De Benedetti stronca la sua Repubblica, contro Renzi e Scalfari

Il presidente onorario del gruppo Gedi, intervistato dal Corriere, attacca il fondatore: “Se non fosse per l’età, sarebbe un endorsement sorprendente per uno che ha predicato, sia pure in modo politicamente assai cangiante, la morale. Penso l’abbia fatto per riconquistare la scena”

L’INTERVISTA

De Benedetti: «Renzi delude, bene Gentiloni. Potrei votare scheda bianca»

L’Ingegnere: il Pd candidi il premier. Scalfari schierato con Berlusconi danneggia Repubblica. Marchionne è un genio della finanza e del marketing

LUGANO Ingegnere, anche lei, come Scalfari, tra Berlusconi e Di Maio voterebbe Berlusconi?
«Ovviamente mi asterrei».

Non vale. Bisogna scegliere.
«È una questione improponibile. Si può restare a casa, o votare scheda bianca. Berlusconi fa venire in mente quando, rovistando tra le cose vecchie, si trova un abito in disuso; e infilando una mano nella tasca spunta un vecchio biglietto del tram già obliterato».

Allora perché Scalfari lo voterebbe?
«Scalfari è stato talmente un grande nell’inventare Repubblica e uno stile di giornale che farebbe meglio a preservare il suo passato».

Sta dicendo che ha avuto un lapsus?
«Penso l’abbia fatto per vanità, per riconquistare la scena. Ma è stato un pugno nello stomaco per gran parte dei lettori di Repubblica, me compreso. Berlusconi è un condannato in via definitiva per evasione fiscale e corruzione della giustizia. Se non fosse per l’età, sarebbe un endorsement sorprendente per uno come Scalfari che ha predicato, sia pure in modo politicamente assai cangiante, la morale».

C’è stata una frattura personale tra lei e il fondatore?
«Penso che la risposta di Scalfari abbia gravemente nuociuto al giornale».

Le piace la nuova grafica di Repubblica?
«È bellissima, elegante, pulita, innovativa. Un restyling molto riuscito. Un giornale però ha bisogno di spifferi, correnti, energie. Un giornale non è solo latte e miele; è carne, è sangue. Può avere curve; ma deve avere anche spigoli».

Ora c’è la novità di una condirezione.
«Io ero e rimango assolutamente contrario. Nessun grande giornale al mondo utilizza questa formula anche se penso che Tommaso Cerno sia tra i migliori giornalisti della sua generazione: è geniale, basta leggere il suo libro in versi Inferno per rendersene conto. La condirezione ha funzionato una sola volta, alla Stampa di Mieli e Mauro; che però avevano entrambi una loro agenda, e non pensavano certo di convivere a lungo».

Mieli andò a dirigere il Corriere, Mauro Repubblica.
«Ezio è stato un grandissimo direttore. Ora ha dimostrato di essere anche un grande scrittore: il suo libro sulla rivoluzione russa è straordinario».

Luciano Benetton, che ha 82 anni e quindi uno solo meno di lei, è tornato alla guida dell’azienda di famiglia. Lei non ci pensa?
«La scelta di Benetton mi lascia ammirato e commosso; ma io ho fatto il contrario, e ne sono felice. Sono stato l’unico imprenditore italiano a donare l’azienda ai figli».

Come vede il futuro dei giornali?
«Non facile. Però ci sarà sempre bisogno di organizzare una gerarchia delle notizie. Le notizie sono come fiori di campo; ma un mazzo di rose fa un altro effetto. Molto dipende dalla nostra capacità di farci pagare dagli Over-the-Top di internet, che al momento ci rapinano. Si comportano come pirati: rastrellano la pubblicità legata ai contenuti che ci sottraggono».

La sua famiglia resterà l’azionista di maggioranza del gruppo Stampa-Repubblica? O toccherà a John Elkann?
«Non penso proprio che i miei figli venderanno. Non ne vedrei la ragione, tenuto conto che la Cir, l’azienda che ho loro donato, ha più di 300 milioni di liquidità. Il problema è come investire, non certo come disinvestire».

E in Fiat cosa succederà secondo lei?
«Non lo so. Marchionne è un genio della finanza e del marketing: ha “spin-offato” molte attività industriali, creando grande valore per gli azionisti; ha puntato sui brand Jeep e 500, oscurando i brand Fiat e Chrysler. Penso sarà lui a scegliere il suo successore».

