Ci si lamenta spesso che la scuola italiana, per i sindacati ma non solo, sembra servire non tanto agli studenti quanto a chi aspira a un posto fisso facile, in genere si dimentica però che questo è particolarmente vero per chi possiede la raccomandazione del vescovo.

Non dimenticate che la comunità ecclesiale – e in primo luogo noi Vescovi – conta su di voi, vi accompagna e vi sostiene in un cammino che rende piena la vostra vita, spesa per il bene delle persone che vi sono affidate perché crescano in istruzione ma anche in più ricca umanità.

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Insegnamento della religione cattolica, una riflessione

Secondo Ruscica l’IRC non avrebbe alcuna “connessione con il fascismo”. Non ha dunque mai sentito parlare dei Patti Lateranensi?

Secondo Ruscica inoltre l’IRC avrebbe una “portata scientifica”. Ma sulla base di quale bizzarra accezione dell’aggettivo “scientifico”? E come può una sapere scientifico avere carattere confessionale? Infine, se davvero di sapere scientifico si tratta, come mai a scuola è facoltativo?

A Nicoletti, che riporta i risultati di un sondaggio secondo il quale solo per il 7% degli studenti la religione è importante, Ruscica obietta che però ancora oggi quasi il 90% di tutti gli studenti continua a scegliere l’IRC, concludendone che essi “riconoscono comunque il valore dell’insegnamento”. Forse una spiegazione un po’ più realistica (e coerente coi risultati del sondaggio) potrebbe seguire dalla constatazione che le attività didattiche alternative continuano a essere negate o a essere implementate in modo precarissimo, mentre l’IRC è previsto comunque anche nelle classi in cui se ne avvale un solo studente (con tutti gli altri costretti a uscire dall’aula) e senza che siano possibili neppure accorpamenti.

Ruscica rigetta anche l’argomento dei costi del concorso, poiché i docenti che lo supereranno sono attualmente dei precari che già insegnano e non un costo aggiuntivo. Obiezione facilmente rovesciabile se si dovesse ritenere già ora improprio pagare coi soldi pubblici degli insegnanti scelti e valutati dalla diocesi. O se anche solo si considerasse l’incongruità di stabilizzarli per il futuro a dispetto della discrezionalità delle valutazioni diocesane, della natura facoltativa dell’insegnamento e del progressivo calo di studenti che scelgono l’IRC. Non a caso fino a quindici anni fa gli insegnanti di IRC erano tutti, in quanto tali, necessariamente precari e ben consapevoli di esserlo.

Ruscica si richiama alla legge 186/2003 istitutiva di questo genere di strani concorsi, ma non chiarisce né che i candidati non vengono esaminati sui contenuti specifici del loro insegnamento ma soltanto su genericità didattiche (art. 3 c. 5), né che se i vincitori di concorso dovessero perdere l’idoneità (per decisione della curia o per calo di studenti avvalentisi dell’IRC) potrebbero ricorrere alla mobilità o a diversa utilizzazione (art. 4 c. 3), scavalcando altri aspiranti meglio qualificati. Il tutto nel silenzio assordante del resto del mondo sindacale.

Ci si lamenta spesso che la scuola italiana, per i sindacati ma non solo, sembra servire non tanto agli studenti quanto a chi aspira a un posto fisso facile, in genere si dimentica però che questo è particolarmente vero per chi possiede la raccomandazione del vescovo.

di Andrea Atzeni

https://www.tecnicadellascuola.it/insegnamento-della-religione-cattolica-riflessione

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“Gli studenti non vogliono più l’ora di religione”. La polemica su Radio24

Su Radio 24, nel corso della trasmissione Melog, il conduttore Gianluca Nicoletti ha parlato di religione cattolica e di scuola, utilizzando però frasi che riflettono il dibattito aspro, sempre vivo, sull’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica italiana.

RELIGIONE CATTOLICA: I RAGAZZI NON LA VOGLIONO PIÙ’?

Secondo una recente indagine di Demos-Coop, dice Nicoletti, la religione è ritenuta importante solo dal 7% delle generazioni più giovani, meno di un terzo rispetto al 2003. Insomma, fedi e ideologie appassionano sempre meno la “generazione della rete”.

IL CONCORSO PER IRC CHE COSTA ALLO STATO

Pertanto, secondo il conduttore di Melognon avrebbe alcun senso bandire un nuovo concorso destinato agli insegnanti di religione, considerato anche il costo cospicuo che tale categoria di docenti rappresenta per le casse dello Stato. Ma non basta: Nicoletti continua ritiene che l’iter di selezione dei docenti di religione sarebbe un orpello fascista.

In chiusura di trasmissione, propone un sondaggio agli ascoltatori di Radio 24, ovvero 3 diverse proposte alternative all’ora di religione a scuola:

1) educazione alla scienza e al pensiero scientifico
2) educazione alla salute e alla prevenzione
3) cultura digitale e gestione relazioni web

LA REPLICA DELLO SNADIR

Non si è fatta attendere la risposta dello Snadir, il sindacato nazionale autonomo degli insegnanti di religione, che tramite il segretario generale Orazio Ruscica, risponde punto su punto a Nicoletti: “iniziamo col sottolineare un errore grossolano da parte del conduttore: Nicoletti pensa che ai 25.000 docenti di religione il Miur ne aggiungerà altri 4.000 attraverso il nuovo bando di concorso, da qui la critica sui costi addossati allo Stato. Invece, la verità è che tra i 25.000 si contano gli idr di ruolo e quelli non di ruolo. Il Miur bandendo il concorso farà in modo che, nel rispetto della legge 186/2003, i docenti non di ruolo possano passare a tempo indeterminato. Quindi nessun nuovo Idr, ma soltanto la possibilità di avere il contratto a tempo indeterminato per 4.600 precari che già insegnano religione”.

Ruscica difende la portata scientifica dell’insegnamento della religione cattolica a scuola, oltre a rigettare qualsiasi connessione con il fascismo, come Nicoletti ha riferito nel suo intervento.

Infine, lo Snadir vuole sottolineare, “riguardo la scarsa affezione alla religione da parte dei ragazzi, che ad oggi ancora quasi il 90% degli studenti sceglie l’ora di insegnamento della religione cattolica. E questa è la conferma che i giovani, anche se ritengono poco importante la scelta di fede, riconoscono comunque il valore dell’insegnamento che offre loro contenuti e strumenti per riflettere sulla complessità dell’esistenza umana nel confronto aperto fra cristianesimo e altri orizzonti di senso”, conclude il segretario Ruscica, che auspica in futuro un confronto con il conduttore Nicoletti.

https://www.tecnicadellascuola.it/gli-studenti-non-vogliono-piu-lora-religione-la-polemica-radio24

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PERCHÉ ESISTE L’ORA DI RELIGIONE CATTOLICA?

https://www.uaar.it/laicita/ora-di-religione/

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LETTERA AGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE CATTOLICA

http://irc.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/29/2017/08/29/LETTERA-AGLI-INSEGNANTI-DI-RELIGIONE-CATTOLICA.2017.pdf

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