Dandy e Diva, risate a gogò al Cineteatro Garibaldi di Giarre

E’ stata una fiaba clownesca che ha fatto sognare il folto pubblico intervenuto ieri sera al Cineteatro Garibaldi di Giarre lo spettacolo “A Clown Fairytale”  di Danny Dando e Diva G, nomi d’arte di Daniele Segalin e Graziana Parisi, un duo comico che sicuramente, dopo lo straordinario successo ottenuto la scorsa estate al Torino Fringe Festival e al Festival OFF di Avignon, farà ancora tanto parlar di sé…

Grande tecnica e grande cuore sono stati gli ingredienti vincenti di un’esibizione che ha divertito e nello stesso tempo fatto riflettere in un genere, quello della visual comedy, che necessita di grande padronanza della gestualità e di un’esecuzione millimetrica e certosina. Davvero Dandy e Diva si sono mossi con grande maestria sul palco, narrando una storia d’amore tenera e delicata tra un’elegante vedette di cabaret e un uomo che crede ancora alle favole, ma è talmente impacciato e maldestro da finire sempre nei guai.

E non stupisce che la regia dello spettacolo sia stata curata da Jango Edwards, noto principalmente come clown e intrattenitore, con numerose apparizioni in festival internazionali e alla televisione, che ha visto nell’idea dello spettacolo una carta vincente del genere.

Anche se non è stata solo comicità, culminata magistralmente nei roteanti palloni giganti nello scintillante finale. Commovente, e molto, è stata la tristezza di Danny solo sul palco abbandonato da Diva che si lascia teneramente abbracciare da un soprabito su un attaccapanni; davvero una scena degna del miglior Chaplin, cui lo spettacolo ha strizzato l’occhio più volte, soprattutto nella natura del personaggio di Dandy che adora la bellezza e l’innocenza e aspira a una vita di sola gioia e amore, in un mondo cinico ed egoista.

Insomma uno spettacolo dominata da fantasia variopinta in azione e sorprese a gogò, come quando Danny, gesticolante e svampito assai, fa lo spogliarello a una banana con il sottofondo della celeberrima musica di Nove settimane e mezzo. Dandy qui è comico come una marionetta che crea e insieme smentisce una forma di verosimiglianza con l’uomo.; insomma  alla maniera descritta da Bergson, perchè “comica qualunque disposizione di atti e d’avvenimenti, inseriti gli uni negli altri, che ci dia l’illusione della vita e la sensazione netta di un ordine meccanico”.

Il risultato finale? Divertimento assicurato per tutti, autorità politiche comprese, e una grande lezione: l’amore esiste ancora, se nel magico mondo dell’arte tutto diventa possibile…

Silvana La Porta

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