La ministra Fedeli: qualcosa abbiamo sbagliato. Non qualcosa, tutto

Questo è il dialogo: suonare insieme agli altri. E voi avete suonato da soli, senza essere solisti ma, soprattutto, senza essere musicisti.

State sereni le elezioni si avvicinano e per noi insegnanti è un appuntamento importante. Un appuntamento a cui non vogliamo mancare.

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LA MINISTRA FEDELI: QUALCOSA ABBIAMO SBAGLIATO. NON QUALCOSA, TUTTO

“Non si può avere investito risorse e assunto 100mila persone e avere tutto il mondo della scuola contro: evidentemente qualcosa dobbiamo avere sbagliato”. Così parla la Ministra Fedeli durante la festa del Partito democratico a Reggio Emilia. “Io penso – ha aggiunto – che una delle ragioni è che quando si vogliono fare dei cambiamenti, bisogna coinvolgere gli interlocutori con un confronto vero sugli obiettivi e sulla qualità della proposta. Nel momento in cui tu condividi l’obiettivo è molto più facile trovare i punti di sintesi”. (Fonte Orizzonte Scuola).

Queste esternazioni, noi insegnanti, le abbiamo già lette pochi mesi fa dall’ex-premier Renzi. Parole riprodotte da una Ministra la quale, essendo stata una sindacalista, per cui in teoria a fianco dei lavoratori, dovrebbe saper ascoltare. Ma l’ascolto al MIUR (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca), deve essere un’esperienza mai esplorata. Una Ministra, insieme al suo staff, dovrebbe conoscere, studiare, capire, e soprattutto dialogare con i suoi principali attori. E quegli attori sono gli insegnanti che sono stati esclusi da ogni tipo di collaborazione e di partecipazione attiva. Insegnanti che avrebbero potuto migliorare, seppur in modo minimo, questa ennesima riforma della Scuola che ha creato il più grande caos mai provocato da un essere umano. Neanche Gelmini, ha procurato tutto questo malessere.

Ma andiamo per ordine. Innanzi tutto questo governo Renzi non ha messo in ruolo tutti gli insegnanti per un diritto sociale e civile. No, gli insegnanti sono stati assunti perché l’Europa che nominiamo sempre, ma a questo proposito è stata chiarissima, minacciava l’Italia di una multa colossale se gli insegnanti oltre i 36 mesi di insegnamento non fossero stati assunti. Vedi la Direttiva Ue 1999/70/CE sulla stabilizzazione del personale pubblico. Per cui facciamo cadere questo luogo comune che il PD ci abbia fatto un favore.

Noi insegnanti abbiamo continuamente lanciato appelli d’allarme sulla situazione della scuola dopo la nefasta riforma. Una riforma che ci ha reso tutti più precari di prima. Insegnanti a cui la vita è stata sradicata: docenti del Sud catapultati in paesini del profondo Nord, docenti del Nord indirizzati verso luoghi da cercare sulla cartina geografica. E tutto ciò quando i posti di lavoro non mancavano nelle rispettive regioni. Ma si sa, vi siete fidati di un algoritmo, invece che delle nostre voci. Giusto, così si costruisce una Scuola. Senza l’ascolto. Avete voluto una Scuola che didatticamente abbatte l’insegnamento, per dar spazio alla burocratizzazione. Ci obbligate a soddisfare moduli, carte da riprodurre in modo seriale. Avete creato la scuola a progetto invece di progettare la Scuola. Ma in tutto ciò, non vi è mai venuto in mente di dare uno sguardo al nostro contratto di lavoro.

Il nostro stipendio è il più basso d’Europa, ma lavoriamo quanto i nostri colleghi e abbiamo un salario che a molti non basta per vivere decentemente. Altro che bonus. Aumento dello stipendio ora e subito! È notizia di pochi giorni fa l’approvazione della Scuola superiore ridotta di un anno, una scuola media forse ridimensionata, l’obbligo scolastico a 18 anni, una promozione garantita, nessun compito a casa e uso dello smartphone in classe. Ma avete chiesto a noi per una volta se eravamo d’accordo? Avete raccolto i nostri malcontenti, la nostra disapprovazione, la nostra condanna? No, mai. E lei Ministra viene dal mondo sindacale. Questo indica quanto si può cambiare quando il potere si appropria anche delle linee fondamentali di una vita. Avete assunto insegnanti meravigliosi che avete relegato a fare supplenze, ad un parcheggio obbligato in aula insegnanti. Docenti che hanno perso la loro identità e la loro parità. Avevate promesso un inizio di Scuola regolare.

Mancano docenti dovunque, i ragazzini disabili sono senza sostegno, classi senza insegnanti di italiano, lingue, matematica. Ma voi qualche volta, pensate agli studenti, oppure sono degli optional collocati in aule che si sgretolano, infissi bacati, tarlati, LIM che non funzionano, connessione wifi che non esiste? Volete che vi facciamo uno schemino come ha fatto la vostra responsabile della scuola PD, Onorevole Malpezzi? E poi, ci chiedete dove avete sbagliato? Avete sbagliato a crederci degli ignoranti, a farci passare per pecore e a trasmettere questo messaggio all’opinione pubblica. Lei Ministra, ma intendo voi, voi che credete ora di addolcirci con queste melense esternazioni, non ascoltate perché vi ascoltate da soli.

Temendo che tra poco tutto sarà finito.

Le ricordo, Ministra, che chi non ascolta non può dialogare insieme agli altri. Un solista non può essere un solista di successo se non sa suonare anche la musica da camera. Il dialogo tra strumenti, il dar voce all’altro per abbassare la propria, sottolineare il tema con gli altri strumenti, condividendolo con gli altri strumenti, arricchire l’armonia con tutti timbri, con tutte le dinamiche che uno strumento può evocare. Questo è il dialogo: suonare insieme agli altri.

E voi avete suonato da soli, senza essere solisti ma, soprattutto, senza essere musicisti. State sereni le elezioni si avvicinano e per noi insegnanti è un appuntamento importante.

Un appuntamento a cui non vogliamo mancare.

(https://www.alganews.it/2017/09/17/la-ministra-fedeli-qualcosa-sbagliato-non-qualcosa/)

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Su Vincenzo Pascuzzi

Vincenzo Pascuzzi: è stato docente precario per quasi venti anni prima del ruolo. Ha insegnato Matematica, Elettrotecnica, Fisica in vari licei, istituti tecnici e professionali di Roma. Segue le vicende dei precari e della scuola. Interviene con note e articoli su vari siti, blog, ml. Partecipa al gruppo Iuas (Insiemeunaltrascuola) e al gruppo facebook Invalsicomio.

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