M5S vorrebbe togliere i finanziamenti alle scuole private paritarie, è d’accordo?

«È un tema complesso, da affrontare senza pregiudizi. Il ruolo delle paritarie è fondamentale, la loro chiusura non aiuterebbe le scuole statali e si genererebbero costi extra. Senza contare che la libertà di scelta educativa è un valore».

[Bugiardino. 1) Il nuovo ministro Marco Bussetti (mi) appare evasivo, sfuggente, pro-Invalsi, pro-paritarie, pro-buona scuola, insomma non (mi) convince, ma (mi) inquieta. 2) la domanda sulle paritarie è mal formulata, la risposta contiene luoghi comuni e disinformazione. 3) domanda: possibile che il neo-ministro non abbia letto e condiviso le due pagine del “contratto di governo” e-o si riprometta di operare altrimenti?v.p.]

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Il ministro Bussetti: «Il ministero in giudizio contro i genitori violenti»

Il nuovo ministro: noi parte civile nei processi. Telefonini? «Decide ogni scuola». L’Invalsi «deve restare». Dubbi sul numero chiuso a Medicina: non dobbiamo perdere i ragazzi

 

Ministro Bussetti, il suo debutto come ministro dell’Istruzione coincide con uno stillicidio di episodi di violenza di genitori contro i professori. Prenderà provvedimenti?

Anche quando i bulli sono i ragazzi il ministero si costituirà in giudizio?

«Chi già a scuola manifesta certi atteggiamenti, un domani potrebbe aggredire un medico in un pronto soccorso o mancare di rispetto a un rappresentante delle forze dell’ordine in uno stadio. Vogliamo lavorare per ricreare un clima di serenità. La scuola deve potersi concentrare sulla gestione del rapporto con le famiglie, adottare metodi di recupero efficaci dei ragazzi, anche quelli più problematici. E si può fare solo puntando sull’educazione civica e restituendo tempo al mondo della scuola affinché possa perseguire il suo obiettivo principale: il successo formativo».

Pensa dunque di introdurre un’ora di educazione civica alla settimana come chiedono i sindaci nella proposta di legge?

«Che serva più educazione civica è un dato di fatto. Come fare senza appesantire l’orario è una delle prossime sfide. Per il resto penso ad un’offensiva su più fronti, che restituisca a chi lavora nella scuola l’autorevolezza che gli spetta. Voglio rilanciare una parola che non si usa mai nella scuola, che è amore. Amore per il proprio lavoro e per questa istituzione. Da trasmettere perché si rimotivino tutti a far meglio. Dall’altro lato, i genitori non possono improvvisarsi docenti o dirigenti scolastici: ognuno deve stare nel confine dei propri ruoli. Chi porta la violenza nella scuola attacca l’alleato più prezioso che ha nell’educazione dei figli».

Ernesto Galli della Loggia ha proposto di rimettere la cattedra sulla pedana e di vietare l’acquisto dei telefonini ai minorenni, che ne pensa?

«In generale penso che la tecnologia non sia “nemica” della scuola. È giusto rimandare all’autonomia del singolo istituto il codice di utilizzo e di condotta per sfruttare le potenzialità dei telefonini».

Quindi niente modifiche alle regole in vigore.

«Su questo tema faremo chiarezza. In merito al rispetto che deve suscitare ogni figura che lavora nella scuola, più che offrire soluzioni formali, come la pedana sotto la cattedra, serve agire sul piano culturale».

Domani comincia la maturità, l’ultima dell’era Berlinguer. Dal 2019 si cambia, via il quizzone, dentro l’alternanza scuola lavoro. Manterrà questo schema?

«Innanzitutto in bocca al lupo a chi sostiene gli esami. Approfitterò dell’estate per fare il punto sulle novità della legge 107 e dei suoi decreti. Sull’alternanza le scuole hanno dato un’ottima risposta. Ci sono tuttavia criticità».

E le prove Invalsi restano?

«Possono essere migliorate ma un monitoraggio del sistema è opportuno per avere una fotografia che consenta di intervenire sulle criticità».

Lega e M5S hanno fatto campagna elettorale proponendo di cambiare la buona scuola, da dove comincerà?

«Prima di intervenire, vogliamo ascoltare i soggetti coinvolti. La scuola non ha bisogno di altri sussulti o di ulteriori riforme e strappi. Le modifiche che introdurremo saranno condivise».

La prima decisione riguarda i diplomati magistrali: farete un concorso «veloce» per metterli in graduatoria?

«Il dossier è sul mio tavolo. Offriremo una soluzione per risolvere la questione nel rispetto di tutti gli interessati».

M5S vorrebbe togliere i finanziamenti alle scuole private paritarie, è d’accordo?

«È un tema complesso, da affrontare senza pregiudizi. Il ruolo delle paritarie è fondamentale, la loro chiusura non aiuterebbe le scuole statali e si genererebbero costi extra. Senza contare che la libertà di scelta educativa è un valore».

A settembre si dovranno ancora presentare i certificati dei vaccini?

«Questo non è un tema prettamente scolastico, ma di tutela della salute pubblica».

