Da Čajkovskij a Čajkovskij. E ancora una donna sul podio, la giovane e brava direttrice tedesca Anja Bihlmaier. La stagione sinfonica del Bellini di Catania, quanto mai varia quest’anno, ha proposto, per il suo penultimo appuntamento prima delle ”vacanze estive” (ovvero dell’apertura di quello che si presenta come un accattivante stagione Bellini estate) un originale concerto, un percorso a ritroso nella musica russa, che muovendo da Aleksandr Čajkovskij, un compositore contemporaneo che insegna al Conservatorio di Mosca, è culminato poi nella celeberrima Quarta Sinfonia in fa minore, op. 36 del più ben noto Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Verrebbe da dire: ben venga un’incursione nella musica classica contemporanea, in genere poco frequentata da tutti i teatri, che, forse con buone ragioni, preferiscono cavalcare le solite amate musiche del passato. La Sinfonia n. 2 Aquarius, in prima esecuzione siciliana, ha offerto 25 minuti intensi con una tessitura sonora che necessitava di un ascolto attento alle sfumature, evocando cieli stellati e abissi oceanici, profondità dell’animo e fluttuanti movimenti in un gioco di crescendi vertiginosi e coinvolgenti.

Una musica da ascoltare rigorosamente ad occhi chiusi, lasciando spazio a una fervida immaginazione cullata dalla musica, fino allo scintillante finale.

Il secondo tempo della serata ha offerto, invece, qualcosa di più tradizionale, ma di certo non meno affascinante. La Quarta Sinfonia di  Pëtr Il’ič Čajkovskij, animata dal Fatum che bussa alla porta (evocando Beethoven) a suon di fanfara e, con la sua forza inesorabile,  impedisce alle nostre speranze di felicità di avverarsi: su questo tema il grande compositore pietroburghese ha creato una sinfonia ricca di spunti felici, di dolcezza e malinconia, ma nello stesso tempo travolgente e decisa.

L’orchestra del nostro teatro ne ha dato, sotto l’attenta guida della valida direttrice, un’esecuzione gradevole, con un dialogo piacevolissimo tra tutte le sue componenti, come nelle più vere intenzioni dell’artista. Delizioso il terzo Movimento con “una successione di capricciosi arabeschi, quelle immagini inafferrabili che passano nella fantasia” espressi dal  suggestivo pizzicato dagli archi.

Una serata di musica intensa, dunque, un viaggio nelle sonorità russe di ieri e di oggi, che hanno convinto e affascinato il folto pubblico.

Silvana La Porta