Si è conclusa con una vera e propria chicca musicale la settima edizione del Festival Internazionale Val di Noto Magie barocche: l’esecuzione, nell’incantevole scenario della Chiesa di San Giuliano di via Crociferi, dei Contrafacta di Claudio Monteverdi, con le sublimi voci dell’ensemble Ars nova cantandi, diretti dal maestro Giovanni Acciai…

Si è trattato di madrigali “convertiti a lo divino”, frutto di un grande lavoro filologico e musicologico e del genio di un musicista come Monteverdi, autore di una vera e propria rivoluzione copernicana all’interno del panorama musicale del tempo. Un concerto dotto, dunque, che ha coniugato un doppio snodo epocale: il passaggio dalla polifonia al “cantare a solo” e l’influsso della Controriforma sulla produzione musicale.

Per esigenze di  censura religiosa, infatti, nacquero i Contrafacta, cioè testi leciti, liturgici, costruiti su precedenti madrigali di contenuto profano, convertiti così a lo divino dal retore e letterato Aquilino Coppini e che spesso furono  oggetto di dibattito fra illustrissimi intellettuali, musicisti, teologi del tempo,

Il maestro e sapiente filologo Giovanni Acciai e i suoi bravissimi cantori hanno dato vita a un concentus di voci angeliche, in una suprema comunione di poesia e musica che ha esaltato tutta la sensualità del misticismo barocco, con un registro espressivo sempre adeguato fondato su timbri virili omogenei, in varie combinazioni a cappella o con l’accompagnamento dell’organo suonato dalla brava Ivana Valotti.

Impeccabile l’esecuzione dei  solisti di Nova Ars Cantandi ( Alessandro Carmignani, Andrea Arrivabene, Massimo Altieri, Paolo Fanciullacci, Marcello Vargetto) sempre puntuali nel valorizzare le peculiarità della contraffazione coppiniana, giocando abilmente sul rapporto tra i linguaggi musicale e verbale.

Grande soddisfazione infine del foltissimo pubblico e del presidente di Magie Barocche, il prof. Antonio Marcellino e del direttore artistico della rassegna, Michele Gasbarro. Dulcis in fundo, Marcellino ha comunicato delle anticipazioni sul futuro della rassegna, che per il prossimo anno riserverà piacevoli sorprese, tra le quali una proficua collaborazione con la Cappella Musicale Pontificia Sistina.

La musica barocca a Catania prosegue, convince e lascia una luminosa scia di successi e proseliti. Ad maiora.

Silvana La Porta