesia? Nessuno io penso può intervenire in maniera determinante per catalogare e risistemare una creazione poetica. Se qualcuno non accetta un testo, giudicato valido dalla critica ufficiale, deve dimostrarmi il perché. MV - Le tue tematiche sono state anche ispirate dal ... ? AS – Le mie tematiche sono state sempre ispirate dalla vita vissuta quotidianamente. Molto spesso il chiarore sensuale ha accolto sulla pagina tutto quello che viene pensato o, meglio, intuito. La libido produce il sapere senza oggetto , in disarmonia con il reale, quindi la poesia è legata all'inconscio, e l'inconscio è il luogo della poesia. A me piace immaginarla come un virus, ancora sconosciuto alla scienza, che si insinua nella psiche e corrode giorno dopo giorno le circonvoluzioni cerebrali, per penetrare nel subconscio e dettare quelle visioni ritmiche che il comune mortale non riesce ad elaborare se non nel verso. Una malattia capace di rendere immortale ogni pensiero e capace di manifestarsi nel caleidoscopico fulgore del fantastico. Essa comporta da parte dello scrittore una vera e propria assunzione di contenuti e mitemi anch'essi di origine psicoanalitica: che a dirlo più chiaramente, entrano massicciamente nei versi, fino a diventarne radice e sostanza, nel ben noto binomio di eros e thanatos, l'endiadi-opposizione di libido e morte, assunti per via di una estrema semplificazione, con un'intensità quasi aggressiva e sofferti per converso fino allo spasimo e allo sgomento: lo spasimo che si aggrappa all'eros in nome della vita, lo sgomento di chi da esso regredisce, per stanchezza magari e sazietà, verso immagini vertiginose. MV – Mi puoi parlare dei tuoi anni operativi, sino ad oggi? AS – Pochissime parole per dirti che io ho inseguito la "poesia" ogni giorno , affascinato e coinvolto dall'endecasillabo, che mi risuonava e mi risuona tra i pensieri che affollano le ansie del quotidiano. Ho contemporaneamente cercato di operare come "apostolo" di eventi culturali, organizzando interventi, presentazioni, incontri, scrivendo decine e decine di recensioni, offrendo ai più giovani prefazioni e consulti. MV – Come definiresti le tue precedenti estetiche e la tua ultima cifra poetica? AS - Ho letto moltissimo. Ho digerito pagine e pagine di poesie degli autori più disparati. Dall' liade alla Divina Commedia, dal Foscolo a Turoldo, da Pascoli a Montale, ho sempre cercato di incamerare le varie espressioni creative riuscendo a realizzare un bagaglio veramente immenso. Ora i tempi della mia "cifra poetica" sono due: una prima fase che subisce con evidenza le incidenze sperimentali ed una seconda (dagli anni ottanta in poi) che presenta un verso calibrato e leggibile, più caldo e affascinante. MV – A conclusione, hai praticato la medicina, ma ti senti poeta? AS – Posso dire senza tema che io ho vissuto in contemporanea due vite parallele. Sono stato medico nel senso più valido della parola, con tutto l'impeto, la generosità, e la capacità che ha distinto i medici di un tempo, fuori dalle intemperie che la mutualità ha scatenato in questi ultimi anni. Ho praticato la medicina per circa sessant'anni ed ancora, benché in pensione, sono disponibile per qualche consulto. Di pari passo la "poesia" è stato il cibo che mi ha nutrito la mente e lo spirito ogni giorno della mia esistenza. Si ! Mi sento poeta a tutto tondo! Scheda sull'attività di Antonio Spagnuolo: Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, inserito in molte antologie, collabora a periodici e riviste di varia cultura: Altri termini - Hebenon - Il Cobold -Incroci - Issimo – la Mosca - l'immaginazione - l'involucro -l'Ortica - lo stato delle cose - Mito - Offerta speciale - Oltranza - Poiesis - Polimnia - Porto Franco - Terra del fuoco. Attualmente dirige la collana "le parole della Sybilla" per Kairòs editore