Numero chiuso a Medicina e negli altri corsi di laurea, si cambierà?

«Ogni studente lasciato fuori rappresenta un’occasione persa per il Paese. L’accesso all’università è un tema che si è perso negli ultimi anni, deve essere ripreso nell’agenda dell’Italia».

https://www.corriere.it/scuola/maturita/notizie/bussetti-il-ministero-sara-giudizio-contro-genitori-violenti-27266e42-7322-11e8-803e-f9621adc969f.shtml
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22. SCUOLA

La scuola italiana ha vissuto in questi anni momenti di grave difficoltà. Dopo le politiche dei tagli lineari e del risparmio, l’istruzione deve tornare al centro del nostro sistema Paese. La buona qualità dell’insegnamento, fin dai primi anni, rappresenta una condizione indispensabile per la corretta formazione dei nostri ragazzi. La nostra scuola dovrà essere in grado di fornire gli strumenti adeguati per affrontare il futuro con fiducia. Per far ciò occorre ripartire innanzitutto dai nostri docenti.

In questi anni le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola si sono mostrate insufficienti e spesso inadeguate, come la c.d. “Buona Scuola”, ed è per questo che intendiamo superarle con urgenza per consentire un necessario cambio di rotta, intervenendo sul fenomeno delle cd. “classi pollaio”, dell’edilizia scolastica, delle graduatorie e titoli per l’insegnamento. Particolare attenzione dovrà essere posta alla questione dei diplomati magistrali e, in generale, al problema del precariato nella scuola dell’infanzia e nella primaria.

Una delle componenti essenziali per il corretto funzionamento del sistema di istruzione è rappresentata dal personale scolastico. L’eccessiva precarizzazione e la continua frustrazione delle aspettative dei nostri insegnanti rappresentano punti fondamentali da affrontare per un reale rilancio della nostra scuola. Sarà necessario assicurare, pertanto, anche attraverso una fase transitoria, una revisione del sistema di reclutamento dei docenti, per garantire da un lato il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto ad un cronico precariato e dall’altro un efficace sistema di formazione. Saranno introdotti nuovi strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro territorio, affrontando all’origine il problema dei trasferimenti (ormai a livelli record), che non consentono un’adeguata continuità didattica.

Un altro dei fallimenti della c.d. “Buona Scuola” è stato determinato dalla possibilità della “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Intendiamo superare questo strumento tanto inutile quanto dannoso.

Una scuola che funzioni realmente ha bisogno di strumenti efficaci che assicurino e garantiscano l’inclusione per tutti gli alunni, con maggiore attenzione a coloro che presentano disabilità più o meno gravi, ai quali va garantito lo stesso insegnante per l’intero ciclo. Una scuola inclusiva è, inoltre, una scuola in grado di limitare la dispersione scolastica che in alcune regioni raggiunge percentuali non più accettabili. A tutti gli studenti deve essere consentito l’accesso agli studi, nel rispetto del principio di uguaglianza di tutti i cittadini.

La cultura rappresenta un mondo in continua evoluzione. È necessario che anche i nostri studenti rimangano sempre al passo con le evoluzioni culturali e scientifiche, per una formazione che rappresenti uno strumento essenziale ad affrontare con fiducia il domani. Per consentire tutto ciò garantiremo ai nostri docenti una formazione continua. Intendiamo garantire la presenza all’interno delle nostre scuole di docenti preparati ai processi educativi e formativi specifici, assicurando loro la possibilità di implementare adeguate competenze nella gestione degli alunni con disabilità e difficoltà di apprendimento.

La c.d. “Buona Scuola” ha ampliato in maniera considerevole le ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro. Tuttavia, quello che avrebbe dovuto rappresentare un efficace strumento di formazione dello studente si è presto trasformato in un sistema inefficace, con studenti impegnati in attività che nulla hanno a che fare con l’apprendimento.

Uno strumento così delicato che non preveda alcun controllo né sulla qualità delle attività svolte né sull’attitudine che queste hanno con il ciclo di studi dello studente, non può che considerarsi dannoso.

CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO – pagg. 41 e 42

http://download.repubblica.it/pdf/2018/politica/contratto_governo.pdf

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La scuola secondo il “contratto” / Con Bussetti la rottamazione Buona Scuola si allontana?

§ http://www.aetnascuola.it/la-scuola-secondo-il-contratto-con-bussetti-la-rottamazione-buona-scuola-si-allontana/

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Con Bussetti all’Istruzione rottamazione Buona Scuola si allontana?

di redazione – 1 giugno 2018 
Sul Fatto Quotidiano Alex Corlazzoli commenta l’affidamento del Ministero dell’Istruzione, nel Governo Lega – M5S, al Dirigente Dott. Marco Bussetti.

Il dott. Bussetti non fa mistero delle sue simpatie per la Lega, tanto che nel suo profilo Facebook – chiuso subito dopo la designazione – si trovano foto in compagnia di Salvini.

§ https://www.orizzontescuola.it/con-bussetti-allistruzione-rottamazione-buona-scuola-si-allontana/

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