| Spartacus e Giselle, due grandi prove del Bolshoi Ballet Teatre a Taormina |
| Visto per voi | |||
| Postato da Silvana La Porta | |||
| Giovedì 19 Agosto 2010 17:34 | |||
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Si è esibita a Taormina nelle sere di lunedì e martedì una compagnia di ballo brava e coinvolgente , il Bolshoi Ballet Teatre, che ha dato vita a due performances straordinarie, seppure molto diverse tra loro: Spartacus di Kachaturian e Giselle di Adam...(di Silvana La Porta, inviata a Taoarte)
Il grande successo che il pubblico ha tributato ai bravi ballerini, alle belle coreografie e all’azzeccata scenografia dimostra che la scelta delle opere fa sì la sua parte, ma la realizzazione scenica e la qualità degli artisti fanno sempre la parte da gigante. Due opere molto diverse, ma interpretate con coraggio e bravura dall’intera compagnia. Lunedì Spartacus per la decisa regia di Jurj Grigorovic e le icastiche coreografie di Valentin Elizariev, con una scenografia imponente, un Crasso (un incisivo Oleg Eromkin) dai modi crassi e dai costumi lascivi in lotta con uno schiavo forte, sensuale e delicato (un incantevole e bello Antono Kravenko); sulla scena, ben lontana dal balletto di classica memoria, si sono agitate mille passioni sottolineate da una musica coinvolgente, anche se non conosciutissima in Italia (pubblicità a parte, pensate che l’Adagio è stato colonna sonora della reclame della Mercedes). Un discorso a parte va fatto per Irina Eromkina, la ballerina che ha danzato nelle vesti di Phrigia, moglie di Spartacus: bella, delicata e aggraziata, ha incantato tutti con movenze indimenticabili, in un gioco di coppia spettacolare e intenso col partner, espressione di una intensa passione inestinguibile. Martedì è stata la volta di Giselle, ovvero il balletto classico e romantico per eccellenza, ideato da un grande della letteratura francese: Théophile Gautier. Giselle è balletto difficile perché la protagonista deve possedere due anime: nel primo atto intensità, mimica e capacità drammatiche, nel secondo un rigoroso tecnicismo e una spigliata leggerezza. Bravissima dunque Olga Gaiko, grande attrice oltre che grande ballerina e bravo Igor Artamonov nel ruolo di Alberto, sullo sfondo una scenografia essenziale e un’atmosfera conseguentemente affidata alle movenze dei danzatori, allegri montanari e contadine felici, un inno alla pace bucolica di virgiliana memoria. Due grandi prove nello scenario del Teatro greco, che hanno centrato quello che in fondo è l’obiettivo dell’arte più vera: suscitare emozioni. Non a caso al duetto d’amore tra Spartacus and Phrygia qualcuno alle mie spalle ha sussurrato: “Ho la pelle d’oca” ed era una sensazione felicemente comune… Silvana La Porta
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