e la rassegna "poetrydream" in internet. Nel volume "Ritmi del lontano presente" Massimo Pamio prende in esame le sue opere edite tra il 1974 e il 1990. Plinio Perilli con il saggio "Come l'ombra di una nuvola sull'acqua" (Ed. Kairòs 2007) rivisita gli ultimi volumi pubblicati fra il 2001 e il 2007. Tradotto in francese, inglese, greco moderno, iugoslavo, spagnolo. Ha pubblicato: * I volumi di poesia: "Ore del tempo perduto" - Intelisano - Milano 1953 "Rintocchi nel cielo" - Ofiria - Firenze 1954 "Erba sul muro" - Iride - Napoli 1965 - prefaz. G. Salveti "Poesie 74" - SEN Napoli 1974 - prefaz. Dom. Rea "Affinità imperfette" - SEN Napoli 1978 - prefaz. M. Stefanile "I diritti senza nome" - SEN Napoli 1978 - prefaz. M. Grillandi "Angolo artificiale" - SEN Napoli 1979 "Graffito controluce" - SEN Napoli 1980 - prefaz. G. Raboni "Ingresso bianco" - Glaux Napoli 1983 "Le stanze" - Glaux Napoli 1983 - prefaz. C. Ruggiero "Fogli dal calendario" - Tam-Tam Reggio Emilia 1984 - prefaz. G.B. Nazzaro "Candida" - Guida Napoli 1985 - prefaz. M. Pomilio (Premio Adelfia 85 e Stefanile 86) "Dieci poesie d'amore e una prova d'autore" - Altri Termini . Napoli - 1987 (Premio Venezia 87) "Infibul/azione" - Hetea - Alatri 1988 "Il tempo scalzato" - All'antico mercato saraceno - Treviso 1989 "L'intimo piacere di svestirsi" - L'Assedio della poesia - Napoli 1992 "Il gesto - le camelie" - All'antico mercato Saraceno - Treviso 1992 (Premio Spallicci 91) "Dietro il restauro" - Ripostes - Salerno 1993 (Premio Minturnae 93) "Attese" - Porto Franco - Taranto 1994 - illustrazioni di Aligi Sassu "Inedito 95" inserito nell'antologia di Giuliano Manacorda "Disordinate convivenze - ediz. L'assedio della poesia - Napoli - 1996. "Io ti inseguirò" (venticinque poesie intorno alla Croce) - Luciano Editore - Na – 1999 "Rapinando alfabeti" – pref. Plinio Perilli – Napoli 2001 – "Corruptions" – Gradiva Pubblications –New York. 2004 (trad. Luigi Bonaffini) "Per lembi" – Manni editori – Lecce 2004 (Premio speciale della Giuria – Astrolabio 2005, Premio Saturo d'argento 2006) "Fugacità del tempo" (prefaz. Gilberto Finzi) – Ed. Lietocolle – Faloppio 2007 – "Ultime chimere" – L'arcafelice – 2008 "Fratture da comporre" – ed. Kairòs –Napoli – 2009 "Frammenti imprevisti" – (Antologia della poesia contemporanea) ed. Kairòs – Napoli – 2011 "Misure del timore" – dai volumi 1985/2010 – Ed. Kairòs – Napoli – 2011- * I volumi in prosa : "Monica ed altri"- racconti - SEN Napoli - 1980 "Pausa di sghembo" - romanzo - Ripostes - Salerno 1994 "Un sogno nel bagaglio" – romanzo – Manni ed. Lecce – 2006 "La mia amica Morèl" – racconti – Kairòs – Napoli 2008 * I volumi per il teatro: "Il cofanetto" - due atti - L'assedio della poesia - Napoli 1995 Di lui hanno scritto numerosi autori fra i quali A. Asor Rosa che lo ospita nel suo "Dizionario della letteratura italiana del novecento" e nella "Letteratura italiana" edizioni Einaudi, Carmine Di Biase nel volume "La letteratura come valore", Matteo d'Ambrosio nel volume "La poesia a Napoli dal 1940 al 1987", Gio Ferri nei volumi "La ragione poetica" e "Forme barocche della poesia contemporanea", Stefano Lanuzza nel volume "Lo sparviero sul pugno", Felice Piemontese nel volume "Autodizionario degli scrittori italiani", Corrado Ruggiero nel volume "Verso dove", Alberto Cappi nel volume "In atto di poesia", Ettore Bonessio di Terzet nel volume "Genova-Napoli due capitali della poesia", Dante Maffia nel volume "La poesia italiana verso il nuovo millennio", Sandro Montalto in "Forme concrete della poesia contemporanea" e "Compendio di eresia", Ciro Vitiello nel volume "Antologia della poesia italiana contemporanea", Carlo Di Lieto in "La bella afasia" , oltre a L. Fontanella , M. Lunetta, G. Manacorda, Gian Battista Nazzaro, G. Panella, Ugo Piscopo, G. Raboni, e molti altri.
|