Il paragone improprio Salute/Scuola / il modello “virtuoso” Lombardia tra voucher e truffe / parliamone

“Mi colpiscono perché ho aperto ai privati il sistema sanitario lombardo… Mi si accusa di aver favorito la Maugeri e il San Raffaele con delibere di giunta e con una legge. Ma sono atti collegiali che hanno coinvolto tutti gli altri membri della giunta, 17 persone, neanche tirati in ballo. Resta un solo colpevole: Formigoni. È assurdo”.

Forchettoni non è stato condannato per aver fatto una legge sulla sanità (detta spiritosamente “No profit”), che regalava montagne di “rimborsi” pubblici a varie cliniche private (circa 200 milioni alla Fondazione Maugeri e al San Raffaele).

Gli ospedali sono diventati aziende dirette da un manager ben pagato che risponde dei risultati (le intenzioni erano queste, in pratica viene scelto dalla politica e risponde a chi lo ha nominato).

[Bugiardino. 1) Le scuole paritarie ricorrono al paragone improprio Salute/Scuola per sostenere la loro richiesta del costo standard. Viene evocato come virtuoso ed efficiente il “modello Lombardia”, da imitare nella Sanità e magari nella Scuola, consistente in privatizzazioni, voucher e …. truffe. 2) parliamone, approfondiamo. v.p.]

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Forchettoni senzatetto / Una colletta per il Celeste

di Marco Travaglio – il Fatto Quotidiano – 22 Settembre 2018 – pagg. 1 e 24

Mi scuso in anticipo con il bel Beppe Severgnini se oggi mi occupo di Roberto Formigoni: non vorrei pensasse che ne sono “ossessionato”, come a suo dire lo sarei della Boschi (cioè: lui le dedica un soffietto di sei pagine sul Sette, e l’ossessionato sarei io). Ma è più forte di me: ho letto le due interviste dell’ex sgovernatore ciellino di Lombardia al Corriere e a Libero, e non riesco a tener ferme le mani. L’antefatto è noto: condannato in primo grado a 6 anni per associazione per delinquere, corruzione e finanziamento illecito, Forchettoni s’è visto confermare la condanna e aumentare la pena in appello a 7 anni e 6 mesi, con interdizione perpetua e sequestro confermato di una refurtiva pari a 6,6 milioni. E questo malgrado alcuni reati si fossero prescritti: a fare la differenza è stata la revoca delle attenuanti concesse dal Tribunale. Lui continua a dirsi innocente, com’è suo diritto. Anzi lo sarebbe se in appello non avesse chiesto di patteggiare 2 o 3 anni (i giudici ovviamente gli hanno riso in faccia per l’irrisorietà della pena): conoscete qualche innocente che chiede per sé 2 anni di galera? Naturalmente gl’intervistatori questo non glielo chiedono, sennò l’intervista finirebbe lì, prim’ancora di cominciare. E sarebbe un peccato, perché l’ex Celeste ormai tendente al marroncino è una miniera di baggianate.

Le sue risposte sarebbero perfette se, dopo tanti anni di calvario giudiziario, l’avessero assolto. Invece l’hanno condannato due volte. Allacciate le cinture, si parte. “Mi è andata bene che in Italia la legge non prevede la fucilazione, altrimenti sarei già davanti a un plotone di esecuzione”. Già, solo che i fucilatori morirebbero tutti prima di sparare: dal ridere. “Sono un caprio (testuale, ndr) espiatorio”. E vabbè, sarà la sindrome del Titanic. “Mi colpiscono perché ho aperto ai privati il sistema sanitario lombardo… Mi si accusa di aver favorito la Maugeri e il San Raffaele con delibere di giunta e con una legge. Ma sono atti collegiali che hanno coinvolto tutti gli altri membri della giunta, 17 persone, neanche tirati in ballo. Resta un solo colpevole: Formigoni. È assurdo”. Qui urgono un paio di precisazioni. 1) Forchettoni non è stato condannato per aver fatto una legge sulla sanità (detta spiritosamente “No profit”), che regalava montagne di “rimborsi” pubblici a varie cliniche private (circa 200 milioni alla Fondazione Maugeri e al San Raffaele). Ma perché riceveva soldi privati sotto forma di finanziamenti occulti, favori, benefit, regali, vacanze e cene gratis, yacht e ville da Pierangelo Daccò, dominus della Maugeri, cioè uno dei beneficiari.

