Secondo recenti studi internazionali, la scuola è uno dei settori lavorativi più colpiti dal fenomeno mobbing…(da l’esercito dei prof, ata e alunni in difesa della scuola pubblica statale)
Ormai i Dirigenti Scolastici vedono il dissenso dialettico e la protesta solo come un pericolo e attaccano i loro sottoposti (di solito vengono prese di mira persone responsabili e creative che non vogliono essere semplici esecutori di compiti o progetti, ma vogliono rendersi consapevoli dei propri doveri e dei propri diritti lavorativi, esigendo quindi maggiore trasparenza amministrativa), “facendo vedere chi comanda”.
In più, di fronte a sanzioni disciplinari erogate o abuso di potere da parte dei Dirigenti Scolastici, il sistema non prevede forme di equilibrio e possibilità di appello ad un organo superiore.
Purtroppo solo pochi docenti si rendono conto del pericolo di un tale sistema per la discrezionalità e le possibili distorsioni e ritorsioni che tutto ciò permette.
Attualmente i ricorsi contro provvedimenti dirigenziali sono possibili soltanto in sede giudiziaria (giudice del lavoro, giudice di pace, TAR, ecc.). I costi di tali procedimenti e la loro tempistica rendono pressoché proibitiva tale strada per la maggior parte dei docenti, se non attraverso un patrocinio legale da parte di un sindacato (chi l’ha visto?) che ne assuma i costi ed i rischi.
In ogni caso l’insegnante e l’Ata, nel caso di minacce, di lesioni psicologiche e comportamenti illegali, può denunciare il dirigente scolastico sia alla Procura della Repubblica che al giudice civile.