Domenico Lucano: Da Impastato a Riace, passando per la Sapienza, la resistenza continua

Mimmo Lucano: «Io sono venuto a parlare di come l’antropologia dei nostri luoghi sia fatta per creare ponti. È qualcosa di innato, da noi naturalmente si parla di porti aperti, della difficoltà vissute dagli emigranti, del bisogno di sentire solidarietà, di poter sperare in un futuro migliore. Per questo dico che l’immigrazione e la solidarietà alla Calabria fanno bene. Voglio dire questo agli studenti – e aggiunge polemico – oggi Salvini dice che mi rispetta, che ho diritto di parlare. Ma ha contribuito a creare questo clima d’odio, ad aver distrutto il sistema di accoglienza. Ora cerca di apparire meno disumano ma io il rispetto di una persona così non lo voglio.»

Risultati immagini per lucano sapienza

——-

Domenico Lucano: Da Impastato a Riace, passando per la Sapienza, la resistenza continua

di Stefano Galieni – 13 maggio 2019

Foto di Roberto Musacchio

Mimmo Lucano ricorderà a lungo e con emozione l’8 maggio di quest’anno. Era a Cinisi, per l’anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato a ritirare il premio a lui intitolato. Un premio ottenuto con una motivazione impeccabile “per aver costruito un modello di economia alternativa che ha messo al centro l’essere umano”. Tante le foto, gli abbracci collettivi, la commozione incontrando Giovanni Impastato, Umberto Santino, Marcella Stagno, Francesca Impastato, i tanti e le tante che mantengono viva la memoria di Peppino. «Io ero appena maggiorenne quando la mafia ha ammazzato Peppino – racconta il sindaco di Riace -. Il mio primo voto è andato a Democrazia proletaria, un nome che mi è sempre piaciuto e in cui mi sono riconosciuto e soprattutto a Peppino che rimase candidato anche dopo la morte. Sono già stato altre volte a Cinisi ma questa volta è stato tutto più forte e comprendo sempre di più il legame forte che c’è, nonostante siano passati tanti anni, con Riace. Le storie dei nostri due paesi sono storie di ribellione e di utopia». Sono passati 41 anni dalla morte di Peppino ma ad ogni anniversario sono migliaia le persone che arrivano da tutta Italia, i vecchi compagni, ragazzi che ne hanno sentito parlare, le generazioni che, non solo in Sicilia, non si sono mai arrese al potere mafioso. «Sono stati giorni intensi – riprende Mimmo -. Ho passato tante ore con Marcella Stagno che è stata con Peppino l’ultimo giorno. Mi ha raccontato delle sensazioni opprimenti che avevano, di come nell’aria ci fosse già qualcosa di tragico che stava per avvenire. E ho avvertito la tensione esistenziale legata ai problemi di quel luogo, lei mi ha raccontato di un vissuto carico di sofferenza, la pressione mafiosa (lo zio di Peppino era capo del “cartello di Cinisi che aveva sopra i corleonesi”), mi ha descritto i travagli interiori di un militante che aveva capito bene come per combattere le mafie bisognava rimuovere la divisione in classi della società. C’è un legame fra le differenze di classe e le mafie, ieri era il capitalismo oggi il neoliberismo, ma entrambi impongono una società basata sullo sfruttamento, sul controllo del territorio e dei sistemi economici e finanziari. Anche la ‘ndrangheta da noi non è più quella dei sequestri di persona ma quella che ha dato vita ad una borghesia mafiosa, composta da persone che magari neanche si rendono completamente conto di servire una organizzazione criminale e di subire un controllo politico. Ci sono voluti tanti anni per capire che l’autore dell’omicidio era stato Tano Badalamenti, a capire il senso di quei 100 passi che separano due case e un municipio in cui si voleva provare a vagheggiare una società democratica e giusta, come in tanti paesini del Sud». Lucano parla con