| Libri:Il Vangelo e la storia. Il Cristianesimo antico |
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| Postato da Salvina Torrisi | |||
| Domenica 31 Ottobre 2010 09:55 | |||
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Viene descritta la vicenda e l’espansione del cristianesimo, dalle origini fragili e modeste che, a vista umana, si sarebbero potute esaurire presto, se non addirittura già con la morte dello stesso Gesù di Nazaret, alla progressiva, inarrestabile, crescita, pur impensabile e imprevedibile, che gli farà acquisire una propria consapevolezza, prima con lo svincolarsi dall’ebraismo di cui pure è figlio e di cui mantiene le sacre scritture, poi con l’aprirsi alla conversione dei pagani, momento fondamentale della sua storia. Il cristianesimo si svilupperà quindi, a seconda degli apostoli cui le singole comunità faranno riferimento e soprattutto delle regioni in cui si diffonderanno, con accenti diversi, talora divergenti. Sarà proprio la reazione alle ‘eresie’, che cominceranno a serpeggiare, che porterà la Chiesa a un chiarimento interno, a definire il canone del Nuovo Testamento, e progressivamente a darsi una struttura prima democratica e poi gerarchica, sconosciuta all’inizio del movimento. Lo sviluppo impressionante conosciuto dal cristianesimo è dovuto in gran parte all’efficacia della sua organizzazione interna, sia capillare sia generale, e all’esistenza stessa dell’impero romano. È ben chiaro così che quello dei primi secoli è un cristianesimo plurale, che cresce e si articola in diverse forme e in molteplici modi di essere, con tensioni creatrici che non devono essere considerate anomalie, ma diversità che in un certo senso costituiscono il sale stesso del cristianesimo. Questa varietà, sottomessa e ridotta all’uniformità per volere degli imperatori, darà il via, in Occidente, alla Chiesa cattolica romana, una grande e complessa struttura di potere. Ma - si domanda l’autore - nonostante il sistematico rifarsi di questa istituzione alla tradizione apostolica, quanto in essa continua a vivere del messaggio evangelico ?
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