Sono state due ore di puro divertimento, di grandi risate, ma anche di profonda riflessione: ha incantato davvero tutto il folto pubblico del cineteatro Garibaldi il 9 e il 10 febbraio la bella piéce del celeberrimo “Malato immaginario” di Moliere (che per triste ironia del destino, morirà sul palcoscenico, proprio durante una replica dell’opera), portata in scena dalla Compagnia teatrale “Le tre fontane di Presa”.

Uno spettacolo esilarante, condotto con grande maestria dagli attori tutti, primo tra tutti Giovanni Proietto, che, oltre a curare la regia,  ha incarnato i panni del protagonista, quell’Argante malato immaginario, anzi folle, secondo il testo francese, lucidamente folle nella sua fissazione con le malattie e i medici toccasana. Dotato di una vena comica naturale, l’attore ha offerto una performance accattivante, duettando in perfetta sintonia con Mariagrazia Proietto, altrettanto naturale ed esilarante nel ruolo di Tonina, la governante lucida e lungimirante, che con la sua gestualità farsesca e le sue battute fulminanti ha regalato sonore risate agli spettatori.

Attorno a loro la folla delle figure parassite: la brava Giusi Orfila nel ruolo dell’opportunista moglie di Argante che ha dominato la scena nei confronti coll’ignaro marito, i medici saccenti Purgone (Mario Pellizzeri) e Diaforetico (Emanuele Lo Faro), che bene si sono atteggiati a figure caricaturali, e il comicissimo Angelo Russo nei panni di Tommaso, lo sciocco figlio di Diaforetico.

Un plauso merita in particolare  la giovanissima Giuliana Raciti, che è stata una Lisetta perfetta nel ruolo e assolutamente naturale; pienamente convincenti anche i due innamorati che alla fine riusciranno a coronare il loro sogno d’unione, Anna Gulisano (nel ruolo di Angelica) e Benedetto La Spina (nel ruolo di Cleante), che si è distinto per un’ottima emissione di voce e una sicura dizione. Hanno completano il cast Rita Maccarone (nei panni dell’infermiera Stuppante), Pippo De Rosa (nei panni del Notaio) e Aldo Guzzetta (nei panni di Beraldo, il fratello di Argante) che, seppur con una breve apparizione, hanno contribuito al divertimento generale.

Belle e azzeccate le musiche (con luci e suono curati da Francesco Proietto) e i costumi di Rita Maccarone;  dolce la conclusione con le ballerine del corpo di ballo dell’A.s.d. “Funny club” di Piedimonte etneo a cura della maestra Claudia Patanè.

Vittima di sé stesso e burattino di chi gli sta intorno, il Malato immaginario andato in scena a Giarre ha saputo così trasmettere agli spettatori un grande messaggio di vita: le contraddizioni, le manie, le illusioni sono tipiche di tutti noi uomini, e tutti siamo un po’ Argante…

Silvana La Porta