fervore del riscatto di una terra, della sua immagine e insieme dell’urgenza di avere una sinistra “composta da tante isole che non riescono a costituire un arcipelago” «Io non mi sono mai tesserato ad un partito perché non voglio istituzionalizzare la militanza, rendere conto a qualcosa di gerarchico, avere una limitazione nel pensiero. Credo che anche questo mi sia servito a fare il indaco assumendomi le responsabilità del territorio con tutti i rischi che comporta l’esporsi in prima linea. Ho potuto fare il sindaco in mezzo alla strada, sulla spiaggia, aiutando durante gli sbarchi ma senza mai sentirmi una autorità. È stato naturale, avevo anni di preparazione alle spalle per questo ma non ho mai lavorato come burocrate. La burocrazia per me è uno spazio grigio in cui si confermano le differenze sociali e di classe. Io ho solo deciso da quale parte stare. Ad un livello più alto anche la magistratura, quando non applica le leggi che difendono il popolo partendo da chi è ai gradini più bassi, consolida il dominio di una classe sociale su un’altra. Facendo il sindaco ho imparato che l’immigrazione è al centro del dibattito politico perché rappresenta la nuova questione operaia. Per questo penso che sia necessaria una azione sindacale, che non sempre c’è stata in maniera chiara e netta». Mimmo teme di divagare nel provare a definire il filo rosso che lega Cinisi a Riace ma è solo un’impressione. Riprende citando Umberto Santino, della Fondazione Impastato che affermava nei giorni scorsi “non possiamo perdere su Riace e la questione è di carattere generale. Quello che si sta facendo è un processo politico”. E Lucano riprende il filone partendo da questo: «Chi si schiera a sinistra deve capire questo. La differenza con il mondo neo liberista e fascista che ci governa è semplice. Chi ci comanda vuole la castrazione chimica, invoca la legittima difesa, inventa decreti sicurezza, disumanizza il mondo contro rom e rifugiati con un assurdo “prima gli italiani”, una frase che ci porta diritti verso il nazismo. – E il sindaco di Riace insiste – La Storia di Cinisi ha contaminato positivamente il pensiero. Un film come I cento passi, al di là della coerenza rispetto alla cronaca, ha avuto il merito di divulgare la storia di Peppino e mettere di fronte ad un quesito semplice: da che parte devo stare? Dalla parte dello squallore o della luce? E mi entra nella testa un pensiero inquietante. Hanno permesso che si facesse un film su Peppino Impastato perché era morto e gli eroi sono sempre morti. Invece non vogliono trasmettere la fiction già ultimata su Riace e mi domando perché? Forse perché sono vivo? Secondo il mio avvocato nelle carte che mi accusano non c’è nulla, ci sono esclusivamente attacchi politici. La fiction su Riace avrebbe mostrato ad almeno 7 milioni di persone un messaggio di umanità che parte dalla Calabria ionica, dove grazie all’immigrazione si risorge». E in questo colloquio in cui si incontrano attraverso i due paesi, passato e presente, Mimmo Lucano parla di oscurantismo dilagante, di chi indica i migranti come dramma sociale e predica la disintegrazione. E cerca un filo nero che lega gli strumenti con cui viene infranto un sogno della sinistra: «La mafia prima, la lotta armata poi e quindi l’utilizzo di certa magistratura. Sembra che ci sia proibito raggiungere le utopie. La storia ci condanna a sognare e forse non finiremo mai di fare i nostri “cento passi”. Ma questa non è la sconfitta ma un insegnamento per continuare, da cui non ci dobbiamo distaccare». Il sindaco continua a vivere con genuina sorpresa il fatto che durante i suoi spostamenti trova sempre persone che si fermano ad attenderlo, volti noti e meno noti che gli confermano che non è da solo.

