da lombarda non ne posso più del razzismo del Ministro dell’Interno.

Proprio per questo motivo concludo con una richiesta destinata a voi che vi accanite a difendere il presepe: questo Dicembre 2018 buttate uno sguardo fuori dal vostro piccolo presepe pieno di statuette inanimate dipinte a mano (o made in China, a seconda) e tra le strade delle città della nostra Bella Italia, sotto le decorazioni natalizie, potrete scorgere tante piccole Maria, Giuseppe e Gesù a cui noi tutti stiamo chiudendo la porta in faccia.

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A Salvini dico: il mio presepe non avrà mai confini

In questa mia lettera aperta spiego che da lombarda non ne posso più del razzismo del Ministro dell’Interno.

A Salvini dico: il mio presepe non avrà mai confini

A Salvini dico: il mio presepe non avrà mai confini

di Federica Corti – 4 dicembre 2018

Caro Salvini, sono una ragazza di 23 anni, italiana al 100%, anzi ancora meglio: Lombarda. Sono nata e cresciuta sopra il Po, in quell’area che la Lega ha sempre elogiato come la vera Italia. (Questo giusto per presentarmi, perché mica sono cresciuta in quella Savana che è il Sud Italia!). Sono nata in una famiglia piccolo borghese e cattolica. Insomma, sono il prototipo perfetto del tuo pubblico. Eppure l’8 Dicembre non scenderò in piazza. Me ne starò chiusa in casa e se troverò un bandiera dell’Europa su Amazon che abbia un costo inferiore ai 25 euro (si sa, noi studenti fuori sede dobbiamo stare attenti alle spese), l’appenderò persino al balcone.

Io non scenderò in piazza per diversi motivi. Primo, perché faccio parte di quella generazione che viaggia tanto. Di quella generazione che ormai i confini nazionali non li sente più. Non scenderò in piazza perché anche io sono stata un’immigrata, in Inghilterra, 3 anni fa. E mi è piaciuto poter emigrare, mi è piaciuto poter andare in un paese che poteva darmi più di quanto potesse darmi l’Italia in quel momento. E voglio pensare di poter avere questa occasione anche in futuro. Perché a me, come a tanti giovani, i confini stanno stretti, ci chiudono e ci limitano. Se penso alle mie amiche del mio paesino nordico di 3000 abitanti: una sta facendo un’esperienza di studio in California, un’altra è appena tornata da un Erasmus in Spagna e un’altra ancora fa la cameriera a Londra.

“No, ma i confini mica sono per noi, sono per gli altri. Per difendere i nostri valori italiani” mi risponderai buon (?) Salvini? Ma, onestamente, quali sono questi valori italiani? Io vorrei che qualcuno me li spiegasse, perché, facendo un’analisi forse un po’ superficiale della mia vita, non li trovo così presenti:

Mi vesto principalmente da Zara, un marchio spagnolo. Guardo principalmente Serie Tv Americane o Inglesi, perché le fiction italiane alla Don Matteo non mi soddisfano granché e le guardo pure in lingua, perché il doppiaggio mi disturba. La mia cena fuori preferita è il sushi giapponese e quando ordino la pizza a casa, la ordino dal kebabbaro turco, perché fa una delle pizze d’asporto più buone di Roma. In casa ho un quadro di Buddha appeso al muro, souvenir del mio ultimo viaggio in Thailandia e il portiere del mio condominio (a cui sono debitrice, specialmente in questo periodo Natalizio di folli acquisti online) è Romeno. Ho appena decorato casa per il Natale e sono piena di tanti piccoli Santa Claus, ma non ho il presepe.

Anche se qui non vorrei poi entrare nel merito della discussione così focosa riguardante il presepe nelle scuole. Anche perché è una tradizione che io rispetto e mai mi permetterei di dire di eliminare il presepe. Anzi, mi piacerebbe poter vivere in un’Italia dove ci può essere un Gesù bambino, vicino a un Buddha, vicino a una mezzaluna dell’Islam, vicino a, non lo so, una calcolatrice, per rappresentare anche chi non crede.

Una cosa soltanto mi fa ridere, anzi forse un po’ piangere, di tutta questa faccenda. Io conosco bene la storia di Gesù bambino, come ho detto in precedenza, sono pur sempre la pecora nera di una famiglia cattolica. E mi ricordo di come, da piccola, mi facesse stare male l’idea di questa giovane ragazza in procinto di partorire a cui tutti chiudevano la porta faccia e che si ritrovava al freddo per strada con un bambino in arrivo.

Proprio per questo motivo concludo con una richiesta destinata a voi che vi accanite a difendere il presepe: questo Dicembre 2018 buttate uno sguardo fuori dal vostro piccolo presepe pieno di statuette inanimate dipinte a mano (o made in China, a seconda) e tra le strade delle città della nostra Bella Italia, sotto le decorazioni natalizie, potrete scorgere tante piccole Maria, Giuseppe e Gesù a cui noi tutti stiamo chiudendo la porta in faccia.

Amen e Buon Natale!

§ https://globalist.it/politics/2018/12/04/a-salvini-dico-il-mio-presepe-non-avra-mai-confini-2034483.html

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