Non è la parola  la grande protagonista della scena teatrale? Allora quale più affascinante sfida che portare sul palco un celebre testo di Gorgia da Lentini, il mago della retorica, l’abile manipolatore del duttile logos, arma sottile e potente che qualunque agone vince?

Una sfida che la Camerata Polifonica siciliana, animata dal suo infaticabile presidente Aldo Mattina, ha pienamente vinto, domenica 17 febbraio, con lo spettacolo andato in scena al Teatro Sangiorgi (felicemente restituito alla città dopo i lavori di restauro) dal titolo Voci, melologo dall’Encomio di Elena, nell’ambito della rassegna “Un palcoscenico per la città” in collaborazione col Teatro Massimo Bellini.

Un testo intrigante, l’abile inappuntabile difesa di Elena la spartana, la donna che rovinò due popoli e tanto lutto addusse agli eserciti, un vero e proprio processo da cui la bella donna uscirà assolutamente assolta, che, nella riduzione teatrale di Riccardo Insolia, si sostanzia in uno spettacolo totale, come gli stessi Greci lo intendevano, dunque in un perfetto mescolarsi di recitazione, musica, canto e danza, in omaggio alla natura più profonda del dramma, nel senso etimologico appunto di azione scenica.

Donatella Capraro, nel ruolo di una Elena che entra in scena enigmaticamente, avvolta in un involucro nero, si è rivelata una danzatrice, nonché coreografa d’eccezione, alludendo con le sue delicate movenze all’eterna storia dell’uomo, che crede di potere plasmare il suo destino e si ritrova invece vittima inconsapevole del cieco Caso. Così è iniziato il processo sulla scena, proiettando gli spettatori nell’atmosfera dell’antica Atene, là dove quotidianamente si dibatteva  in un vero e proprio tribunale a cielo aperto, con la bella e incisiva voce di Emanuele Puglia, che ha recitato l’appassionata difesa di Gorgia con grande intensità. Splendide ed evocative le musiche del maestro Giovanni Ferrauto, particolarmente descrittive nella parte ritmica con le vibranti percussioni di Giovanni Caruso, Enrico Caruso e Rosario Gioeni, e di abile sostegno alla voce con  Carmelo Dell’Acqua al clarinetto,  la dolce Alessandra Marino al flauto e le brave pianiste Maria Pia Tricoli e  Anna Maria Calì.

Incisiva anche la prova del Coro Lirico siciliano, istruito dal  maestro Francesco Costa, che come sempre ha saputo trasmettere emozioni antiche in forma suadente; belli anche i video che hanno fatto da sfondo alla performance, contribuendo a ricreare pienamente l’atmosfera tipica del mondo ateniese, dove l’arte del persuadere era una magia senza fine.

Una prova impegnativa, uno spettacolo davvero originale, complesso, ma di agevole fruizione. Merito di un cast affiatato e di un ottimo lavoro registico e musicale. Ad maiora, speriamo in nuove prospettive di divulgazione  del tanto bistrattato sapere filosofico…

Silvana La Porta