Il  titolo non vuole essere una provocazione da parte di chi scrive, ma certo,  così accostate queste categorie richiamano una riflessione vagamente triste e  malinconica della condizione dei docenti nel nostro paese e del modo in cui  essi sono considerati. Si tratta di una citazione riportata fedelmente, e se  non fosse altissima la fonte da cui proviene, non sarebbe nemmeno degna di considerazione…(da rete scuole)


Insegnante, impiegato, truppa. di Cosimo De Nitto
 
Il  titolo non vuole essere una provocazione da parte di chi scrive, ma certo,  così accostate queste categorie richiamano una riflessione vagamente triste e  malinconica della condizione dei docenti nel nostro paese e del modo in cui  essi sono considerati. Si tratta di una citazione riportata fedelmente, e se  non fosse altissima la fonte da cui proviene, non sarebbe nemmeno degna di considerazione.

 Quale attinenza questi tre termini abbiano tra di loro è difficile  stabilirlo, non parliamo poi se li si usa in un contesto che li richiama quasi come sinonimi e al posto della virgola ci mettiamo l’e/o per cui  diventa insegnante e/o impiegato e/o truppa.
 Messa così l’insegnante viene, allora, considerato nella sua funzione alla  stessa stregua dell’impiegato e della truppa.

 Che gli insegnanti siano ritenuti degli impiegati è possibile solo nei casi  in cui non c’è la benché minima conoscenza del ruolo che essi svolgono,  dell’importanza che essi hanno nella formazione delle coscienze, conoscenze e  competenze delle nuove generazioni, e quindi per lo sviluppo futuro del  Paese.
 I bambini/ragazzi/giovani non sono pratiche burocratiche da evadere, timbri e  protocolli da apporre e svolgere, la loro mente non è costituita da faldoni  da riempire con fogli e documenti appositamente firmati e protocollati, le  loro coscienze si formano con processi molto complicati che non assomigliano  minimamente alle routine sequenziali e lineari di chi svolge un lavoro  burocratico e dialoga soprattutto con le carte. Anche quando l’impiegato  svolge lavoro di sportello, il suo dialogo con l’utenza è sempre funzionale,  mai intezionalmente formativo, educativo e il lavoro dell’insegnante, stando  al dettato costituzionale, non è mai puramente esecutivo, anche se non manca  chi lo vorrebbe tale. Il fascismo, per esempio, lo ha voluto tale. Ma ha  voluto anche considerare gli insegnanti come dei soldati del duce e del PNF,  al quale obbligavano l’iscrizione e la fedeltà, al pari, appunto della  truppa.

 Eppure, nonostante queste abissali diversità, il lavoro dell’insegnante  continua ad essere rappresentato come lavoro impiegatizio, ma mai, finora, mi  era capitato di vederlo accostato sinonomicamente al termine/categoria di  truppa.
 “Definita nel 1568 come “qualsiasi organico di forza  militare”, la parola “truppa” arriva dal francese troupe, dove  assume significato militare verso la fine del 1400.
 Dal francone “thorp”, villaggio, insieme di persone, branco, venne  ripresa dal latino con “troppus”, gregge. “. (Dal sito  dell’Esercito Italiano).
 Ecco, appunto, gregge; mai l’etimo ha tanto aiutato a cogliere il significato  profondo del lemma in tutte le sue sfumature, ivi compreso quello di un  insieme di persone che, come un’unica entità, ha solo un compito, quello di  eseguire gli ordini dall’alto.
 E che c’azzecca l’insegnante con il soldato? Se si capiscono bene i motivi e  le necessità funzionali che danno luogo alla formazione della truppa, che,  per rispondere alla sua mission, deve essere così, non si capisce quali  motivi mai possano in qualche modo anche solo accostare il ruolo  dell’insegnante a quello del soldato.
 Sarebbe far torto all’intelligenza di chi legge elencare i motivi che vedono  queste due figure completamente opposte tra loro. Uno solo per tutti:  l’insegnante educa al pensiero critico e divergente, base dell’autonomia  della persona e del cittadino. Il soldato deve solo obbedire in modo conforme  agli altri, come un solo uomo senza identità e senza personalità.
 A questo punto qualcuno dirà che magari è nei sogni e nelle aspirazioni non  tanto segrete di questo governo trasformare i docenti in impiegati prima e in  soldati poi.

 I compilatori del questionario INVALSI 2009-2010 che ha lo scopo di rilevare  la condizione socio-economico-culturale dei genitori degli alunni, nella  parte che riguarda l’occupazione concepiscono una casella da barrare con i  tre nomi, “insegnante, impiegato, truppa”. Ma quale conoscenza  utile potrà mai essere ricavata da questa casella?
 E’ la stessa cosa essere figlio di insegnante, impiegato, truppa? Questo  mescolone non dice niente, nè del retroterra affettivo e culturale degli  alunni, né dell’effettivo stato socio-culturale dei genitori.
 Resta il risentimento per aver messo sullo stesso piano categorie sociali,  ruoli e funzioni molto diversi tra loro. E resta l’amarezza che a non aver  ancora capito il ruolo degli insegnanti non è gente comune e ignorante, ma il  Ministero della Istruzione ormai sempre meno Pubblica.

 Cosimo De Nitto