classe ‘pollaio’ di 39 studenti / ancora riforma Gelmini: come Maledizione di Tutankhamon

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindacato Anief. “Quanto si sta realizzando – dice Marcello Pacifico, leader del sindacato – è purtroppo in piena sintonia con quello che è accaduto negli ultimi dieci anni, con i tagli imposti a partire dalla Legge Berlusconi-Gelmini 133/08.

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Todi, classe ‘pollaio’ di 39 studenti al liceo: «Intervenga il ministro Bussetti»

La lettera al governo del presidente del consiglio di istituto: «L’Ufficio scolastico scarica tutto sul preside, bisogna fare qualcosa»

11 agosto 2018

Senso di impotenza «A nulla – spiega Antonelli al ministro – sono valse a tutt’oggi le accorate richieste fatte dal dirigente scolastico Sergio Guarente e, considerato il poco tempo che ci separa dall’inizio dell’anno scolastico, ho preso la decisione di rivolgermi direttamente a Lei. Il senso di impotenza e rabbia scaturisce dal fatto che, evidentemente, si ritiene che la soluzione imposta dalla normativa sia perfettamente compatibile con il diritto costituzionale allo studio e lo rispetti anche nel più ampio senso di assicurare a tutti le migliori condizioni per un’efficace formazione attuando i più elementari principi pedagogici. Il problema, in realtà, è che, nonostante le belle parole, la politica scolastica italiana si effettua sempre più e soltanto con una calcolatrice in mano».

Si scarica sul preside Di conseguenza, i 158 iscritti alle prime classi dei quattro indirizzi del Liceo “Jacopone da Todi” (49 al Linguistico, 41 alle Scienze Umane, 39 allo Scientifico, 29 al Classico) devono essere ospitati, secondo tale decisione, al massimo in 6 classi a prescindere dal fatto che ci sia una distribuzione non omogenea tra le scelte effettuate dagli studenti. «In altre parole – afferma il rappresentante – l’Ufficio scolastico regionale auspicherebbe che fosse il dirigente scolastico a “convincere” i genitori circa l’indirizzo al quale iscrivere il proprio figlio. Della serie: non possiamo permetterci che ognuno possa liberamente scegliersi un proprio progetto educativo. Sarebbe sufficiente, quindi, secondo tale visione, “motivare”, ad esempio, una decina di ragazzi a passare dall’indirizzo Scientifico a quello delle Scienze Umane e il gioco sarebbe fatto. Se, invece, i ragazzi non si lasciassero convincere con le buone, il dirigente dovrebbe passare ad una loro “riallocazione forzosa”, magari partendo dagli ultimi iscritti in ordine temporale. O, in alternativa, rifiutare la loro iscrizione e farli dirottare contro la loro volontà in altri istituti, magari a Perugia o a Terni, senza tener conto delle notevoli difficoltà legate ai trasporti pubblici in un territorio dalla conformazione complessa come il nostro».

Rivedere la decisione A questo punto, scrive ancora Antonelli «il risultato ottenuto con la calcolatrice, dopo tali forzature, metterebbe senz’altro la coscienza a posto al ministero e all’Ufficio scolastico regionale ma certamente meno soddisfatte sarebbero le famiglie, ma ciò sembra che sia del tutto irrilevante. Come irrilevante sembra sia il fatto che tra il 158 nuovi iscritti alle prime classi del Liceo nei suoi vari indirizzi, ci siano 3 studenti diversamente abili con sostegno (uno allo Scientifico e due al Linguistico). Eppure la legge, in questi casi, prevede chiaramente quorum più bassi nella composizione delle classi. Questa è, tristemente, la politica scolastica che viene attuata oggi in Italia, salvo magari qualche aggiustamento ad hoc in singoli fortunati casi». Il rappresentate conclude augurandosi che «l’Ufficio scolastico regionale riveda la propria posizione, e conceda le 7 prime classi richieste dal dirigente scolastico. Sarebbe un bel segnale di attenzione verso le famiglie e verso le legittime istanze degli studenti e un piccolo segno che forse non tutto è perduto nella scuola italiana».

