Il coordinatore provinciale dei Ds della Cisl Scuola di Caserta, Vincenzo Brancaccio, ieri (7 aprile) ha inviato alle strutture del Sindacato ed alla stampa di settore il suo punto di vista sul concorso Ds in Campania, definendolo “Una Storia (in) finita?”. Il punto di vista di Brancaccio, va oltre le “ordinarie preoccupazioni” e pone questioni politiche di notevole profilo a tutti i livelli. Per questo motivo riportiamo integralmente la nota del Coordinatore provinciale…

«La sezione seconda del Consiglio di Stato, esprimendo parere su ricorsi straordinari al Capo dello Stato, ha sancito come fondata l’incompatibilità di due commissari nel concorso campano a posti di dirigente scolastico, pronunciandosi per l’accoglimento dei ricorsi proposti : continua la storia infinita di questo concorso.
E’ una decisione che sembra sconcertante ed è in contrasto con altre sentenze di altra sezione.
E’ però una decisione corretta, adottata nel rispetto del diritto e delle leggi vigenti, questo bisogna riconoscerlo al di là delle preoccupazioni politico sindacali per ciò che essa può determinare, per le ragioni di chi ha superato correttamente il concorso e di quanti da tempo lottano per ottenere la nomina, per la verità incontrovertibile che arriva addirittura dopo tre anni.
D’altra parte se pensiamo che c’è un atto ufficiale a firma del vertice dell’Amministrazione scolastica campana con il quale si nomina uno dei commissari d’esame in un “osservatorio” regionale su designazione di O.S.,senza nemmeno porsi il problema dell’immediato concretizzarsi dell’incompatibilità a permanere in commissione d’esame, incompatibilità già sussistente all’atto della nomina per altro, come si poteva pensare che il Consiglio di Stato, adito       a più riprese, rimanesse sempre uniformemente ancorato a negare le incompatibilità stesse?
La decisione della sezione seconda del Consiglio di Stato, peraltro adottata nel rispetto dell’obbligo di pronuncia di parere vincolante in presenza di ricorso straordinario al Capo dello Stato, è una decisione, quindi, rispettosa del diritto e delle leggi di questo Paese, che troppo spesso vengono aggirate attraverso fantasiose interpretazioni, e degli artt. 3       e 97 della nostra Costituzione; una decisione degna di rispetto, preoccupante certamente per le conseguenze che comporta. Casomai rimangono sconcertanti “in diritto” le sentenze della sezione VI del CdS, quella sul concorso campano, ma soprattutto quella sul concorso del Molise.
Rimangono alcuni inquietanti interrogativi:
“Sono tutte quelle del CdS sentenze politiche? La Campania può essere condannata a vita ad avere amministrazioni scolastiche come quelle degli ultimi anni? Chi ha superato regolarmente un concorso, e sono in tanti, può essere condannato alla vanificazione dei diritti e delle proprie aspirazioni? ”.
Questa decisione della sezione II del CdS non è da sottovalutare sul piano delle conseguenze; essa, infatti, può portare a un deflagrante annullamento del concorso, aprendo un problema dei vincitori grande come una casa, anche nebuloso nelle prospettive di doverose soluzioni.
Enorme anche il problema dei danni subiti che eventualmente sarà e dovrà essere sollevato dai vincitori in termini di risarcimento da parte dell’Amministrazione scolastica protagonista e colpevole delle incompatibilità evidenziate e ormai acclarate.
Rispetto a questa decisione della sezione II del C.d.S., alle sue conseguenze di LEGGE e a quello che deciderà il Capo dello Stato, peraltro già componente la Corte Costituzionale , a cosa possono servire incontri sindacali con l’Amministrazione a livello regionale, un livello oggi particolarmente opaco, anche incompetente a decidere, o peggio a livello di un MIUR che quotidianamente evidenzia incapacità, ignoranza delle leggi, arroganza e protervia insabbiatrice anche a protezione di propri funzionari incapaci, utilizzo delle proprie risorse, si fa per dire, per aggirare e violare le norme, opacizzare e vanificare i propri doveri di intervento, rendere disponibile la dignità di funzionari della P.A. per le alchimie della politica che negano diritti sanciti e leggi vigenti?