Uno può fare tutte le leggi che vuole, ma gratis: se si fa pagare, è corruzione. Infatti assessori e consiglieri che votarono le leggi senza nulla in cambio sono intonsi. Ma – protesta lui – erano atti “legittimi” secondo tutte le autorità. E infatti esiste anche la corruzione per un atto d’ufficio: assegnare un appalto è legittimo, ma se il funzionario o il politico si fa pagare, è un corrotto. 2) Non è vero che abbiano condannato solo Roby: per tenergli compagnia, hanno avuto condanne o patteggiamenti anche Daccò, l’imprenditore Claudio Farina, l’ex assessore Simone e la sua signora. Ora il patteggiatore mancato non nega di aver avuto favori e soldi dal beneficiario delle sue leggi, che se lo portava in ferie ai Caraibi e lo manteneva come un nababbo (forse aveva equivocato sul voto di povertà). Ma dice che è stata tutta sfiga: “Io ho avuto la fortuna o la sfortuna (testuale, ndr) di avere un amico ricco. È un peccato avere un amico facoltoso?”. No, ma se fai una legge che lo favorisce, non devi farti offrire neppure un caffè. Figurarsi vacanze, yacht e ville. “D’altra parte anch’io ho invitato a cena Daccò decine di volte”. Ah beh allora, pari e patta. O quasi. “Se hai un amico facoltoso che per il compleanno ti regala un orologio tu rispondi con una cravatta. Così funziona tra amici”. Soprattutto se la differenza fra la cravatta e l’orologio ammonta a 200 milioni e li mette la Regione, cioè noi.

Alla luce di cotante risposte, dite la verità: che domanda gli fareste? A me, oltre a un prurito alle mani e a una risata omerica, sorgono spontanei un paio di quesiti: “Scusi, Celeste, ma lei ci è o ci fa?”, “Ma ci ha presi tutti per fessi?”. Invece agli intervistatori di Corriere e Libero spunta una lacrima sul viso per la vita di stenti di Forchettoni, affamato da sentenze e sequestri: “Come vive oggi Formigoni?”, “E come fa a tirare avanti?”. Il noto senzatetto, visibilmente denutrito, esala: “Vivo in una casa con altre persone (sempre in cambio di cravatte, ndr), per fortuna, quindi non ho sofferto la fame. Ho fatto le vacanze da un amico (tanto per cambiare, ndr). Avevo da parte 2.000 euro per un viaggio. Li ho messi via… Sui miei due conti correnti hanno trovato 18 euro in tutto”. Qui la tentazione sarebbe di metter mano al portafogli e avviare una colletta, se non fosse per la risposta più strepitosa del nostro eroe: quando il Corriere gli fa notare le balle raccontate sui regali di Daccò (“restituivo tutto”, anzi “fra amici non si usa”), lui obietta: “Le dichiarazioni che fanno testo sono quelle rese in tribunale”. Cioè: quando parla ai giornali e in tv, cioè a cittadini, elettori e giornalisti, lui non “fa testo”. Mente per principio. E se ne vanta. Quindi non “fa testo” neppure in questi due colloqui con Libero e il Corriere. Scemo chi legge. E pure chi intervista. Sono soddisfazioni.

Ps. Per carità di patria, pur essendo curiosi, rinunciamo ad approfondire la tipologia delle cravatte che Roby regalava a Pier in cambio dei Rolex o dei Patek Philippe. Ci limitiamo a sperare che non riciclasse le sue. Che, vedi ampia documentazione fotografica, giustificano largamente la celebre battuta di Woody Allen: “È la tua nuova cravatta o ti sei vomitato sulla camicia?”.

