Il Teatro Stabile di Catania continua con successo di pubblico e critica la sua stagione, offrendo agli spettatori performances godibili e varie, con nuove interpretazioni di grandi classici…

Marco Paolini ha dato voce e volto al genio ribelle e sregolato di Galileo Galilei in “Itis Galileo”, tenendo la scena per due ore in un lungo monologo ironico e scanzonato nelle vesti dello scienziato irriverente, che con la sua continua affermazione “Ha ragione Copernico” condanna all’Indice dei Libri proibiti un libro di cui la Chiesa non si era accorta. Un Galileo inedito, colto perfino nelle sue debolezze, costretto ad abiurare, ma mai domo, fino a tarda età. Memorabili alcuni passaggi dello spettacolo, come quello della famosa passeggiata a Roma di Galileo e papa Urbano VIII, prima amici, poi irriducibili nemici. Grande Paolini, mattatore indiscusso sulla scena, per uno spettacolo educativo, adatto soprattutto a un pubblico giovane.

Ha rivisitato, invece, una delle opere più magiche di Shakespeare il “Sogno nella notte dell’estate” il Teatro Stabile dell’Umbria per la firma di Massimiliano Civica. Performance esilarante a tratti, fedele al testo originale, ma molto attenta a coniugare illusione e realtà, come nello spirito dell’autore. Peccato per il bosco mancato e per la scarna scenografia, visto che tutte le magie di Puck si svolgono nella selva intricata, ricca di amori non corrisposti…

Franco Branciaroli si è cimentato in un inedito Don Chisciotte, dove all’hidalgo della Mancha si sovrappongono il Paolo e Francesca di Dante e una riuscita imitazione di Vittorio Gassman e Carmelo Bene. Peccato per l’audio che in qualche parte dello spettacolo non è stato dei migliori.

Infine Pippo Pattavina, una stella dello stabile catanese, che dà il meglio di sè in “Memorie di un suggeritore”, un testo scritto con Ezio Donato che parla di teatro e dal teatro visto dalla parte di una figura ormai in estinzione: appunto quella del suggeritore.

Sulla scena campeggia Pattavina recitando celeberrimi brani da grandi opere drammatiche, come I sei personaggi in cerca d’autore e il Cirano de Bergerac, non senza qualche arguto riferimento agli scandali dell’Italia attuale. L’attore consumato recita, canta e suona, deliziando gli spettatori. Buon testo, grande recitazione. Da vedere, si replica fino al 6 marzo.

Silvana La Porta