“Il governo vada avanti” di Pietrangelo Buttafuoco / “Meglio che si salutino” di Marco Travaglio

Pietrangelo Buttafuoco e Marco Travaglio si confrontano, sulle colonne del Fatto Quotidiano, sul destino dell’alleanza gialloverde. Secondo Buttafuoco il Governo deve andare avanti, mentre per il direttore del Fatto è meglio che Luigi Di Maio e Matteo Salvini si salutino.

travaglio buttafuoco

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Il governo vada avanti

Caro Marco, l’unico governo possibile per l’Italia è quello gialloverde: cinquestelle e leghisti a Palazzo Chigi. Malgrado loro stessi che fanno maggioranza e minoranza nella stessa alleanza. Fanno anche flanella tra inceneritori e preservativi ai margini delle cose vere – il Ponte per Genova, su tutto – ma non c’è altra strada perché l’accordo si fa solo nel disaccordo, altrimenti c’è solo il ritorno dei morti vincenti. Quelli del cimitero dei poteri.

È l’unico governo possibile quello di Giuseppe Conte – è l’unica strada chiara – perché comunque, quel 18 per cento fisso rilevato da qualunque sondaggio in conto del Pd con cui tanti vorrebbero incollare un destino eventualmente redento del M5S, coincide con il vecchio regime le cui direttive sentimentali, sbrigativamente de sinistra, sono solo e sempre quelle degli attivi in bilancio grazie ai tagli, ai contratti a termine e alla macelleria sociale.

Non è un pallottoliere, la politica, e Matteo Salvini – per fatti suoi – non può cedere alle sirene di andare all’incasso facendo saltare il governo di Giuseppe Conte, magari dopo le Europee, per via di un problema proprio grosso il cui nome è “centrodestra”.

Loro stessi, i leghisti – parlano le cronache parlamentari – lo dicono: “Governare di nuovo con Berlusconi? E l’emendamento per Purpetta, e il decreto per la Pascale, e poi la legge che interessa a Letta…”.

Lo sa bene Salvini e, infatti, non ne sta facendo entrare uno dei tanti parlamentari dispersi nel limbo dei “moderati” e pronti a farsi leghisti; e ancora meglio lo sa Giancarlo Giorgetti quando già legge come un problema il crescente dato della Lega fuori dal proprio perimetro geografico “non avendo pronto un ceto dirigente” e non potendo certo farsi carico di quel centrodestra che da Roma in giù, quando non è quella fogna a cielo aperto a tutti nota, è solo una cosa inutile.

Non è stata certo funzionale alla stagione del cambiamento la vittoria del centrodestra in Sicilia – appunto, una cosa inutile – se ancora domenica scorsa il suo più autorevole dante causa, Gianfranco Micciché, radunando il notabilato centrista abbia detto chiaramente di Salvini che “è un pericolo” e che è prioritario, “in alleanza con la sinistra, battere il M5S”. Alla Lega mancano i dirigenti politici che possano farsi carico del territorio sovrano dal Lazio fino a Lampedusa. Non può improvvisare e neppure diventare, con la dipartita di FI, il refugium peccatorum.

A Salvini non conviene manco metterci mano e sempre vale quel che la realtà dei fatti ha già stabilito: laddove non può la Lega, nei territori, specialmente al Sud potrà solo il M5S. Non c’è da scomodare il centrodestra, ormai, figurarsi il centrosinistra. Di Maio e Salvini sono a capo di due opposti, ma complementari blocchi sociali, questo è il vero unico governo possibile, e sono entrambi – ciascuno col proprio radicamento geografico – l’espressione di quella maggioranza silenziosa che ha finalmente guadagnato una strada per incollare l’eterno Sud in ritardo al Nord produttivo.

P.s. C’è anche chi non vede l’ora di rimettere insieme i cocci del politicamente corretto per gettare nell’inferno del cattiverio Salvini ed elevare ai cieli celesti del buonisimo Di Maio. Ma è solo la scodella del riflesso condizionato del mainstream per il quale, impreparato ad affrontare la realtà – nonostante le molteplici “competenze” – altro non resta che il lucente fulgore de La Bontà S.P.A. Hanno per esempio il libro, buon ultimo, di Paolo Gentiloni Silverj se proprio non bastano più i tweet clinici del dottor Roberto Burioni, sempre di più lanciato come il Dr. Tersilli della mutua ideologicamente corretta…

§ https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/il-governo-vada-avanti/

§ https://infosannio.wordpress.com/2018/11/20/pietrangelo-buttafuoco-il-governo-vada-avanti/

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Meglio che si salutino

Caro Pietrangelo, come sai non ho mai demonizzato qualcuno perché è di destra o di sinistra (categorie che esistono nel cuore di milioni di italiani, ma non nei programmi dei nostri attuali partiti). Ho sempre giudicato i politici, di governo e di opposizione, da ciò che dicono e soprattutto da ciò che fanno. Mi piacciono se si avvicinano a quel che penso e scrivo. E viceversa. Dopo il 4 marzo ho sostenuto, programmi alla mano, che la coalizione meno eterogenea sarebbe stata quella fra i 5Stelle e un Pd rinnovato. Poi però il Pd, pur di non rinnovarsi, s’è arroccato sull’Aventino, rendendo irrilevante se stesso e inevitabile il Salvimaio.