“Forchettoni senzatetto”, di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 22 Settembre 2018

§ https://infosannio.wordpress.com/2018/09/22/una-colletta-per-il-celeste/

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Sarebbe interessante capire per quale motivo due istituzioni che erogano istruzione e salute, una scuola e un ospedale, abbiano due governante così diverse. Gli ospedali sono diventati aziende dirette da un manager ben pagato che risponde dei risultati (le intenzioni erano queste, in pratica viene scelto dalla politica e risponde a chi lo ha nominato). Le scuole superiori italiane invece hanno un Consiglio di Istituto di 18 persone, presieduto da un genitore degli studenti, dove siede anche il dirigente. Per produrre salute ci vuole un’azienda, per produrre istruzione basta la partecipazione democratica. A nessuno è venuto in mente di affidare un ospedale, per giunta dopo un’elezione, ad un organo di diciotto persone presieduto da un genitore degli ammalati dove sedessero rappresentati dei medici, degli infermieri e degli ammalati. Queste due governante così distanti indicano che al vertice degli organi collegiali scolastici può andare (risposta politica al movimento del ’68) il primo che si presenta, un genitore, qualsiasi mestiere faccia nella vita. Anche Lenin immaginava che una cuoca potesse reggere uno Stato, ma intanto fucilava i suoi avversari. Con una discussione diretta dalla casalinga di Voghera si definisce la strategia di una scuola che poi il dirigente mette in pratica.

 

La fabbrica dei voti finti: Spiego, assegno e poi interrogo. Dov’è il problema?

di Francesco Scoppetta, 2016 e 2017

pag. 111 e seguenti

 

https://booksgoogle.it/books?id=wSpUDgAAQBAJ&pg=PA111&lpg=PA111&dq=i+presidi+manager+non+hanno+ancora+i+poteri&source=bl&ots=iBw72WRsCG&sig=idpIFHgjqJ9MatbS1-8gxOSPXzw&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjk7eiX-dDdAhXRy4UKHUbSBzUQ6AEwA3oECAcQAQ#v=onepage&q=i%20presidi%20manager%20non%20hanno%20ancora%20i%20poteri&f=false

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Sanità . Regione Lombardia, riforma che fa discutere

di Davide Re – martedì 5 dicembre 2017
Pronte le risposte ai bisogni dei malati cronici. Il nodo delle convenzioni con i privati
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/sanita-regione-lombardia-riforma-che-fa-discutere
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È il fallimento completo della grande ideona dell’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera e dell’ex presidente Roberto Maroni. I pazienti hanno sonoramente bocciato la riforma, tanto che a Milano ha finora aderito soltanto l’1 per cento dei malati cronici. I medici di famiglia sono inferociti perché si vedono scavalcati dalla nuova figura del clinical manager o sono obbligati a diventare essi stessi “gestori”. Il clinical manager, infatti, sarà un medico o un ospedale o una società privata “che faranno firmare un contratto al paziente e poi lo gestiranno con criteri privatistici”, spiega Albarosa Raimondi, medico ed ex amministratore sanitario pubblico: “Avranno, per esempio, un budget prefissato, oltre il quale non potranno andare”.
La riforma della sanità in Lombardia: un passo verso il caos
http://www.giannibarbacetto.it/2018/04/28/la-riforma-della-sanita-in-lombardia-un-passo-verso-il-caos/
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21 agosto 2018 – C’era una volta in Italia la sanità pubblica si potrebbe dire e con inconfutabili ragioni, la realtà che oggi deve affrontare un ammalato e i suoi familiari è triste, disarmante, degradante. Infatti, tale realtà è fatta di snervanti passaggi burocratici da un ufficio all’altro, da richieste di prestazioni evase – quando evase – soltanto dopo ripetute sollecitazioni, di viaggi inutili presso sedi dislocate in luoghi non raggiungibili con i servizi pubblici. Non parliamo delle ore di lavoro perdute per attese interminabili degli ausili tecnico-sanitari forniti senza certificato di revisione, arrugginiti e talvolta difettati.
Sanità, il modello lombardo non funziona più
https://ilrullo.net/2018/08/21/sanita-il-modello-lombardo-non-funziona-piu/
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Sanità – Lombardia, 25 anni di scandali tra corruzione, arresti e truffe
http://liberastampa.net/sanita-lombardia-25-anni-scandali-3/
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Su Vincenzo Pascuzzi

Vincenzo Pascuzzi: è stato docente precario per quasi venti anni prima del ruolo. Ha insegnato Matematica, Elettrotecnica, Fisica in vari licei, istituti tecnici e professionali di Roma. Segue le vicende dei precari e della scuola. Interviene con note e articoli su vari siti, blog, ml. Partecipa al gruppo Iuas (Insiemeunaltrascuola) e al gruppo facebook Invalsicomio.

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