La d.s. Marianeve Rossi è invece arrivata al “Regina Margherita” di Torino l’1 settembre 2017, “trasferita” dal “Nervi-Fermi” di Alessandra un anno prima rispetto al 31 agosto 2018. Il perché dell’anticipata conclusione di un anno del triennio ottobre 2015-agosto 2018 potrebbe trovare riscontro tra i quotidiani on line di Alessandria, in particolare nel “Quotidiano on line Alessandria”.

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La d.s. Rossi dal “Nervi-Fermi” di Alessandria al “Regina Margherita” di Torino un anno prima della fine del contratto triennale.

di Polibio – 13 febbraio 2018

Un “mistero” dopo l’altro coinvolgono in Piemonte due istituti di scuola secondaria superiore (il “Nervi-Fermi” di Alessandria e il “regina Margherita” di Torino) e la dirigente scolastica del liceo “Regina Margherita” di Torino, Marianeve Rossi, da qualche giorno assente e provvisoriamente sostituita, si ritiene fino alla metà del mese di aprile, dalla dirigente scolastica del liceo “D’Azeglio” di Torino, Chiara Alpestre.

Due mesi dopo l’arrivo da Alessandria della preside Marianeve Rossi, gli insegnanti avevano compattamente capito lo strapotere da preside-padrona e che in quel modo non poteva continuare: urla e scenate in vicinanza di genitori e studenti, insegnanti cacciati dalla presidenza, il bagno dei docenti trasformato in toilette personale della preside. Il Collegio dei docenti mise ai voti, l’1 novembre 2017, una mozione, che venne approvata da 152 insegnanti (12 astenuti, 2 contrari), esprimendo solidarietà nei confronti dei colleghi vicari che si erano dimessi. Nei confronti della d.s. Rossi, le prove a suo carico sono numerose, il giudizio ampiamente negativo concernente i suoi comportamenti è degli insegnanti, del personale ata, degli studenti e dei genitori degli studenti. Ciò è  stato descritto negli articoli pubblicati dai quotidiani on line piemontesi. Al termine del collegio dei docenti è stato detto che “senza un clima più sereno è impossibile lavorare insieme. Difficile lavorare con una persona con cui non riesci a parlare”. E anche che “la preside non ammette di essere contraddetta, grida, accusa di essere minacciata, dice che ha intorno sobillatori, ha atteggiamento fortemente autoritario che nessuno è più in grado di tollerare”. Il conflitto tra la preside del liceo “Regina Margherita” di Torino, Marianeve Rossi, e il personale docente e ata è diventato sempre più profondo e irrisolvibile. Cosicché ha indotto le RSU a proclamare uno sciopero di tutto il personale docente e ata, col sostegno della Flc-Cgil, della Cisl-Scuola e della CubSur, fissato per il 30 gennaio 2018. Intanto si svolgerebbero indagini ispettive, indette dall’USR per la regione Piemonte. Il fine è quello di accertare quanto è accaduto nel liceo “Regina Margherita” a decorrere dall’1 settembre 2017. A proposito dello sciopero del liceo “Regina Margherita”: “è pienamente riuscito a riprova della gravità della situazione”. “Altissima adesione allo sciopero del liceo Regina Margherita di Torino”. Nel comunicato stampa di Flc-Cgil Torino, Cisl-Scuola Torino, CubSur Torino, Rsu Regina Margherita: “Il personale della scuola, gli studenti e i genitori hanno partecipato al presidio. Più di trecento persone erano in corso Vittorio Emanuele davanti agli uffici della direzione scolastica regionale.

