Le Parole di Maria Stella Gelmini e di Valentina Aprea hanno dato spazio e sostegno alla proposta di Anna Monia Alfieri e Marco Grumo, studiosi del Costo Standard di Sostenibilità nella Scuola per Studente. Una proposta che parte da un dettagliato studio che si fonda sulla realtà attraverso fornendo dati di comparazione tra la spesa della scuola privata e quella della scuola pubblica.

[Bugiardino. 1) Il Costo Standard ecc. ecc., ipotizzato da Anna Monia Alfieri, Marco Grumo e Maria Chiara Parola, doveva essere oggetto di verifica tecnica e politica di congruenza e realizzazione da parte del Gruppo di Lavoro costituito ad hoc da parte del ministro Valeria Fedeli con OM 917/22.11.2017*. Nel Gruppo di lavoro era inclusa Alfieri come componente, Grumo e Parola come Segreteria Tecnica, perciò il Gruppo non appariva in posizione terza o neutra rispetto all’ipotesi da valutare. Il Gruppo si riunì una sola ed unica volta il 20.12.2017 e poi non più, né ci furono sollecitazioni o rimostranze riguardo all’inattività. Risulta insolito che ora – dopo quasi un anno intero – viene riproposta l’ipotesi Costo Standard come se lo stesso avesse superato indenne e a pieni voti le verifiche e gli esami affidati al Gruppo di Lavoro! 2) L’articolo di Gherardo Fiume cita ripetutamente e con fastidio la “sacca ideologica….”, ovvero niente altro che Costituzione e leggi attualmente in vigore, perciò si incammina in un percorso senza via d’uscita. 3) Maria Stella Gelmini e Valentina Aprea: come mai nessuno si è chiesto se le due esponenti di FI avessero per caso qualche passata responsabilità (attiva od omissiva) in ordine al fatto che “la nostra scuola stia navigando nei bassi fondi delle classifiche mondiali”. 4) “con i maggiori costi per lo Stato”?! ma se la spesa dell’Italia per il settore istruzione – con appena il 4% del Pil destinato – risulta ben in coda nelle classifiche europee e Ocse!! v.p.]

 

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Costo standard e scelta educativa: attuare vera azione di cambiamento

 

a cura di Gherardo Fiume – 14 dicembre 2018

Iniziare una mattina nel freddo di Milano per salire sul treno veloce per Roma con tre Amici, con i quali si condivide una iniziativa apparentemente impossibile quanto profondamente giusta, non lo trovo per niente eroico anzi del tutto normale.

Siamo uniti nel ritenere che oggi, o meglio ora la priorità sia l’educazione e nel nostro Paese la scuola non navighi certo nelle migliori acque.

Le statistiche armano da tempo gli Oratori e i così detti “maestri della politica del consenso mordi e fuggi” e le classifiche inondano i media per assecondare gli esiti degli algoritmi.

E’ certo che la nostra scuola stia navigando nei bassi fondi delle classifiche mondiali, con i maggiori costi per lo Stato e i risultati sono evidenti quanto conosciuti ai più.

Quando si dice scuola in Italia si parla del servizio pubblico, si parla di costo zero se ad erogare il servizio è lo Stato, tutto il resto è considerato un lusso per ricchi che si possono permettere la scuola privata. Sappiamo tutti fuori e dentro il Palazzo che non è  così e si continua a pagare due volte Tasse&Rette senza criterio.

Questa sacca ideologica che vede contrapposte la scuola pubblica da quella privata appiattisce la competitività, annulla il principio d’integrazione del sistema scolastico e il pluralismo educativo, che nel resto dell’Unione Europea invece regge il sistema da tempo. Sacca ideologica che annulla la Libertà di Scelta della formazione educativa, che i genitori e gli studenti vorrebbero liberamente esercitare nella piena attuazione dei propri diritti sanciti dalle normative nazionali e sovranazionali.

Le Parole di Maria Stella Gelmini e di Valentina Aprea hanno dato spazio e sostegno alla proposta di Anna Monia Alfieri e Marco Grumo, studiosi del Costo Standard di Sostenibilità nella Scuola per Studente. Una proposta che parte da un dettagliato studio che si fonda sulla realtà attraverso fornendo dati di comparazione tra la spesa della scuola privata e quella della scuola pubblica.

Dati che conducono ad uno stridente quanto schiacciante risultato aritmetico a cui i governi che si sono susseguiti, pur riconoscendo valido lo strumento non sono poi riusciti a dare una risposta concreta attraverso una azione legislativa che standardizzasse il costo, come avvenuto nella sanità, rendendo pubblico e privato un insieme per rendere il miglior servizio volto al bene comune e non all’autoreferenziale profitto che conduce alla decrescita.
Il sistema scolastico in Italia sarebbe un carrozzone a cui mettere pian piano mano dicono da tempo. Interventi graduali e intanto dice Sr. Anna Monia Alfieri la scuola paritaria gradatamente scompare.

Una gradualità inversamente proporzionale e altrettanto letale per il sistema scolastico che per reggersi in piedi e garantire un competitivo servizio non può ostinarsi a puntare  solo sulla scuola pubblica senza integrare a sostegno del servizio la scuola privata paritaria garantendo a costo zero l’accesso a tutti.

L’iniziativa popolare “Priorità Educativa & Libertà di Scelta costituitasi in un comitato si pone perciò obbiettivi di sostegno ai politici che sul tema vorranno spendersi con una azione di vero cambiamento.

Quand’ero universitario allenai delle squadre di basket, una di queste aveva dei giovani atleti con ottimi fondamentali ma piccoli. In campo gli dicevo sempre di non sentirsi disarmati di fronte all’altezza degli avversari, ma correre di più e non fermarsi mai per tutto il tempo della gara.

La gara durerà sei mesi ed è aperta a tutti anche a chi ha ospitato a Roma i due Relatori ieri a Roma.

A cura di Gherardo Fiume

Priorità Educativa & Libertà di Scelta
Coordinamento Nazionale
Comitato

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* Costituzione del “Gruppo di lavoro sul costo standard dell’alunno”

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