Queste riunioni possono servire solo a denunciare i ritardi colpevoli della direzione regionale nelle recenti procedure di competenza sul concorso, la riduzione dell’esame dei “reclami” avverso la graduatoria provvisoria ai soli errori materiali,con ricorsi al TAR e       altre “sospensive” già concesse, prima ancora la nomina di commissioni per la revisione della valutazione, giuridicamente inconsistenti e improduttive, che hanno fatto solo lievitare i tempi finali. Sono tutti fatti che hanno dilatato i danni per i vincitori del concorso.
Ma anche se i ritardi sono un errore grave dell’amministrazione scolastica regionale ed un’ulteriore beffa per i vincitori del concorso, anch’essi sono improduttivi sia in punto di diritto che di fatto, basti vedere quanto di grottesco è avvenuto in Toscana e l’incapacità a decidere del MIUR.
I tempi e i modi per un intervento sindacale forte e forse produttivo ci sarebbero stati al momento dei primi massicci ricorsi e dovevano essere colti a volo dal sindacato regionale tutto che, però, all’epoca pensava a proteggere i vertici dell’Amministrazione       scolastica campana, responsabili di tutto quanto accaduto e sta accadendo sul concorso per dirigenti scolastici.
A questo poi si aggiunge l’indagine penale non ancora conclusa.
D’altra parte la nostra segreteria nazionale ha sollecitato e già ottenuto un incontro al MIUR, il 30 marzo u.s., sia sul nuovo concorso che sulle vicende del precedente concorso in Campania e in Toscana. La nostra segreteria ha stigmatizzato opportunamente sia la solita incapacità del MIUR a dare risposte su temi importanti e delicati, sia la complessiva, serafica indifferenza rispetto ad avvenimenti come i due pareri del CdS, che lascia indignati. Ma allora di che parliamo ?
Nel contesto dei proclami si inquadra anche l’appello di Angela Cortese, segretario della commissione regionale scuola, e Graziella Pagano, responsabile scuola del PD campano, al Ministro Giannini per un intervento decisivo sul concorso in Campania e sul problema dei vincitori, con marcata stigmatizzazione della lentezza della direzione generale scolastica regionale e della necessità di avere chiarezza su tutta la vicenda.
Certo, comprendo le preoccupazioni elettorali a ridosso delle elezioni regionali, ma mi chiedo se, nell’ottica di queste preoccupazioni, sfugga loro completamente anche la deflagranza elettorale, molto più significativa, del ddl sulla buona scuola che disegna, sulla scorta del progetto Aprea, una scuola di questo paese “borbonica”;contro il ddl su deve insorgere e ottenerne il ritiro,contro il disegno di questa scuola il personale, gli alunni e le famiglie si pronunceranno anche con il voto; servono quindi proclami o una forte presa di posizione dentro il PD       che affronti le due questioni?
Oggi, per il concorso, c’è necessità di aspettare le decisioni in merito ai ricorsi straordinari al Presidente Mattarella, stante i pareri “obbligatori e vincolanti” espressi dalla sezione II del CdS; è questo, infatti, l’aspetto decisivo, più ancora che le riflessioni del MIUR, notoriamente “senza fine” o l’interpello del Consiglio di Stato, palliativi inutili rispetto alla portata giuridica dei pareri per l’incompatibilità espressi, che sono oggi unico dato di riferimento.
Le decisioni del Presidente Mattarella potrebbero essere abbastanza scontate.
Esse, di qualunque natura saranno, dovranno indurre la Cisl Scuola ad approntare tutte le iniziative a tutela dei vincitori del concorso D.S. in Campania, oggi,purtroppo,quasi ex, ai quali vanno date solo certezze di soluzioni Staremo a vedere o cominceremo invece ad attrezzarci?»