contratto scuola. i sindacati non si arrendono agli 80 euro lordi / ma la resa c’è stata già prima

il tentativo al fotofinish dei sindacati di ottenere altre risorse nella Legge di Stabilità è lecito e condivisibile. Sulle possibilità – legate a motivi tecnici oltre che politici – che le pressioni possano andare portare a dei risultati, tuttavia, permangono seri dubbi: i finanziamenti che l’Esecutivo può effettivamente assegnare alla Suola sarebbero infatti davvero il capolinea.

È evidente che il governo e i sindacati concertativi temono la prossima doppia scadenza elettorale (rinnovo RSU e elezioni politiche nazionali). Una eventuale firma su un contratto che peggiori l’attuale avrebbe per entrambi ricadute disastrose.

[Folclore, disperazione, arroganza. la resa c’è stata il 30.11.2017 e il 5.5.2015 e ancora prima con l’acquiescenza al ddl 2994]

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Legge di Bilancio, i sindacati non si arrendono agli 80 euro lordi: 14 dicembre assemblea pubblica a Montecitorio

Nella scuola continua l’azione dei sindacati Confederali e dello Snals per fare pressioni sulla manovra economica di fine 2018, in modo da incrementare gli 85 euro, anzi più probabilmente 80 euro lordi, che sinora sarebbero assicurati dalla stessa Legge di Bilancio. Il 4 dicembre, con un comunicato congiunto, FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola Rua e Snals Confsal hanno annunciato che giovedì 14 dicembre, a Montecitorio, si svolgerà un incontro pubblico, a partire dalle ore 16.00, attraverso cui inviare l’ennesimo messaggio al Governo perché investa “le risorse necessarie, a partire da quelle che vanno inserite nella Legge di Bilancio”.

L’iniziativa si ispira al “Manifesto per la scuola di tutte e di tutti”, creato alcune settimane fa, che ricorda come la scuola sia un “bene comune per l’intera società, comunità aperta alla partecipazione, fondata su pluralismo, autonomia, collegialità”.

Basta con la scuola nelle strettoie della burocrazia

Attraverso un comunicato congiunto, sottoscritto dai quattro segretari Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Pino Turi, Elvira Serafini, i sindacati si soffermano sulla necessità di investire per creare una scuola finalmente “fuori dalle strettoie della burocrazia, quella fondata sulla libertà di insegnamento, quella non più fanalino di coda”.

“L’obiettivo che ci poniamo – sottolineano i segretari generali – è ottenere nella legge di Bilancio, in discussione alle Camere, risorse aggiuntive per la scuola, da investire anche nel rinnovo contrattuale, il cui negoziato va accelerato. Vanno poi potenziati gli organici del personale ATA e quelli dell’infanzia, va tolto il divieto di sostituzione del personale ATA, indispensabile per il funzionamento delle nostre scuole”.

“Investimenti nel sistema dell’istruzione e un confronto più serrato e veloce per il rinnovo del contratto: su questi temi, che rispondono all’interesse dell’intera comunità sociale e vanno a tutelare i diritti delle giovani generazioni per una istruzione di qualità – – intendono sollecitare un coinvolgimento ampio di tutta la società civile, a partire dall’assemblea pubblica a Montecitorio di metà dicembre”.

Cosa porterà la protesta al fotofinish?

Come abbiamo avuto già modo di scrivere, il tentativo al fotofinish dei sindacati di ottenere altre risorse nella Legge di Stabilità è lecito e condivisibile.

Sulle possibilità – legate a motivi tecnici oltre che politici – che le pressioni possano andare portare a dei risultati, tuttavia, permangono seri dubbi: i finanziamenti che l’Esecutivo può effettivamente assegnare alla Suola sarebbero infatti davvero il capolinea.

https://www.tecnicadellascuola.it/legge-di-bilancio-i-sindacati-non-si-arrendono-agli-80-euro-lordi-il-14-assemblea-pubblica-a-montecitorio

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Contratto scuola: ne parliamo con Luigi Del Prete (USB)

Per la prima volta al tavolo del contrattodella scuola siede anche un sindacato di base, l’USB.
Abbiamo fatto qualche domanda al segretario nazionale Luigi De Prete.

A quanto se ne sa la trattativa per il contratto scuola non è ancora stata avviata. E’ così ? E perché secondo voi?

Siamo stati convocati giorno 9 novembre per la presentazione dell’atto di indirizzo del governo, rispetto al quale abbiamo manifestato tutta la nostra contrarietà. Il tavolo specifico sul comparto scuola non si è ancora aperto e non abbiamo notizie chiare in merito. 
È evidente che il governo e i sindacati concertativi temono la prossima doppia scadenza elettorale (rinnovo RSU e elezioni politiche nazionali). Una eventuale firma su un contratto che peggiori l’attuale avrebbe per entrambi ricadute disastrose.

Voi siete un sindacato di base molto lontano dalle posizioni delle organizzazioni maggiormente rappresentative. Tuttavia pensate che al tavolo della trattativa potrete trovare punti di incontro con le altre sigle?

La nostra piattaforma è pubblica e chiara. Chiediamo un maggiore riconoscimento giuridico ed economico per tutti i lavoratori della scuola, di ruolo e precari: occorre un aumento salariale che permetta di recuperare totalmente la perdita di potere di acquisto verificatasi negli ultimi dieci anni; rifiutiamo nella parte normativa qualsiasi riferimento alla legge Brunetta e alla legge 107, al fine di dare piene garanzie a tutti rispetto ai diritti acquisiti (ferie, permessi e formazione gratuita, libera e in orario di servizio). Se i sindacati concertativi accettassero le nostre proposte, che vanno tutte nella direzione di maggior salario e diritti, per noi ovviamente non sarebbe un problema condividere il percorso.

Si parla di un contratto normativo che potrebbe essere la fotocopia di quello già in vigore. E’ una ipotesi plausibile?

Sì, potrebbe essere un’ipotesi plausibile, ma non ci troverebbe d’accordo. Temiamo inoltre che il governo tenterà in tutti i modi di inserire nel contratto il proprio cavallo di battaglia, vale a dire la legge 107, rispetto soprattutto all’obbligo della formazione e alla valutazione, all’alternanza scuola-lavoro, ai poteri discrezionali del dirigente scolastico, allo svuotamento degli organi collegiali e, infine, all’aumento delle ore lavorative a parità di stipendio.

Sulla parte economica voi (e per la verità anche qualche altra sigla) proponete di inserire fra le risorse del contratto anche il fondo del bonus premiale (200 milioni) e quello della Carta docente (350milioni o poco più) A conti fatti sarebbero altri 20 euro puliti in busta: per voi sono davvero dirimenti oppure ne fate una questione “simbolica”?

Noi puntiamo a ottenere un vero aumento salariale e rifiutiamo qualsiasi forma di bonus che, di fatto, ha diviso i lavoratori, li ha sottoposti all’arbitrio della scelta del dirigente e ha generato un mercimonio inqualificabile dentro le istituzioni scolastiche. La nostra non è affatto una questione simbolica, ma una rivendicazione in perfetta linea con la nostra opposizione alla 107!

https://www.tecnicadellascuola.it/contratto-scuola-nel-parliamo-con-luigi-del-prete-usb

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