Mimmo Lucano è venuto a parlare all’Università di Roma “La Sapienza”, invitato dalla cattedra di Antropologia Culturale, dal professor Vito Teti su “Il senso dei luoghi e il senso degli altri”. Forza Nuova aveva minacciato una contestazione contro il “nemico d’Italia” ma questo ha portato studenti e democratici a mobilitarsi e la manifestazione neofascista è stata vietata. «Io sono venuto a parlare di come l’antropologia dei nostri luoghi sia fatta per creare ponti. È qualcosa di innato, da noi naturalmente si parla di porti aperti, della difficoltà vissute dagli emigranti, del bisogno di sentire solidarietà, di poter sperare in un futuro migliore. Per questo dico che l’immigrazione e la solidarietà alla Calabria fanno bene. Voglio dire questo agli studenti – e aggiunge polemico – oggi Salvini dice che mi rispetta, che ho diritto di parlare. Ma ha contribuito a creare questo clima d’odio, ad aver distrutto il sistema di accoglienza. Ora cerca di apparire meno disumano ma io il rispetto di una persona così non lo voglio. Mi accusano ancora di voler ripopolare il sud con “colonie africane” ma lo sanno bene che chi scappa non sceglie di venire da noi. Chi pensa il contrario offende i nostri luoghi e la nostra gente. Altro che “deportazione etnica”. E Mimmo Lucano parla anche delle prossime elezioni, in cui spera di poter votare. Non sa se gli daranno il permesso di recarsi al seggio anche se candidato come consigliere comunale. «Fanno candidare Berlusconi e io sono esiliato. Ma le cose stanno cambiando. A Cinisi sono stati mandati via i parlamentari M5S venuti con le telecamere. Li hanno allontanati dicendo loro che non è gradito chi governa con i razzisti». E con timidezza poi Mimmo Lucano parla anche delle elezioni europee: «Voto La Sinistra – afferma – e sostengo Eleonora Forenza che a Riace e ai migranti è stata tanto vicina».

§ https://left.it/2019/05/13/domenico-lucano-da-impastato-a-riace-passando-per-la-sapienza-la-resistenza-continua/
——-
Il video del corteo che lunedì 13 maggio 2019 ha accolto Domenico Lucano alla Sapienza
§ https://2i6kb72qca2z2iuxn42vec1h-wpengine.netdna-ssl.com/wp-content/uploads/2019/05/lucano.mp4?_=1
+++++++
BLOCCATA LA MANIFESTAZIONE DI FORZA NUOVA
Mimmo Lucano alla Sapienza: a Riace piccolo miracolo, migranti non hanno preso il posto di nessuno
di 13 maggio 2019
(Afp)

(Afp)

Si è sciolta davanti alla biblioteca nazionale a Castro Pretorio la manifestazione di Forza Nuova contro l’intervento dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano a un seminario alla Sapienza a Roma. I militanti sono stati bloccati dalle forze dell’ordine e non sono arrivati a piazzale Aldo Moro come avevano annunciato nei giorni scorsi. Nel piazzale antistante l’Università si è tenuto invece un sit-in antifascista, sorvegliato dalle forze dell’ordine, con un grosso striscione “Il fascismo non è un’opinione” per protestare contro il comizio di Forza Nuova, vietato dalla Questura.

Più di mille persone hanno affollato invece l’aula 1 della facoltà di Lettere della Sapienza per l’intervento del sindaco “sospeso” di Riace Mimmo Lucano. Si è creata una fila anche fuori la porta d’ingresso. Mentre all’interno le persone sono in piedi, sedute sulle panche, per terra o sulle grandi finestre della sala semicircolare. Lucano era ospite di un seminario all’università sul tema dell’accoglienza.

L’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, nel corso del seminario all’Università La Sapienza a Roma

Lucano alla Sapienza: non vivere nel pregiudizio
«Bisogna avere fiducia nelle persone, non vivere nel pregiudizio» ha detto Lucano nel suo intervento. «Non ci vuole molto a far prevalere il senso dell’umanità e dell’uguaglianza, che è la condizione fondamentale per evitare
forme di discriminazione». E ha spiegato: «Spesso la sinistra quando diventa governo disattende quelli che sono i nostri ideali»

«Chi è venuto a Riace non ha preso il posto di nessuno»
«Non ho nulla da nascondere, quello che dico qui è quello che ho detto e dirò nelle aule giudiziarie» ha scandito ancora Lucano. E rivolto al ministro Salvini ha aggiunto: «Non si può essere forti con i deboli e poi votare per evitare i processi. Tutti possiamo sbagliare, ma poi a testa alta dobbiamo affrontare i processi e non trovare gli escamotoge per evitarli. Siamo in democrazia di fronte alla legge siamo tutti uguali». Poi ha chiosato: «Dicono che il sindaco di Riace vuole mettere in atto una sostituzione etnica, ma le persone che sono arrivate non hanno preso il posto di nessuno, c’erano solo spazi svuotati. Parlano di premeditazione di progetti. Ma non c’era nessun progetto, solo spontaneità, giorno dopo giorno». E ancora: «Riace si è ripopolata, hanno riaperto le scuole, c’è stato un piccolo miracolo. Non c’è stata premeditazione sulla nostra accoglienza, ma è stata un’idea spontanea».