La d.s. Marianeve Rossi è una dei 18 d.s. iscritti del Piemonte (segretaria regionale la d.s. Rita Guadagni, che pertanto potrebbe assentarsi dalla scuola anche per lunghi periodi!) al sindacatino Dirigentiscuola, segretario generale nazionale Attilio Fratta, in pensione dal 2011, e da allora a capo, da segretario-padrone dalle numerose cause perse – come in particolare risulterebbe evidente anche e soprattutto dalle esplicite motivazioni e dal contenuto dei documenti che hanno portato le cariche apicali a dimettersi, rispettivamente, da vicesegretario generale nazionale (Gennaro Di Martino, che un anno prima aveva sostituito il vicesegretario generale nazionale Maria Rosalba Lupia, dimessasi per motivi alquanto seri), da presidente del Collegio dei revisori dei conti nonché segretario regionale della Sardegna (Giannetto Cadau) e con lui si sono dimessi tutti i soci della Sardegna, da presidente del Collegio dei probiviri (Maria Frisella), da componente la Segreteria generale nazionale (Alessandro Calabrese), e con loro si sono dimessi anche molti soci, soprattutto della Sicilia, della Campania, della Calabria – e da migrante da una sigla all’altra, con qualche espulsione determinata da motivi alquanto seri. In quei documenti, facendosi riferimento al segretario generale nazionale “migrante” da una sigla all’altra, anche di tipo confederale, si trova chiaramente scritto di “mala gestio”, di “autoritarismo”, di “procedimenti disciplinari farsa” per “perseguire i dissidenti” ed “espellere i non allineati”, di “assenza di trasparenza per avere ostacolato e impedito ai revisori dei conti la verifica contabile prevista dallo statuto” (“mancata rendicontazione ai soci” di ingenti somme incassate, “involuzione autoritaria”, “irregolarità amministrative”, allocazione della “sede legale in un locale di proprietà delle figlie”, dove hanno “anche sede spazio musica, associazione presieduta da una di esse”, e vi è “stato allocato … l’ente di formazione Athena-Disconf”: una complessiva “locazione” per la quale Dirigentiscuola corrisponderebbe somme ingenti senza regolare contratto e senza che di questo siano mai stati informati gli organi statutari”). Si tratta di affermazioni alquanto gravi che vanno esaminate dalle autorità competenti e, se accertate, quindi corrispondenti a verità, perseguite a norma di legge.

Adesso, dopo la questione liceo “Regina Margherita” di Torino, che ha visto alquanto agitati il segretario generale nazionale di Dirigentiscuola, Fratta, e la segretaria regionale dello stesso sindacatino, Rita Guadagni, sono emerse altre questioni che hanno riguardato, ad Alessandria, all’Istituto secondario superiore “Nervi-Fermi”, la d.s. Marianeve Rossi, in quella sede scolastica con decorrenza giuridica dall’1 settembre 2015, economica dalla effettiva presa di servizio fissata per il 13 ottobre 2015, per la durata di 3 anni scolastici (quindi, cessazione il 31 agosto 2018), come da contratto sottoscritto da lei e dal D.G. dell’USR per il Piemonte, dottor Fabrizio Manca. La d.s. Marianeve Rossi è invece arrivata al “Regina Margherita” di Torino l’1 settembre 2017, “trasferita” dal “Nervi-Fermi” di Alessandra un anno prima rispetto al 31 agosto 2018. Il perché dell’anticipata conclusione di un anno del triennio ottobre 2015-agosto 2018 potrebbe trovare riscontro tra i quotidiani on line di Alessandria, in particolare nel “Quotidiano on line Alessandria”. Tra i tanti documenti che vengono inviati a Polibio, che sulle questioni scolastiche, a difesa dei lavoratori della scuola (in particolare, docenti, personale ata e studenti), svolge da decenni un lavoro investigativo tipico del giornalismo d’inchiesta, e di tante anomalie è venuto a conoscenza, ci sono gli articoli pubblicati da “Alessandria”, quotidiano on line, su fatti concernenti l’Istituto secondario superiore “Nervi-Fermi”, in particolare l’Istituto “E. Fermi”, nell’anno scolastico 2016-2017, e anche concernenti il liceo “Regina Margherita” di Torino nei primi mesi dell’anno scolastico 2017-2018, sempre in ordine al comportamento che sarebbe stato tenuto, stando al contenuto degli articoli pubblicati da “Alessandria” quotidiano on line e di quelli pubblicati da altri siti, dalla d.s. Marianeve Rossi ad Alessandria, prima, e a Torino, dopo. Ovviamente, tutto è da accertare da parte delle autorità competenti, compreso il Miur con ispezioni ministeriali seguite da conseguenti provvedimenti.