Torniamo alla politica. Berlusconi prenderà un sacco di voti. Come se lo spiega?
«È un grande campaigner: non si vergogna a ripetere le cose che diceva 23 anni or sono, e lo fa con la stessa impudenza. Non è colpa sua se c’è gente che ancora ci crede. Ma esiste una biologia della durata di un politico; e questo rende la ricomparsa di Berlusconi grottesca. Mitterrand fece due settennati, poi i francesi ridussero il mandato a cinque anni; nella loro saggezza, gli americani prevedono al massimo quattro più quattro; Blair durò dieci anni, la Thatcher undici; Kohl un po’ di più, ma solo perché c’era stata la riunificazione tedesca».

E la Merkel?
«Credo che la sua parabola stia per terminare. Forse riuscirà a formare un governo, ma durerà poco. Penso punti a fare il presidente della Commissione europea».

Lei disse al Corriere che Trump poteva vincere. Ora può essere rieletto?
«Lo escludo. Ogni giorno Trump appare più inaffidabile e vuoto. La decisione di Flynn di patteggiare con l’Fbi può avere conseguenze pesanti sul suo futuro. E lo stato di confusione alla segreteria di Stato con la probabile uscita di Tillerson sarà un altro segnale di debolezza».

Renzi l’ha delusa?
«Renzi ha deluso non solo me, ma tantissimi italiani. È stato un elemento di novità e freschezza, e ha fatto bene il primo ministro. Ma ha sbagliato sul referendum, e soprattutto ha sbagliato dopo a non trarne le conseguenze».

Cosa avrebbe dovuto fare?
«Prendersi due o tre anni di pausa. Andare in America, studiare, imparare, conoscere il mondo. Magari l’avrebbero richiamato a furor di popolo. Invece ha avuto l’ansia di chi si dimette ma non vede l’ora di ricominciare».

La Boschi?
«È talmente legata a Renzi che ne seguirà la parabola».

Chi dovrebbe essere il candidato premier del Pd?
«Il candidato naturale è Gentiloni. Ne abbiamo un gran bisogno. È stato un calmante nell’isteria della politica renziana. È uno che fa le cose, e ha con sé molti ministri competenti: Padoan, Calenda, Minniti, Delrio, Franceschini e altri ancora. Spero che, a dispetto dei sondaggi, possano continuare».

Se invece dovesse nascere un governo di larghe intese?
«Non credo ci siano i numeri. Più facile che si torni a votare in breve tempo».

L’avventura di D’Alema?
«Ridicola».

E se il governo lo facessero gli antisistema? Grillo, Salvini, Meloni?
«Dio ce ne scampi e liberi».

Come giudica i grillini?
«Conosco solo la Appendino: una brava signora, ordinata, che si impegna; ma non mi pare che Torino stia meglio di prima. Nelle città che amministrano, da Livorno a Roma, i 5 Stelle hanno dato sempre prova di inesperienza, e talora di incapacità».

Lei voterà Pd?
«Non è detto. Potrei votare scheda bianca».

Come mai?
«La sinistra avrebbe davanti una grande occasione. Alla fine della crisi dei dieci anni, il capitale ha vinto (basti pensare alle Borse) e il lavoro ha perso. La sinistra dovrebbe riscattare questa sconfitta. Ma per farlo ha la necessità di affrontare in modo nuovo le due grandi questioni del nostro tempo: le disuguaglianze e l’immigrazione. Nel mondo ci sono due miliardi di millennial: la politica deve dare loro una speranza. Ma non vedo una riflessione seria su questo, tanto meno in Italia. Vedo la ricerca di una scorciatoia, sia da parte del populismo becero di Salvini, sia da parte del populismo intelligente di Renzi».

Renzi è populista?
«Una spruzzata di populismo è necessaria, per attirare l’attenzione degli elettori. Ma dietro ci dev’essere un nocciolo duro di pensiero e di progetto; che nel Pd di Renzi mi pare assente».