§ http://www.umbria24.it/attualita/todi-classe-pollaio-39-studenti-al-liceo-intervenga-ministro-bussetti

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Scuola, a un mese dall’inizio torna il problema delle “classi pollaio”: a Todi 39 studenti in una sola aula

A sollevare il caso è una lettera arrivata al ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, dal liceo Jacopone di Todi, in provincia di Perugia. A scrivere la missiva – che è stata pubblicata anche sul sito Orizzontescuola.it – è Giovanni Antonelli, Presidente del Consiglio di Istituto del Liceo

Scuola, a un mese dall’inizio torna il problema delle “classi pollaio”: a Todi 39 studenti in una sola aula

Trentanove studenti in una sola classe. A un mese dall’inizio della scuola torna d’attualità il problema delle cosiddette “classi pollaio”. A sollevarlo è una lettera arrivata al ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, dal liceo Jacopone di Todi, in provincia di Perugia. A scrivere la missiva – che è stata pubblicata anche sul sito Orizzontescuola.it – è Giovanni Antonelli,Presidente del Consiglio di Istituto del Liceo Jacopone, che critica la decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria. Applicando la normativa in essere – scrive – non ha previsto lo sdoppiamento della prima classe del Liceo Scientifico nonostante i 39 ragazzi iscritti di cui uno diversamente abile con sostegno. A nulla sono valse a tutt’oggi le accorate richieste fatte dal Dirigente Scolastico Sergio Guarente e, considerato il poco tempo che ci separa dall’inizio dell’anno scolastico, ho preso la decisione di rivolgermi direttamente a Lei”.

Nella missiva si spiega che i 158 iscritti alle prime classi dei quattro indirizzi del Liceo Jacopone da Todi (49 al Linguistico, 41 alle Scienze Umane, 39 allo Scientifico, 29 al Classico) devono essere ospitati al massimo in 6 classi “a prescindere dal fatto che ci sia una distribuzione non omogenea tra le scelte effettuate dagli studenti. In altre parole, l’Ufficio Scolastico Regionale auspicherebbe che fosse il Dirigente Scolastico a “convincere” i genitori circa l’indirizzo al quale iscrivere il proprio figlio”. “Il senso di impotenza e rabbia scaturisce dal fatto che, evidentemente, si ritiene che la soluzione imposta dalla normativa sia perfettamente compatibile con il diritto costituzionale allo studio e lo rispetti anche nel più ampio senso di assicurare a tutti le migliori condizioni per un’efficace formazione attuando i più elementari principi pedagogici”, scrive Antonelli.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindacato Anief. “Quanto si sta realizzando – dice Marcello Pacifico, leader del sindacato – è purtroppo in piena sintonia con quello che è accaduto negli ultimi dieci anni, con i tagli imposti a partire dalla Legge Berlusconi-Gelmini 133/08. Sorprende, però, che a rendersi artefice di tale conferma sia lo stesso Movimento 5 Stelle, autore in passato di diverse battaglie e interpellanze parlamentari portate avanti proprio per trovare soluzione al problema delle classi pollaio”.

§ https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/11/scuola-a-un-mese-dallinizio-torna-il-problema-delle-classi-pollaio-a-todi-39-studenti-in-una-sola-aula/4554000/

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Su Vincenzo Pascuzzi

Vincenzo Pascuzzi: è stato docente precario per quasi venti anni prima del ruolo. Ha insegnato Matematica, Elettrotecnica, Fisica in vari licei, istituti tecnici e professionali di Roma. Segue le vicende dei precari e della scuola. Interviene con note e articoli su vari siti, blog, ml. Partecipa al gruppo Iuas (Insiemeunaltrascuola) e al gruppo facebook Invalsicomio.

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