E’ stato un concerto dotto, coinvolgente e con una guida all’ascolto d’eccezione, il maestro Piero Rattalino, famoso musicologo nonché già direttore artistico dell’istituzione catanese dal 1994 al 2006, il quarto appuntamento della stagione sinfonica al Teatro Massimo Bellini sabato 23 febbraio.

Al piano ha lasciato che si sprigionassero le suadenti note di alcune delle più famose composizioni di un vero e proprio poeta della musica come Franz Liszt, la concertista coreana Ilia Kim, una delle più interessanti e raffinate pianiste del panorama contemporaneo.

E subito Piero Rattalino ha suggerito, nella sua dotta e variegata disquisizione, una chiave di lettura e di interpretazione dei brani della serata racchiusi nell’evocativo titolo del concerto “Amore e morte nella poetica di Franz Liszt”: cogliere il Liszt drammatico e narrativo, più che quello puramente estetico. E ciò ben s’attaglia a un compositore  che non curò solo l’aspetto tecnico e virtuosistico, introducendo sistematicamente per primo la poesia e la letteratura nella musica.

Il concerto ha proprio insistito su questo aspetto romantico, nutrito di letteratura e poesia, di Liszt, mettendo in rilievo l’architettura drammaturgica delle sue creazioni. La pianista Ilia Kim si è cimentata con grande arditezza e generosità nell’esecuzione  della Ballata n.2 in si minore S171, per poi passare a due brani  (da Années de pèlerinage, Deuxième Année. Italie, S161: il n.5, Sonetto 104 del Petrarca, “Pace non trovo” e il n.7 Après une lecture de Dante), dove con qualche piacevole variazione e svolazzo davvero è riuscita a  tradurre in musica la raffinatezza di Petrarca, creando magicamente a tratti un grande muro di suono disperato e tormentato e restituendo quella musicalità aspra, cruda e priva di speranza che Liszt aveva sicuramente in mente, trasponendo in musica lo sconsolato sonetto petrarchesco.

Bel momento anche quello del famosissimo Sogno d’amore, che la pianista ha interpretato magnificamente, trasferendo alla tastiera un andamento lento, un sospirare continuo fino agli svolazzi ad libitum. e della wagneriana Morte di Isotta, in cui ha manifestato una suprema arte del tocco.

Trasformare parole in effetti melodici: fu questa l’abilità di Liszt, cui Ilia Kim, col suo fedele mentore Piero Rattalino, hanno fatto davvero un bell’omaggio con un’esibizione e un commento di prim’ordine.

Silvana La Porta