E’ stato rinviato a  giudizio con la pesante accusa di violenza sessuale, l’insegnante del liceo musicale, accusato un anno fa di molestie nei confronti di un paio di ragazze

 


Accusato da loro e anche dalle famiglie. Sospeso dall’insegnamento, per una linea prudenziale adottata dalla scuola, e sotto inchiesta da quei giorni da parte della Procura, ha sempre negato tutto. Ma stamani davanti ai tre giudici è arrivato il rinvio a giudizio. 

Ha sempre affidato le sue reazioni e le sue ragioni all’avvocato Maria Leda Coradeschi. “Cado dalle nuvole: chi mi conosce sa che un’accusa del genere è pazzesca». Diceva.

Le accuse sono state subito chiare, le ragazze si sono sfogate prima con i genitori e poi direttamente con la scuola: e alla fine hanno ripetuto la loro versione anche nell’incidente probatorio. Due ragazze impegnate a prendere dimestichezza con uno strumento ad arco, uno dei tanti i cui segreti al Musicale vengono insegnati da anni. Un docente non di ruolo ma di assoluto prestigio: è infatti anche concertista a livello internazionale, organizzatore di festival ed eventi che nel suo settore hanno lasciato una traccia profonda.

«Non ho fatto nulla – spiegava al suo avvocato – di quanto sono accusato. Solo un equivoco». E quello che lui definiva una caratteristica propria del suo insegnamento. «E’ un mestiere che non è fatto solo di cultura musicale ma anche di postura, di approccio fisico: si deve prima di tutto insegnare come si tenga uno strumento. E poi come lo si suoni: rilassando i muscoli, le spalle, la schiena. La posizione è decisiva».

Di là tutt’altra versione: frasi, gesti, sfioramenti prendono tutt’altro significato, perdono qualsiasi aspetto tecnico per trasformarsi in vere e proprie molestie. E per presunte molestie il docente era indagato, fino ad oggi, quando l’inchiesta, condotta dal Pm Julia Maggiore, è giunta al passo decisivo. 

L’episodio al Liceo Musicale ha fatto scalpore. Quella scuola è un piccolo mondo, un microcosmo compatto, nel quale insegnanti e allievi passano molte ore insieme, considerando anche le prove e i ritorni pomeridiani. E come sempre in questi casi nascono due fronti. C’è chi difende le ragazze a spada tratta, chiedendo sia fatta chiarezza fino in fondo. C’è chi scuote la testa, specie nel mondo musicale aretino: chi conosce a fondo l’artista nega decisamente che possa in qualche modo essersi macchiato di un reato del genere.