Ed inoltre, vista la pericolosa ideologia delle autonomie differenziate di cui lei è sostenitore, secondo la quale le sorti di una regione dipendono  dall’impegno delle regioni stesse e non invece, per come stabilito nella Costituzione italiana, dallo Stato, che dovrebbe uniformare le condizioni socio-economiche dei vari territori, non certo accentuarle, noi docenti del Sud dovremmo impegnarci di più a spiegare il pericolo delle autonomie differenziate e del conseguente federalismo fiscale.

“Lo Stato ha misurato, comune per comune, costi e servizi con lo scopo di attribuire a ciascun territorio le risorse corrette. I conteggi hanno dato un risultato inatteso: si pensava di far emergere la cattiva spesa del Sud e ci si è ritrovati davanti al dettaglio del profondo divario tra le due Italie. L’uguaglianza ha un costo miliardario e così si è imboccata la scorciatoia di piegare le regole in modo da attribuire al Sud meno diritti e meno soldi.”

Risultati immagini per Marco Esposito “Zero al sud”,

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Docente Partigiana e calabrese ricorda a Bussetti i principi della nostra Costituzione

di Rosanna Giovinazzo – 
La professoressa Rosanna Giovinazzo, docente appartenente ai Partigiani della Scuola Pubblica, scrive una lettera aperta al Ministro dell’istruzione Marco Bussetti.

Lettera aperta a Marco Bussetti

Caro Ministro Bussetti, sono una docente del Sud in procinto di andare in pensione, che ha lavorato, con dedizione e passione incondizionate, nella scuola pubblica di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria superiore, e sempre nella stessa regione, la più bistrattata d’Italia, la Calabria.
Forte di un’esperienza quarantennale unitamente ad una considerazione altissima del lavoro dei docenti, posso ben affermare, e con viva indignazione, che la sua dichiarazione sui docenti del Sud che, a suo dire,  dovrebbero fare sacrifici e impegnarsi di più, per superare il GAP esistente tra Sud e Nord relativamente alle scuole, è quanto mai superficiale, per usare un eufemismo, e molto irrispettosa del lavoro dei docenti del Sud, certamente difficile, molto più difficile che in altri contesti.Secondo quanto ha risposto ad un giornalista che la intervistava, la scuola del Sud non ha bisogno di più fondi, ma di più sacrificio, impegno e lavoro.

Mi chiedo a quale impegno, lavoro e sacrificio pensava quando ha risposto a quella domanda, che invece esigeva una risposta ben diversa e degna di un  ministro della Repubblica.
Mi chiedo ancora cosa ne sa lei degli enormi disservizi che patiamo, dei pericoli derivanti dal fare lezione in locali fatiscenti, magari, con trenta alunni ammassati, del sopperire a carenze di tutti i generi, dal materiale occorrente per le attività didattiche a tanto altro ancora.
Avrebbe dovuto riconoscere piuttosto, in virtù dei principi di uguaglianza dei diritti sanciti dalla Costituzione italiana sulla quale ha giurato al momento della nomina a ministro, l’assoluta necessità di destinare fondi ad una scuola, quella del Sud, notoriamente in grosse difficoltà strutturali, proprio per equipararla a quella del Nord e quindi per tutelare gli interessi di tutti gli studenti, i docenti e gli operatori della scuola, indipendentemente dalla collocazione geografica.
Però, per certi versi e a ben pensarci, lei, ministro Bussetti, ha anche un po’ di ragione: in effetti, noi docenti del Sud dovremmo impegnarci di più, e sa in che cosa? Nel far maturare, nei nostri studenti, un livello di coscienza e di conoscenze  tale da poter realizzare il vero cambiamento di questo martoriato paese, partendo dalla defenestrazione di tutti i politici che, come lei, non sanno dare le giuste risposte ai bisogni e ai legittimi diritti dei tanti che soffrono ingiustizie di ogni sorta. Ed inoltre, vista la pericolosa ideologia delle autonomie differenziate di cui lei è sostenitore, secondo la quale le sorti di una regione dipendono  dall’impegno delle regioni stesse e non invece, per come stabilito nella Costituzione italiana, dallo Stato, che dovrebbe uniformare le condizioni socio-economiche dei vari territori, non certo accentuarle, noi docenti del Sud dovremmo impegnarci di più a spiegare il pericolo delle autonomie differenziate e del conseguente federalismo fiscale.
E lo potremmo fare, per esempio, leggendo il libro di Marco Esposito “Zero al sud”, libro che, per le sue verità sconcertanti, in un’altra epoca, sarebbe stato gia’ messo all’Indice.Lettura che mi ripropongo di fare con i miei ragazzi al più presto, prima che la deriva neoliberista del sistema Italia non diventi ancora più intollerabile.

