C’è anche l’Istituto Comprensivo di Santa Venerina tra le scuole di eccellenza che prenderanno parte a “L’ora di lezione non basta”, uno dei 15 progetti multiregionali selezionati dall’impresa sociale “Con i Bambini”, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, grazie al Bando “Nuove Generazioni”. Promosso dall’associazione nazionale “Senza Zaino – Per una scuola comunità”, il progetto prevede un sostegno finanziario per dare vita ad una serie di interventi sperimentali che hanno tra gli obiettivi principali il contrasto della povertà educativa e la diffusione di un nuovo modello di scuola fondato sui concetti di inclusione e cooperazione…

L’importo complessivo del finanziamento è pari a 110mila euro, con una compartecipazione dell’istituto scolastico del 15%. “Abbiamo iniziato otto anni fa un percorso che in questo progetto trova gran parte della sua realizzazione – racconta con orgoglio la dirigente scolastica Mariangiola Garraffo – L’ora di lezione non basta sposa in pieno le nostre idee, quello per il quale ci siamo impegnati in questi anni. Un modello educativo basato sul principio di cooperazione, dove i bambini lavorano ogni giorno insieme, condividendo il materiale che trovano in aula”.
Una scuola che cambia non solo nella concezione ma anche negli spazi. Grazie al finanziamento saranno allestiti nuovi ambienti in cui avviare le attività previste. Ci saranno i luoghi del lavoro, con i laboratori di falegnameria e di sartoria, destinati ai genitori ed alla realizzazione degli oggetti da utilizzare a scuola, e con gli orti, un’attività che da anni ormai è tra i fiori all’occhiello dell’istituto comprensivo di Santa Venerina. Previsti anche i luoghi del mercato, dove favorire lo scambio e quindi il pensiero logico dei piccoli alunni. Nei mercatini allestiti verranno messi in vendita i prodotti della terra ed altri oggetti realizzati in aula. E poi ancora i luoghi delle arti e del gioco, con il teatro e la musica, discipline fondamentali per sviluppare la sfera emotiva e la conoscenza di se stessi. L’obiettivo è anche rilanciare il coro della scuola e riportarlo ai fasti di qualche anno fa. Infine saranno realizzati i luoghi della comunicazione, con i workshop per docenti e genitori, i luoghi dell’agorà, dedicati al confronto dei bambini, ed i luoghi dei giochi, con la collocazione all’esterno di arredi ludici. “La scuola non può essere solo un luogo in cui seguire la canonica lezione – spiega ancora Mariangiola Garraffo – deve essere anche un luogo di crescita. Vogliamo realizzare una scuola comunità capace di coinvolgere tutti: alunni, famiglie e docenti. Si parte proprio da una rivoluzione degli spazi con tavoli comuni dove i bambini possano raccontare e raccontarsi, sviluppare il pensiero narrativo e critico, condividere il materiale e cooperare nelle attività. Un modo per imparare anche il significato dell’inclusione – prosegue la dirigente scolastica – Al centro
di tutte le attività della scuola ci deve essere solo ed esclusivamente l’alunno/persona. Rivolgersi alla persona nella sua totalità ed interezza, farne ragione e misura di ogni scelta della scuola, significa spostare l’asse, il punto di vista della scuola stessa. Non più una scuola chiusa ed autoreferenziale, non più una scuola unilaterale, nozionistica e trasmissiva, ma una scuola viva perché vivi sono i suoi protagonisti. La sfida educativa della scuola – conclude – consiste proprio nel riuscire a superare se stessa e nel ripensarsi come luogo deputato alla maturazione e allo sviluppo di una coscienza critica”.
Trattandosi di un progetto pilota, che durerà 4 anni, le attività dell’Istituto Comprensivo di Santa Venerina saranno oggetto di studio ed analisi