Tanto per fare un esempio, il comparto istruzione soffre ancora del “prelievo forzoso” di 8 miliardi di €, operato dalla coppia Gelmini-Tremonti (2008) e mai restituito dai governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.  Ne consegue che il mantenimento dello status quo del ministro, non può essere accolto positivamente.

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Il ministro Bussetti smentisce il taglio. Attendiamo

ministro Bussetti

Tante le dichiarazioni. Taglio, risparmio o rilancio per l’istruzione? Lo sapremo tra qualche giorno

Il ministro Bussetti ha confermato che non ci saranno tagli per l’istruzione.  A breve entrerà in scena la legge di Bilancio 2019 e quindi le chiacchiere, le dichiarazioni lasceranno il posto alle riflessioni sul documento. Ovviamente si spera in un #cambioverso rispetto agli anni precedenti.

Il Ministro Bussetti mantiene il punto

Qualche settimana fa il Ministro ha dichiarato al giornalista Massimo Giannini “Credo proprio che tagli alla pubblica istruzione non ce ne saranno“. Apparentemente è una buona notizia, ma se la contestualizziamo al trend di questi ultimi anni, allora il giudizio è più sfumato. Tanto per fare un esempio, il comparto istruzione soffre ancora del “prelievo forzoso” di 8 miliardi di €, operato dalla coppia Gelmini-Tremonti (2008) e mai restituito dai governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.  Ne consegue che il mantenimento dello status quo del ministro, non può essere accolto positivamente.
Ma andiamo avanti.
Qualche giorno fa su tecnicadellascuola.it è apparso un articolo che prospettava tagli, smentendo così il Ministro Bussetti.
La reazione del responsabile del Miur non si è fatta attendere. “Assolutamente no”, ha detto il titolare del Miur: il Def non sacrifica risorse per l’istruzione. Non si è trattato di un taglio di fondi   ma di una riorganizzazione e una redistribuzione delle risorse, ispirata a criteri e necessità diverse da quelle precedenti.”
Ovviamente l’opposizione attraverso la senatrice Malpezzi  la pensa diversamente. Non poteva essere diversamente. E’ la funzione dell’opposizione, di ogni opposizione prospettare un’altra verità.

La legge di Bilancio 2019 dirà molto sull’istruzione

Fin qui le dichiarazioni. Ognuna esprime una speranza, una volontà di piegare la realtà ai propri interessi… Questo giochino delle “parole al vento”, terminerà quando il 15 ottobre tutto sarà chiaro. Per quella data conosceremo i contenuti della Legge di Bilancio 2019. Solo dopo aver letto il documento, potremo esprimere una valutazione certa e fondata sulle carte.
Sicuramente il testo della legge di Bilancio certificherà il “peso politico” del Miur, che non dimentichiamo rimanda alla ricchezza del nostro Paese: la formazione! In mancanza di materie prime, l’istruzione rappresenta, infatti,  l’unica risorsa  per progredire. L’eventuale mancanza di un cambio di rotta dell’istruzione da bancomat a risorsa, porterà il nostro Paese all’inevitabile declino. Cui prodest?

§ http://maestroscialpi.altervista.org/il-ministro-bussetti/

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