Rosanna Giovinazzo – Partigiani della scuola pubblica 
§ https://www.tecnicadellascuola.it/122732-2
§ https://www.orizzontescuola.it/noi-del-sud-dovremmo-impegnarci-a-spiegare-il-pericolo-delle-autonomie-differenziate-lettera/
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“Zero al Sud”, presentato a Benevento il libro di Marco Esposito

Una platea folta ed interessata, ma con il prof. Mario Mustilli e Marco Esposito non è difficile inchiodare all’ascolto, quindici copie di “Zero al Sud” acquistate sul momento, contenuti solidi e documentati, opinioni e punti di vista articolati – come chi vorrà apprenderà direttamente dal video postato nelle pagine di IDEA Laboratorio culturale e DITAUBI, acronimo di don Tonino Bello, che insieme hanno promosso l’iniziativa -, nessuna concessione alla semplificazione ed alla banalizzazione ma una puntuale esposizione del certosino lavoro pubblicato dal caporedattore delle pagine di Economia de “il Mattino”.

Il libro va letto e, come anticipato anche ieri prima e durante, se ne può scaricare gratuitamente una costola esterna nel contributo di Gianfranco Viesti reso disponibile da www.laterza.it: “Verso la secessione dei ricchi? Autonomie regionali e unità nazionale”.

Si può ritenere che la documentatissima ricostruzione di Esposito testimonia, nel perimetro di un testo che è un saggio scritto come un romanzo, distopico, ove l’esito conclusivo rispecchiasse paro paro le premesse poste da troppi anni di sciatteria delle rappresentanze politiche designate a livello meridionale, impreparate ed incapaci di interdire e rimuovere almeno alcuno dei troppi spunti distorsivi l’equilibrio necessario nel gioco politico tra territori in strutturale squilibrio.

Una differenza corretta solo nel periodo in cui la Cassa per il Mezzogiorno ha funzionato da agenzia con piena autonomia tecnica, caso di successo studiato come tale, per un investimento pari ad appena lo 0,65% del Pil italiano dell’epoca destinato alle sue attività, c’informa puntualmente Marco Esposito, sebbene la pubblicistica meno informata e più distorsiva decidesse che così non era stato, ben prima che irrompesse il fenomeno epidemico e si può supporre largamente eterodiretto delle fake news, dell’avvelenamento dei pozzi per inquinare le fonti informative, si potrebbe diversamente tradurre: decidendo deliberatamente, perché così fu al netto di marginalissime storie tangentizie tutte concentrate nella fase di liquidazione politica di quello strumento invece virtuoso, per molte ragioni che potrebbero tranquillamente essere riattualizzate.

Ma l’oggi compete all’oggi ed il domani, non distopico ma realisticamente auspicabile, si costruisce a partire da occasioni come quella di ieri. Grazie a chi ci è stato, a chi ha nobilitato il confronto ed a chi avrà la pazienza e la curiosità di utilizzare il documento filmato che a questo scopo è stato reso disponibile (https://bit.ly/2R0iM8T)

«In ricordo di una serata intensa e partecipata che mi fa avere ottimismo per il futuro della nostra terra», annotava ieri l’autore, Marco Esposito, sulla copia di uno dei volumi che autografava al termine della conversazione.

§ http://www.ntr24.tv/2019/01/19/zero-al-sud-presentato-a-benevento-il-libro-di-marco-esposito/

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Cinquefrondi ospita Marco Esposito per parlare di federalismo fiscale

8 febbraio 2019, 09:31 

La problematica dell’attuazione perversa del “Federalismo Fiscale” che assegna enormi capitali alle Regioni del Nord e che danneggia il nostro già povero Sud sarà al centro dell’incontro voluto fortemente dall’amministrazione comunale di Cinquefrondi per la presentazione del libro la presentazione del libro “Zero al Sud” di Marco Esposito, responsabile Economia del quotidiano “Il Mattino”.

