In pensione a 67 anni, ma con “Active ageing” di Anna Maria Bellesia…(da Latecnicadellascuola)

 

03/02/2013

 

 

 

 

 

Active ageing” è la formula dell’elisir di lunga vita lavorativa proposta da Monti nella sua nuova Agenda lavoro, per “aumentare l’età pensionabile effettiva”, cioè fino a 67 anni, e garantire l’equilibrio dei sistemi pensionistici e la loro sostenibilità finanziaria.

 

 

 

 

 

Pur rivolgendosi all’elettorato italiano, Monti ce lo dice in inglese. “Active ageing” fa molto più “Europe” (in inglese). Vuoi mettere rispetto a un banalissimo “invecchiamento attivo” nostrano che potrebbe perfino preoccupare gli elettori!

 

È falso – dice – che per dare lavoro ai giovani sia necessario prepensionare gli anziani, ma è vero esattamente il contrario: i Paesi con tasso di occupazione degli anziani più alto sono anche quelli con tasso di occupazione giovanile più alto“.

 

Ecco la ricetta dunque: forti incentivi economici (sgravi fiscali e sgravi contributivi, sulla linea inaugurata con la legge Fornero) e normativi se si assumono cinquanta-sessantenni, maggiore flessibilità nella fase 62-67 anni, con possibilità di combinare part-time con mezza pensione. Veramente questa possibilità c’era già, ma in futuro sarà spostata più avanti negli anni.

 

Insomma i docenti italiani, la cui età media è fra i 50 e i 60 anni, si rassegnino all’“Active ageing”, invecchiando attivamente ancora per molti anni nelle loro scuole. Naturalmente aumentando la produttività e la flessibilità.

 

Immaginiamo come. La didattica sarà sempre più personalizzata, con attenzione ai bisogni educativi di ciascuno. L’insegnante dovrà farsi in 30-60-90 (tanti quanti sono gli studenti che ha in carico e con cui deve relazionarsi “produttivamente” in un giorno). Dovrà capire ogni minimo segnale di disagio dei suoi alunni, prendersene cura e ricorrere ad ogni sua risorsa professionale per farvi fronte. Dovrà padroneggiare le tecnologie e farsi “facilitatore” di conoscenze strutturate. Dovrà essere disponibile e aperto verso genitori sempre più aggressivi (v. le cronache recenti). Le classi diventeranno open groups in open space, si utilizzeranno open educational resources con la metodologia del bottom-up.

 

I docenti dovranno aprirsi alle novità, diventare flessibili dalle 8 di mattina alle 8 di sera, e guai a protestare per difendere “privilegi” da ancien regime e “interessi corporativi”. E chi è ancora abbastanza giovane non si dimentichi di “finanziare volontariamente una forma di previdenza complementare”, perché adesso funziona così, lavorare di più per prendere di meno.

 

Buon “Active ageing” a tutti.