Ultima domanda: chi è che, oggi, si occupa e si preoccupa delle condizioni strutturali delle scuole siciliane? Non c’è il pericolo che crollino sulle teste dei ragazzi e dei docenti, vero? Una radio ha intervistato la preside di una scuola superiore di Palermo. Che ha detto che della sicurezza ormai si occupa lei utilizzando i fondi che dovrebbero servire per la didattica.

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La scuola è ancora un diritto? Ce lo chiediamo alla luce dei ‘contributi volontari’ chiesti ai genitori…

I problemi sono in tutta l’Italia. Ma noi ci occupiamo della Sicilia. Sulla rete, in queste ore, si parla molto della scuola. E’ arrivato il freddo e si teme che, per mancanza di soldi – le Province sono fallite – studenti e docenti vengano lasciati al freddo. L’incredibile storia dei “contributi volontari”: tanto volontari che vengono richiesti ai genitori dei ragazzi…

La scuola è ancora un diritto? Sappiamo che della manutenzione delle scuole – parliamo degli edifici scolastici – dovrebbero occuparsi le Province. Ma sappiamo anche che in Sicilia – ma a quanto non soltanto in Sicilia – le Province sono praticamente fallite, visto che non riescono nemmeno a pagare gli stipendi ai circa 6 mila e 500 dipendenti. Da qui la domanda: chi è che, oggi, si occupa della manutenzione degli edifici scolastici?

Sulla rete gli articoli che parlano di scuole senza soldi non si contano più. Su La Repubblica, edizione di Bologna, il titolo di un articolo dice tutto:

“Scuole e strade a rischio saranno chiuse”. (QUI L’ARTICOLO)

In Sicilia, ormai da tempo, le strade provinciali sono state praticamente abbandonate. Molto non sono più percorribili, soprattutto d’inverno. Ma non gliene frega niente a nessuno.

Tornando alle scuole, anche Brescia non se la passano bene. In un articolo del 23 maggio scorso su QuiBrescia il titolo non lascia dubbi:

“Provincia: senza soldi pronto a chiudere le scuole” (QUI L’ARTICOLO).

E in Sicilia? Leggiamo sulla pagina facebook di Monica Modica:

“Sabato mattina il Preside ha convocato i rappresentanti dei genitori per rendere nota la disastrosa situazione economica in cui versa la scuola, in quanto le risorse economiche sono state drasticamente ridotte.
La PROVINCIA, principale fonte di finanziamento delle scuole, nell’attesa di capire se è stata soppressa o meno, ha avuto tagliati i fondi quindi non può più finanziarle.
La REGIONE ha diminuito i fondi destinati alle scuole del 40%.
Lo STATO, poiché siamo una Regione a Statuto speciale, contribuisce solo in parte residua, nello specifico, per i licei, con 12 euro annue a ragazzo disabile, per il sostegno e poco altro.
Il contributo delle famiglie, sebbene volontario, è utile non solo per finanziare l’ampliamento dell’offerta formativa, ma anche per pagare l’assicurazione a tutti i nostri figli.
Eppure negli ultimi anni è stato versato solo dal 40% delle famiglie umbertine con ulteriore disagio e aggravio per le finanze dell’Istituto.
Il contributo pur essendo di natura volontaria in questo periodo di forte disagio economico delle scuole (a causa degli scarsi finanziamenti) infatti è diventato, purtroppo, di fondamentale importanza.
Si chiede, cortesemente, a tutti coloro, naturalmente, che possono e che non lo hanno ancora fatto a versare il contributo.
Grazie per l’attenzione”.

Insomma, in Sicilia si chiedono soldi ai genitori degli studenti. Possibile?

Sulla pagina facebook di Monica Modica il dibattito è interessante.

Scopriamo, così, che i soldi ai genitori vengono chiesti anche in altre parti d’Italia. Dice Concetta Trevisano:

“Non è solo la Sicilia in questa situazione. Mia figlia studia a Firenze e ogni anno verso 100 euro di contributo volontario, considera che la scuola è dentro al collegio che mi costa 6.000,00 all’anno”.

C’è chi pone la domanda: se è un contributo volontario perché lo chiedono?

Risposta: “Se puoi lo dai”.

Scrive Livio Butera: “Il MIUR si è espresso: è illegale”.

Claudia Martinello scrive da Ferrara:

“Ti danno anche il bollettino, per lo meno a Ferrara”.

Interviene Loredana Novelli, sindacalista battagliera:

“Controlla se nel contributo volontario c’è anche la copertura assicurativa. La copertura assicurativa è obbligatoria mentre contributo volontario è volontario nonché libero. Diversamente è illegale”.

Precisa Siderea Tanit Ferro:

“Noi ne chiediamo 70. È vero, purtroppo, che è diventato tutt’altro che volontario, ma solo grazie a quello si riescono a garantire cose come il comodato d’uso dei libri, il contributo per viaggi d’istruzione e corsi extracurricolari per gli studenti meno abbienti, le fotocopie per tutti quando servono. Di fatto questi soldi sono indispensabili per garantire agli studenti servizi indispensabili, di cui lo Stato, altrettanto di fatto, non si fa più carico”.

C’è chi precisa che, in certe scuole manca la carta igienica. E, talvolta, non ci sono nemmeno i riscaldamenti.

Il dibattito è interessante. Scrive sempre Monica Modica:

“FORSE NON SONO STATA CHIARA… non è una TRUFFA!… e non intendo sottrarmi al contributo perché la scuola deve essere per tutti, chi più ha più da. È che credo che il diritto allo studio dovrebbe essere la priorità per lo Stato. Non voglio innescare polemiche solo che tutti GRIDASSERO INSIEME A GRAN VOCE,
DIRITTO ALLO STUDIO”.

Loredana Ceruso posta un link. E’ del Movimento 5 Stelle. C’è scritto:

“Pretendono denaro per iscrivere tuo figlio alla scuola dell’obbligo? Sappi che è illegale”. E ancora:

“Denuncia la richiesta illecita di un contributo obbligatorio. Qualsiasi contributo è volontario e può essere chiesto SOLO per attività extra al di fuori dell’orario di scuola”.

Noi ci occupiamo spesso della crisi finanziaria delle Province, o meglio, delle ex Province della Sicilia. Sappiamo che ci sono problemi finanziari gravissimi. Ma non immaginavamo una situazione così grave nelle scuole.

La politica siciliana ha qualcosa da dire? Per sapere qualcosa dobbiamo aspettare l’insediamento del nuovo presidente della Regione, dei nuovi assessori e della nuova Assemblea regionale siciliana?

Ultima domanda: chi è che, oggi, si occupa e si preoccupa delle condizioni strutturali delle scuole siciliane? Non c’è il pericolo che crollino sulle teste dei ragazzi e dei docenti, vero?

Una radio ha intervistato la preside di una scuola superiore di Palermo. Che ha detto che della sicurezza ormai si occupa lei utilizzando i fondi che dovrebbero servire per la didattica.

Ma una bella interrogazione parlamentare al nuovo Parlamento siciliano appena si insedierà non sarebbe più che mai opportuno?

(http://www.inuovivespri.it/2017/11/14/la-scuola-e-ancora-un-diritto-ce-lo-chiediamo-alla-luce-dei-contributi-volontari-chiesti-ai-genitori/#_)

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