“Non è escluso che – su richiesta delle stesse Associazioni delle Famiglie e delle scuole pubbliche paritarie – Regione Lombardia si impegni ad avocare a sè l’istruzione e il finanziamento. Si innesca così un circolo virtuoso che rompe il meccanismo dei tagli conseguenti a sempre minori risorse (perché sprecate) che producono a loro volta altro debito pubblico. Il welfare non può sostenere altri costi; non a caso il principio di sussidiarietà, oltre ad avere una valenza etica, è anzitutto un principio economico prioritario”, Suor Anna Monia Alfieri, 20.10.2017

[Gulp! nella nostra scuola – in coda alle classifiche internazionali anche per le risorse dedicate all’istruzione – i tagli servirebbero a ridurre gli sprechi?! se qualcuno ce lo spiega ….]

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Scuola, Regione Lombardia raccoglie la sfida del costo standard

È ormai trasversale la convergenza politica sui costi standard applicati all’ambito scolastico pubblico, statale e paritario; sul piano operativo, si tratta di identificare un parametro “costo standard di sostenibilità” per studente anche per la scuola italiana e di iniziare a impiegarlo, in via sperimentale, come il parametro fondamentale per il finanziamento della scuola pubblica, statale e paritaria, del Servizio Nazionale di Istruzione. La definizione del “costo standard di sostenibilità” per studente parte quindi da precise ipotesi e quindi da processi ideali, ben strutturati, che ipotizzano un dato livello di qualità ed efficienza.

Regione Lombardia intende raccogliere la sfida: d’altronde le leve di trasparenza e di buona organizzazione, l’autonomia scolastica e la valutazione dei dirigenti e dei docenti, la detraibilità delle spese scolastiche e gli investimenti school bonus che la L. 107/2015, “Riforma del Sistema Nazionale di istruzione e formazione”, ha introdotto, vanno verso questa prospettiva. Si riconferma allora il costo standard per studente come il solo anello mancante che, mentre consente alla famiglia di scegliere, innesca un sano processo di verifica, risanamento e rilancio nelle scuole pubbliche, statali e paritarie, sotto lo sguardo garante dello Stato.

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale 104/2017 il legislatore nel DL 91/2017 all’art. 12 ha normato a livello di fonte primaria il costo standard per studente universitario, sulla cui base deve essere distribuito il fondo di finanziamento ordinario previsto dal Ministero per l’Università. Concettualmente, il passo verso la determinazione del c.s. per la Scuola pubblica tutta è breve. Non è escluso che – su richiesta delle stesse Associazioni delle Famiglie e delle scuole pubbliche paritarie – Regione Lombardia si impegni ad avocare a sè l’istruzione e il finanziamento. Si innesca così un circolo virtuoso che rompe il meccanismo dei tagli conseguenti a sempre minori risorse (perché sprecate) che producono a loro volta altro debito pubblico. Il welfare non può sostenere altri costi; non a caso il principio di sussidiarietà, oltre ad avere una valenza etica, è anzitutto un principio economico prioritario. Europa docet. E Regione Lombardia apprende e sarà un motore virtuoso per tutta la nazione altrimenti non avrebbe senso.

http://formiche.net/2017/10/20/costo-standard-scuola-3/

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