L’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, nel corso del seminario all’Università La Sapienza a Roma

«Riace nasce da un’idea di un rifugiato kurdo»
«Io sono diventato militante del movimento di liberazione del popolo curdo e lo dico con orgoglio. Sono loro, arrivando come migranti, che mi hanno insegnato la lezione della democrazia partecipativa, il ruolo delle donne protagoniste della politica. Il mio sogno, nel tornare in Calabria, era di far diventare Riace un luogo in cui vivere queste conquiste» ha raccontato Lucano nel suo intervento. L’idea stessa di fare di Riace una città dell’accoglienza «viene proprio da un ragazzo kurdo, del kurdistan iraniano – ha detto ancora Lucano – che arrivato a Riace da rifugiatomi ha chiesto nel 1998: “Siamo capitati in un Paese con le case senza la gente. Ma c’è stata la guerra?” E io gli ho dovuto raccontare lo spopolamento di Riace. Il ragazzo mi ha risposto: noi siamo un popolo che ha bisogno di case, facciamolo insieme. Non c’è stata una premeditazione nell’accoglienza, uno studio di fattibilità economico, ma un’accoglienza spontanea. Nelle case vuote degli emigrati, che ci danno le loro case, entrano gli immigrati che chiedono l’asilo. Non ci sono i progetti, solo la spontaneità, giorno per giorno. I progetti del ministero per i rifugiati cominciano solo nel 2001».

Al suo arrivo Lucano era stato accolto da un lungo applauso e dal coro “Siamo tutti Mimmo Lucano” levatosi dal presidio degli studenti antifascisti. «Un’emozione indescrivibile, mi sento uno di voi. Sono emozionato – ha detto – Sono rimasto quello che ha seguito un sogno di umanità e democrazia. Il sogno continuerà fino alla fine».

§ https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-05-13/alla-sapienza-corteo-mimmo-lucano-blocca-manifestazione-forza-nuova-155834.shtml

+++++++

 

Related Posts

La Tosca elegante e raffinata del Coro Lirico siciliano diretta da Cecchi Paone conquista Siracusa

La Tosca elegante e raffinata del Coro Lirico siciliano diretta da Cecchi Paone conquista Siracusa

Torre Archirafi capitale del gusto e dell’eccellenza siciliana. Presentata la prima edizione di Etna Torre Wine

Torre Archirafi capitale del gusto e dell’eccellenza siciliana. Presentata la prima edizione di Etna Torre Wine

Coro lirico siciliano: il 13 luglio al Teatro Greco di Siracusa una Tosca «in Technicolor» che strizza l’occhio a Caravaggio

Coro lirico siciliano: il 13 luglio al Teatro Greco di Siracusa una Tosca «in Technicolor» che strizza l’occhio a Caravaggio

Al via la terza stagione del Mythos Opera Festival con Traviata, Cavalleria rusticana e Aida

Al via la terza stagione del Mythos Opera Festival con Traviata, Cavalleria rusticana e Aida

Porte aperte Unict: le Canzoni d’amore del Coro lirico siciliano incantano i Benedettini

Porte aperte Unict: le Canzoni d’amore del Coro lirico siciliano incantano i Benedettini

Taormina Arte Sicilia, ecco il programma completo dell’estate 2019

Taormina Arte Sicilia, ecco il programma completo dell’estate 2019

Su Vincenzo Pascuzzi

Vincenzo Pascuzzi: è stato docente precario per quasi venti anni prima del ruolo. Ha insegnato Matematica, Elettrotecnica, Fisica in vari licei, istituti tecnici e professionali di Roma. Segue le vicende dei precari e della scuola. Interviene con note e articoli su vari siti, blog, ml. Partecipa al gruppo Iuas (Insiemeunaltrascuola) e al gruppo facebook Invalsicomio.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.