Il 7 febbraio 2018, il quotidiano on line “Alessandria” ha pubblicato un articolo, riferendosi a comportamenti della d.s. Marianeva Rossi, nel quale è scritto che “la preside ‘padrona’ che ‘volontariamente’ si era allontanata dall’Istituto Nervi-Fermi dopo essere stata denunciata dal nostro giornale per avere abusato della sua autorità interrogando e accusando in classe di fronte ai suoi compagni lo studente all’epoca minorenne, 17 anni, Andrea Amato, figlio del sottoscritto Giuseppe Amato” (direttore responsabile del Quotidiano on line), “senza la presenza dei genitori e non nella sede appropriata per questo genere di interventi, che ovviamente non poteva essere l’aula scolastica”. Il fatto era accaduto nel mese di maggio del 2017, quando la d.s. Rossi aveva “bloccato le lezioni per 1 ora e 25 minuti” – e il quotidiano on line si chiedeva “se sia lecito impedire il regolare svolgimento delle lezioni da parte della dirigente scolastica per interrogare, intimidire e denigrare lo studente, tra l’altro minorenne e senza darne avviso ai genitori, di fronte ai suoi compagni, pretendendo di sapere i nomi di chi lo aveva aiutato a scrivere la denuncia, accusando del fatto un non ben identificato complotto dei sindacati contro la sua persona” –, ma non si era “resa conto che altri studenti presenti, al poco piacevole spettacolo, la stavano registrando e che in seguito hanno fatto pervenire ai genitori di A.A. e conseguentemente alla nostra redazione” (che non le ha rese pubbliche) “le dichiarazioni della dott.ssa Maria Neve Rossi … entrata nella classe 3^ dell’istituto ‘E. Fermi’ accompagnata da un’altra insegnante, identificata come vice preside dell’istituto ‘Nervi’, con il compito di prendere appunti e fare da testimone eventuale contro lo studente A.A.”. Nell’articolo del 7 febbraio 2018, pubblicato dal quotidiano on line “Alessandria”, è anche scritto che “al termine di un’ora e mezza di allusioni e minacce neppure troppo velate” la preside lasciava l’aula”, “il file audio veniva fatto pervenire” al direttore del Quotidiano on line “Alessandria” “per denunciare quanto era accaduto” e che si sta attendendo di “consegnare alle autorità insieme ad un corposo fascicolo di denunce firmate dagli studenti, dai professori e dal personale del Nervi Fermi”.

Può essere stata conseguenza di quanto accaduto al “Nervi-Fermi” di Alessandria il trasferimento anticipato di un anno, rispetto ai tre anni del contratto individuale di lavoro, della d.s. Marianeve Rossi al liceo “Regina Margherita” di Torino, dove, purtroppo, quanto è accaduto dal suo arrivo, l’1  settembre 2017 – passando per il collegio dei docenti dell’1 novembre, quando 152 insegnanti votarono la mozione esprimendo solidarietà nei confronti dei colleghi dimissionari –, allo sciopero e alla manifestazione del 30 gennaio 2018 svoltasi, con la partecipazione di trecento persone (docenti, personale ata, studenti e genitori), da via Valperga al palazzo nel quale ha sede l’USR per il Piemonte, è stato causato dalla gestione della stessa d.s. duramente contestata. Un “trasferimento” perché la permanenza ad Alessandria, al “Nervi-Fermi” o in qualsiasi altro istituto scolastico, evidentemente non poteva continuare. Un “trasferimento”, ovviamente, in altra provincia del Piemonte, che in definitiva, ma questo non è dato sapere, avrebbe potuto escludere un procedimento e un provvedimento disciplinare, magari con sanzione notevole. Va tuttavia evidenziato che per il 7 ottobre 2017, quindi dopo l’anticipato “trasferimento” della d.s. Rossi dal “Nervi-Fermi” di Alessandria al “Regina Margherita” di Torino, e potrebbe dirsi che non si è trattato di un semplice “caso”, ma di un “evento” derivante dall’anticipato “trasferimento” della d.s. Rossi, Dirigentiscuola ha indetto, guarda caso, un’assemblea sindacale proprio nel liceo statale “Regina Margherita” di Torino, alla quale sono intervenuti il D.G. dell’USR per il Piemonte dott. Manca e il vicedirettore dott. Bordonaro, che si sono trattenuti per un’ora e mezza, ricevendo grande attestazione e stima per l’associazione Dirigentiscuola e per il segretario generale nazionale Fratta

Nonostante tutto ciò, da parte del segretario generale nazionale di Dirigentiscuola, Attilio Fratta, si è scatenata, dal mese di novembre del 2017 al 30 gennaio 2018, e prosegue con grande acrimonia di Fratta, una guerra aperta contro il Direttore Generale dell’USR per il Piemonte, dichiarando il Fratta di essere capaci di organizzare anche manifestazioni sotto l’USR, di proclamare lo stato di agitazione della dirigenza scolastica regionale e la disobbedienza civile, azioni di sciopero e manifestazioni non solo sotto l’USR, pronti a innalzare anche barricate se costretti; minacciando ricorsi per condotta antisindacale e manifestazione di protesta; continuando “a invitare la categoria alla disobbedienza offrendo le garanzie del caso”, perché “chi aderisce alle iniziative sindacali è tutelato dalla legge e non deve temere alcuna ritorsione”. Insomma, dato che la d.s. Rossi è socia di Dirigentiscuola – segretario generale nazionale Fratta (residente a Foggia, a pochi metri dalla sua residenza, nella quale c’è la sede legale della Società agricola Fargi, della quale è socio amministratore e rappresentante dell’impresa, c’è, da parecchio tempo, la sede legale, operativa e amministrativa del sindacatino, e noto non solo per le molte cause perse e per qualche espulsione sindacale inflittagli  per questioni rilevanti, ma anche e soprattutto per il licenziamento della dsga del liceo “Marconi” di Foggia sulla base di eclatanti falsità e di illegittimità da lui commesse accertate dal Tribunale di Foggia in funzione di Giudice del lavoro, e per gli ingenti danni causati allo Stato e quindi ai contribuenti (l’illegittimo licenziamento della dsga, reintegrata in servizio, è già costato allo Stato e quindi ai contribuenti oltre 200.000 euro) –, sarebbe “tutelata” da Dirigentiscuola, che intenderebbe scaricare su altri le responsabilità scaturenti dalle azioni che sarebbero state da lei commesse, agendo pesantamente, utilizzando espressioni e minacce, addirittura contro il D.G. dell’USR per il Piemonte dottor Manca, forse perché non sarebbe stato obbediente alle sue richieste di agire contro il personale docente e ata del “Regina Margherita”, che protesta compatto contro la mala gestio della d.s., e di dare piena ragione alla d.s. nonostante quanto veniva a lei attribuito dal personale della scuola, dagli studenti e dai loro genitori.