Così è nato questo strano – e per molti versi innaturale – governo giallo-verde, che all’epoca non aveva alternative e aveva il pregio di rappresentare la maggioranza degli elettori votanti (diversamente da quelli di minoranza di Renzi e Gentiloni, dopati dal premio incostituzionale del Porcellum bocciato dalla Consulta). E noi del Fatto ci siamo regolati come sempre: ci siamo letti il “contratto” di programma. E vi abbiamo trovato molti punti comuni alle nostre battaglie, ben più numerosi di quelli che non condividevamo.

Non potendo contestare le nostre stesse idee, abbiamo applaudito il governo Conte ogni qual volta ne approvava o ne avviava qualcuna. E l’abbiamo contestato ogni qual volta tradiva le promesse (condono per Ischia) o manteneva quelle sbagliate (condonino fiscale, dl Sicurezza, ddl Legittima difesa). Infischiandocene dei falsari che ci gabellavano ora per governativi ora per antigovernativi. Finché ha retto quell’equilibrio – prevalenza di cose giuste su quelle sbagliate – all’Italia conveniva farsi governare dal Salvimaio per qualche anno. Perché i 5Stelle non sono ancora stati inquinati dalle lobby dell’Ancien Régime; e, fra i partiti del vecchio sistema, la Lega ne è il più distante o il meno compromesso. Insomma, dopo lo stallo post-4 marzo, i giallo-verdi erano i partner ideali per un governo di almeno parziale “cambiamento”. E nei primi mesi, pur tra mille contraddizioni, frizioni e mediazioni, lo sono stati. Poi il 14 agosto è venuto giù il ponte di Genova e dalle macerie è emerso un dato incontestabile: il “cambiamento” della Lega, quando c’è di mezzo il partito trasversale degli affari, è finto. Mille freni alla revisione delle concessioni ad Autostrade & C.. La difesa del precariato contro il pur blando dl Dignità. Lo scudo alla grande distribuzione dalle sacrosante chiusure domenicali a rotazione. La tutela degli inutilissimi e costosissimi Tav, Terzo Valico e Pedemontana. E ora degl’inceneritori. Anche l’altro partito trasversale, quello dell’impunità, un tempo presidiato da FI&Pd, ora trova protezione nella Lega: condoni fiscali e ostruzionismi vari sul blocco della prescrizione, le manette agli evasori, la legge sul conflitto d’interessi, la trasparenza sui fondi ai partiti. Tutte battaglie di retroguardia e di restaurazione che vedono un Carroccio sempre più renzusconizzato (anche per l’infezione dei riciclati berlusconiani in arrivo a frotte) a braccetto con FI, Pd e lobby retrostanti: in Parlamento, nei conciliaboli di corridoio e in piazza con la banda del buco Sì Tav. Con la benedizione urbi et orbi dei giornaloni. Impossibile non vedere la gigantesca Ammucchiata dei Gattopardi che avanza a tappe forzate per neutralizzare qualunque cambiamento e punta proprio su Salvini per salvare rendite, privilegi e soldi pubblici. Senza cambiamenti, il “governo del cambiamento” non c’è più. Anche perché prima era inevitabile per mancanza di alternative. Ma ora un’alternativa c’è: il fronte della conservazione e della restaurazione che affratella la Lega a quel che resta di Pd e FI. In politica, come nella vita, chi si somiglia si piglia. Cosa ci fanno i 5Stelle che vogliono cambiare tutto, o almeno qualcosa, al governo con chi non vuole cambiare nulla?

§ https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/meglio-che-si-salutino/

§ https://infosannio.wordpress.com/2018/11/20/marco-travaglio-meglio-che-si-salutino/

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Buttafuoco e Travaglio si confrontano sulle sorti dell’alleanza gialloverde

Due editoriali sul Fatto Quotidiano. Per Travaglio è meglio che l’alleanza si concluda, Buttafuoco la pensa diversamente

§ https://www.huffingtonpost.it/2018/11/20/buttafuoco-e-travaglio-si-confrontano-sulle-sorti-dellalleanza-gialloverde_a_23594484/

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