Inaugurazione di Magie barocche: musica celestiale e dolci armonie con la Cappella Pontificia Sistina

E’ iniziata venerdì 20 ottobre con un’opera d’eccezione, particolarmente significativa nel panorama della musica tardo rinascimentale, la settima edizione del festival internazionale del Val di Noto Magie barocche, quella Missa Papae Marcelli di Giovanni Pierluigi da Palestrina che, vuole la tradizione, salvò la polifonia sacra dagli strali della Controriforma.

E mai scenario fu più adeguato della Chiesa di San Giuliano di via Crociferi, capolavoro dell’arte barocca, che ha dato all’esecuzione la giusta atmosfera e una perfetta resa acustica, con un canto che si è fatto tutt’uno con il luogo, garantendo ai numerosissimi ascoltatori momenti di rara elevazione spirituale.

La Cappella Pontificia Sistina, tra le istituzioni corali più antiche del mondo, il famoso “coro del Papa”, diretta da monsignor Massimo Palombella, perito musicologo e raffinato musicista, ha fatto librare la partitura con slancio pudico verso altezze inaspettate, con una attenzione particolare alla singola parola, alla prosodia e all’intonazione che ha lasciato tutti, anche un ospite d’eccezione come l’arcivescovo di Catania, monsignor Gristina,  col fiato sospeso.

Ricreando in toto lo spirito di una composizione, quella Missa dedicata a un papa fugace, che mai l’ascoltò, il cui pontificato durò solo tre settimane, eternato da una musica celestiale, che abbiamo ascoltato come mai in precedenza, grazie alla nuova edizione critica basata sulla prima edizione a stampa del 1567.

Le voci virili e i Pueri cantores sono stati degni dei cori angelici danteschi, capaci di ricreare una mirabile armonia e un dolce concento, semplicemente impeccabili per preparazione, ispirazione, ineffabile levigatezza e rara compattezza timbrica. Ma soprattutto capaci di una sonorità intima, frutto di una raffinata percezione del testo e una resa espressiva ed emotiva della parola attraverso il suono.

 Non osiamo pensare all’esecuzione di questa meravigliosa pagina di musica sacra all’interno della Cappella Sistina, suo luogo naturale fin dalla nascita, là dove occhi e orecchi saranno capaci di godere a pieno delle linee pulite e cantabili della partitura.

Il risultato finale è un’idea sacra di musica che non si fossilizzi in sé stessa, nel’epoca in cui fu pensata e composta, ma  continui a vivere, in un’ottica filologicamente corretta, per un pubblico contemporaneo: un’idea che ha sempre animato e anima il prof. Antonio Marcellino, infaticabile presidente della rassegna, il direttore artistico Massimo Gasbarro e Claudia Patanè, acclamata direttrice d’orchestra, direttrice organizzativa e di produzione.

“Nell’approccio alla musica antica non dovremmo fossilizzarci nell’abitudine, ma ricercare la pertinenza estetica, ingegnarsi per essere ‘infedelmente fedeli’ a un mondo lontano da noi con studio quotidiano, ricerca e sperimentazione”: sono parole di Monsignor Massimo Palombella, splendido e appassionato direttore del concerto.

Ma è anche la filosofia e lo spirito di tutta la rassegna Magie Barocche che, siamo certi, riserverà al suo pubblico tante gradite sorprese…

Silvana La Porta

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