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/03/repubblica-de-benedetti-contro-scalfari-la-frase-su-berlusconi-lha-detta-per-vanita-ha-nuociuto-al-giornale/4016826/
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Repubblica, De Benedetti contro Scalfari: “La frase su Berlusconi? L’ha detta per vanità. Ha nuociuto al giornale”

Repubblica, De Benedetti contro Scalfari: “La frase su Berlusconi? L’ha detta per vanità. Ha nuociuto al giornale”

Il presidente onorario del gruppo Gedi, intervistato dal Corriere, attacca il fondatore: “Se non fosse per l’età, sarebbe un endorsement sorprendente per uno che ha predicato, sia pure in modo politicamente assai cangiante, la morale. Penso l’abbia fatto per riconquistare la scena”
“La preferenza per Berlusconi se la scelta fosse tra lui e Di Maio? Scalfari farebbe meglio a preservare il suo passato. Penso l’abbia fatto per vanità, per riconquistare la scena. Ma è stato un pugno nello stomaco per gran parte dei lettori di Repubblica, me compreso. Ha gravemente nuociuto al giornale”. Carlo DeBenedetti contro il fondatore del giornale simbolo del suo gruppo. Intervistato dal concorrente Corriere della sera, il presidente onorario di Gedi – nato dalla fusione del gruppo Espresso, editore di Repubblica, con La Stampa e Secolo XIX – attacca senza mezzi termini il 93enne Scalfari. Che in diretta tv su La7 ha affermato che dovendo scegliere tra il leader di Forza Italia e il candidato premier M5S darebbe il suo voto al primo.Sono seguite inevitabili polemiche e la difesa di Scalfari che dalle colonne del suo giornale ha puntualizzato di aver “solo” risposto a “una domanda sul tema dell’ingovernabilità, ma di “non aver mai votato” Berlusconi e non avere “ovviamente” intenzione di votarlo mai. “Berlusconi è un condannato in via definitiva per evasione fiscale e corruzione della giustizia”, ricorda De Benedetti. Dunque quello del fondatore di Repubblica, “se non fosse per l’età, sarebbe un endorsement sorprendente per uno che ha predicato, sia pure in modo politicamente assai cangiante, la morale“. Proprio domenica, nel suo editoriale, Scalfari del resto definisce Berlusconi “un appestato, politicamente e giudiziariamente parlando”.Alla domanda su chi voterebbe lui tra i due, l’imprenditore risponde: “Ovviamente mi asterrei. È una questione improponibile. Si può restare a casa, o votare scheda bianca. Berlusconi fa venire in mente quando, rovistando tra le cose vecchie, si trova un abito in disuso; e infilando una mano nella tasca spunta un vecchio biglietto del tram già obliterato“. E “Scalfari è stato talmente un grande nell’inventare Repubblica e uno stile di giornale che farebbe meglio a preservare il suo passato”.

Renzi l’ha delusa?, chiede poi Aldo Cazzullo. “Renzi – è la risposta – ha deluso non solo me, ma tantissimi italiani”, “ha sbagliato sul referendum, e soprattutto ha sbagliato dopo a non trarne le conseguenze”. A suo avviso, avrebbe dovuto “prendersi due o tre anni di pausa. Andare in America, studiare, imparare, conoscere il mondo. Magari l’avrebbero richiamato a furor di popolo”. Il candidato premier del Pd, ritiene, dovrebbe essere Paolo Gentiloni: “Ne abbiamo un gran bisogno. È stato un calmante nell’isteria della politica renziana”. Lei voterà Pd? “Non è detto. Potrei votare scheda bianca”, conclude.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/03/repubblica-de-benedetti-contro-scalfari-la-frase-su-berlusconi-lha-detta-per-vanita-ha-nuociuto-al-giornale/4016826/

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De Benedetti stronca la sua Repubblica, contro Renzi e Scalfari

di  | 4 dicembre 2017

De Benedetti stronca la sua Repubblica, contro Renzi e Scalfari

Non è una scaramuccia tra arzilli vecchietti, per usare un’espressione di Diego Della Valle: l’intervista di Carlo De Benedetti al Corriere della Sera rende esplicito come mai prima d’ora una crisi culturale nel centrosinistra che coincide con il crepuscolo del renzismo (e forse c’è un nesso di causa effetto tra la troppa fiducia riposta in […]

https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/de-benedetti-stronca-la-sua-repubblica-contro-renzi-e-scalfari/

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Carlo De Benedetti: “Scalfari su Berlusconi sbaglia. Ha nuociuto a Repubblica”

L’ingegnere intervistato dal Corriere: “Renzi mi ha deluso, Gentiloni candidato premier naturale”

http://www.huffingtonpost.it/2017/12/03/carlo-de-benedetti-scalfari-su-berlusconi-sbaglia-ha-nuociuto-a-repubblica_a_23295397/

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