Tempo di vacanze. E da settembre arrivano i calendari pluriennali

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In Toscana e Lazio le date di inizio e fine lezioni saranno sempre le stesse. Aule aperte dal 15 settembre all’8 giugno. Flessibilità alle scuole dell’infanzia
Da Corriere della Sera

Gli ultimi a chiudere i libri sono stati gli alunni dell’Alto Adige e della Valle d’Aosta, il 14 giugno. Per gli altri (ed escluse le code degli esami di maturità e di terza media), il Sudoku delle vacanze estive era già iniziato da una settimana. Con la necessità e le difficoltà di conciliare i tre mesi di vacanza dei ragazzi con i 25 giorni di ferie dei genitori. Intanto, sono stati deliberati quasi tutti i calendari scolastici per il 2014-2015. Un’incombenza che spetta alle Giunte regionali. Ad eccezione di Abruzzo e Sicilia, le decisioni sono state prese.
Questo il Calendario Scolastico Regione Sicilia (Note in aggiornamento)

Da aggiungere la festa del Santo Patrono e le seguenti Feste Nazionali:

tutte le domeniche;
il primo novembre, festa di tutti i Santi;
l’8 dicembre, Immacolata Concezione;
il 25 dicembre Natale;
il 26 dicembre;
il primo gennaio, Capodanno;
il 6 gennaio, Epifania;
il lunedì dopo Pasqua (Pasquetta);
il 25 aprile, anniversario della liberazione;
il primo maggio, festa del Lavoro;
il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica

Calendario pluriennale

La novità di quest’anno sono i «calendari pluriennali» adottati da alcune Regioni, come la Toscana e il Lazio: dal 2014-2015 in poi, le date di inizio e fine lezioni saranno sempre le stesse, con slittamento o anticipo al primo giorno lavorativo successivo o precedente se la data scelta è un sabato o un festivo. Un’iniziativa presa – si è spiegato – per consentire di programmare e pianificare per tempo sia l’organizzazione delle scuole sia quella delle famiglie.

La regola dei 200 giorni

Il calendario pluriennale stabilisce, da qui ai prossimi anni, oltre alle date fisse per l’inizio e la fine della didattica, anche quelle riservate alle festività nazionali e alle vacanze. Un calendario «blindato», che rispetta la norma ministeriale dei 200 giorni minimi di lezione, pensato per dare una certezza in più a famiglie, studenti e insegnanti sull’inizio e la fine di ogni anno scolastico. Non mancano le proteste di presidi che lamentano che la «regola dei 200 giorni» sia spesso disattesa, a causa di occupazioni autunnali, gite scolastiche, attività extra didattiche. Spetta al ministero di viale Trastevere controllare che la didattica sia regolare e la copertura delle lezioni non inferiore ai giorni stabiliti, pena l’annullamento dell’anno scolastico. Un rischio che ha corso un Istituto tecnico di Catania, dove la preside ha costretto gli studenti a maratone di dieci ore di lezione al giorno, negli ultimi giorni di scuola, per recuperare le ore perse durante l’anno.

Il via

Nella gran parte delle regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto) si tornerà in classe il 15 settembre (ma in Val d’Aosta si torna sui banchi l’11 settembre). Le lezioni proseguiranno per 206 giorni e termineranno – come previsto anche dal ministero dell’Istruzione – l’8 giugno.

Scuole dell’infanzia

Per quanto riguarda invece le scuole dell’infanzia, quest’ultime avranno la facoltà di anticipare l’apertura e posticipare la chiusura per andare incontro alle esigenze lavorative delle famiglie. In questo modo i bambini potranno entrare in classe già a partire dai primi giorni di settembre e potranno restare in aula fino al 30 giugno di ciascun anno scolastico, nel caso in cui calendario si adatti alle finalità del Piano dell’offerta formativa di ciascun istituto.