“Il mio impegno, in qualità di sindaco di Cinquefrondi e di portavoce del movimento “Il Sud che Sogna”, – dice il primo cittadino – è quello di intraprendere azioni politiche e legali necessarie per il recupero dei fondi relativi al 2018 con riserva di valutare il riconteggio per le annualità precedenti (2015, 2016, 2017) e con effetti di riequilibrio dal 2019 in poi, e sollecitare l’Anci e la Regione Calabria affinché riprenda il percorso di attuazione del federalismo fiscale per un graduale passaggio dai trasferimenti storici alla integrale perequazione dei fabbisogni correttamente riconosciuti”.

Il libro offre gli elementi per aprire, finalmente, il dibattito pubblico. L’autore infatti si chiede se è giusto che un Comune che finora non ha usufruito di un servizio perché impossibilitato, o perché non ne ha avuto bisogno, sia destinato a non averlo e chi invece già ce l’ha viene premiato con maggiori finanziamenti.

I lavori saranno introdotti dal giornalista Mario Meliadò coordinati dal Docente Universitario Walter Nocito. Interverranno il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia e il Presidente Anci Calabria Gianluca Callipo. Concluderà i lavori Marco Esposito. Appuntamento domani alle 18 nella sala consiliare del comune.

§ http://www.cn24tv.it/news/186404/cinquefrondi-ospita-marco-esposito-per-parlare-di-federalismo-fiscale.html

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Il libro-denuncia di Marco Esposito: Zero al Sud

È questa la perversa filosofia che sorregge il regionalismo differenziato in salsa nordista, rivelata e smascherata senza appello dal prezioso lavoro di Marco Esposito

Il federalismo fiscale è stato l’ennesima fregatura per il Sud: ha acuito il divario economico e sociale con il resto dell’Italia, ha aggravato la questione meridionale e, quel che è peggio, ha determinato la rinuncia dello Stato a garantire, come vuole la Costituzione, servizi e risorse in misura eguale per tutti i cittadini.

Questo è quanto emerge dal saggio “Zero al Sud” di Marco Esposito, caposervizio del quotidiano napoletano Il Mattino, tra i giornalisti più attenti e più rigorosi nell’esame della questione meridionale.

Il libro, che sarà presentato a Manfredonia e a Foggia il 10 e l’11 novembre, ha il pregio di dare voce non solo ad una narrazione approfondita ed autentica del Mezzogiorno, ma anche di spiegare, cifre alla mano, come e perché il federalismo fiscale ha aggiunto al danno la beffa, condannando il Sud ad un contesto di sottosviluppo dal quale sarà sempre più difficile tirarsi fuori.
A presentare il volume, assieme a Marco Esposito, saranno lo scrittore Raffaele Vescera e il giornalista Geppe Inserra, direttore del blog “Lettere Meridiane”. L’incontro di Manfredonia si svolgerà presso le ex Fabbriche San Francesco (via S. Francesco, 74-76) alle ore 18.00 del 10 novembre, quello di Foggia domenica 11, in via La Rosa, 15 (angolo c.so Cairoli) alle ore 11:00. La manifestazione sipontina si avvale del patrocinio del Comune di Manfredonia.

Si tratta di un importante appuntamento di riflessione e di confronto, perché il libro di Marco Esposito, che si avvale della introduzione dell’economista Gianfranco Viesti e reca quale illuminante sottotitolo “La storia incredibile (e vera) dell’attuazione perversa del federalismo fiscale”, è uno strumento indispensabile per capire lo stato dell’arte della questione meridionale alla vigilia del “regionalismo differenziato” che porterà maggiori risorse alle regioni che hanno intrapreso il percorso autonomista come il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna, e ancora minori risorse per il Mezzogiorno.

Come si legge nella quarta di copertina di “Zero al Sud”, “per quindici decenni si è discusso della “questione meridionale”. Ma con il federalismo fiscale il quadro è cambiato. Lo Stato ha misurato, comune per comune, costi e servizi con lo scopo di attribuire a ciascun territorio le risorse corrette. I conteggi hanno dato un risultato inatteso: si pensava di far emergere la cattiva spesa del Sud e ci si è ritrovati davanti al dettaglio del profondo divario tra le due Italie. L’uguaglianza ha un costo miliardario e così si è imboccata la scorciatoia di piegare le regole in modo da attribuire al Sud meno diritti e meno soldi.”

È questa la perversa filosofia che sorregge il regionalismo differenziato in salsa nordista, rivelata e smascherata senza appello dal prezioso lavoro di Marco Esposito.

§ https://www.statoquotidiano.it/04/11/2018/libro-denuncia-marco-esposito-zero-al-sud/647122/

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