A tal proposito, e non solo, va riletto un documento inviato dal segretario Fratta alla ministra Fedele: “La Politica intervengo prima che la categoria, esasperata, reagisca anche in modo violento”. Sì, così è stato scritto in un documento della segreteria generale nazionale di Dirigentiscuola inviato alla ministra del Miur Fedeli. Al quale, il 31 gennaio dell’anno in corso, si è aggiunta una nota di Dirigentiscuola a proposito dell’Aran che insedia e convoca il Comitato paritetico previsto dall’art. 43 del D.Leg. 165/2001. Nella nota è scritto che la rappresentatività di Dirigentiscuola è cresciuta ulteriormente “nonostante un anno di attacchi di bassissimo profilo diramati con comunicati scritti da mercenari – espulsi dalla Dirigentiscuola – e congiurati dell’ultima ora che ora si stanno leccando le ferite e che stanno meditando di imitare il gesto di Giuda … uando non s……..QuanQQQQuando non si hanno argomenti si ricorre alla calunnia e alla diffamazione … I colleghi non si comprano con i week-end gratuiti, con i soggiorni negli alberghi a quattro stelle, con i gadget e con le bufale dei mercenari espulsi dalla Dirigentiscuola”. Da parte del segretario generale nazionale di Dirigentiscuola, Attilio Fratta, peraltro imprenditore agricolo, socio amministratore e rappresentante dell’impresa agricola, è avvenuta, come “regalo” ai circa 40 soci presenti nel corso di un incontro, una distribuzione, che ovviamente sarà stata certificata da fattura per giustificare l’avvenuto acquisto, di bottiglie ciascuna delle quali contenente 75 cl. di olio (16 euro ciascuna, un litro 20 euro), provenienti, come precisato da alcuni dei partecipanti, dall’azienda agricola della quale  il Fratta è imprenditore, socio amministratore e rappresentante.

Catania, 13 febbraio 2018

Polibio

polibio.polibio@hotmail.it

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ALESSANDRIA. PROVACI ANCORA PROF. LA DIRIGENTE SCOLASTICA INVECE DI CHIARIRE MINACCIA QUERELE.

link: https://quotidianoalessandriaastionline.wordpress.com/2017/05/18/alessandria-provaci-ancora-prof-la-dirigente-scolastica-invece-di-chiarire-minaccia-querele-intanto-si-fa-strada-il-metodo-dei-cutolo-di-antica-memoria/

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ALESSANDRIA. GLI STUDENTI DELL’ISTITUTO I.I.S. E.FERMI CHIEDONO LA RIMOZIONE 

link: https://quotidianoalessandriaastionline.wordpress.com/2017/05/12/alessandria-gli-studenti-dellistituto-i-p-s-i-a-e-fermi-chiedono-la-rimozione-della-dirigente-scolastica/

 

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ALESSANDRIA. LA DIRIGENTE SCOLASTICA,DOTT.SSA MARIA NEVE ROSSI,INTERROMPE PER 1 ORA E 25 MINUTI LE LEZIONI PER INTERROGARE,INTIMIDIRE E ANNICHILIRE LO STUDENTE “MINORENNE” “REO” DI AVERLA DENUNCIATA: SENZA LA PRESENZA DEI GENITORI.

link: https://quotidianoalessandriaastionline.wordpress.com/2017/05/31/alessandria-la-dirigente-scolasticadott-ssa-maria-neve-rossiinterrompe-per-1-ora-e-25-minuti-le-lezioni-per-interrogareintimidire-e-annichilire-lo-studente-minorenne-reo-di-averla-denunci/

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