Dalla, bufera gay sulla Chiesa Annunziata: «Funerali ipocriti». Su Twitter: «Con Marco era amore»….(da Lettera43)

C’era da aspettarselo che, dopo le lacrime e gli applausi, sarebbero arrivate le polemiche. I funerali di Lucio Dalla, che si sono tenuti il 4 marzo a Bologna, hanno rinfocolato il dibattito sul rapporto tra Chiesa e omosessualità.
Il discorso di Marco Alemanno, compagno dell’attore presentato come «un amico» nella basilica di San Petronio, ha infuocato la Rete: «Anche io sono indignato se sento parlare di Marco come un amico e un collaboratore di Lucio Dalla. È amore, bigotti», si legge sul social network. E sono tanti i commenti di questo tenore, che sottolineano anche il fatto che il discorso sia avvenuto in una Chiesa.
IPOCRISIA ITALIANA. La prima a intervenire sull’argomento, subito dopo le celebrazioni, è stata Lucia Annunziata. «I funerali di Dalla sono uno degli esempi più forti di quello che significa essere gay in Italia», ha detto la giornalista nel corso della trasmissione In 1/2 h su RaiTre: «Vai in chiesa, ti concedono i funerali e ti seppelliscono con il rito cattolico, basta che non dici di essere gay. È il simbolo di quello che siamo, c’è il permissivismo purché ci si volti dall’altra parte», ha detto la giornalista.
Il programma tivù è stato prolungato di mezz’ora per dare spazio ad alcune associazioni gay, che la conduttrice aveva deciso di invitare dopo le proteste per una sua frase pronunciata a Servizio Pubblico: «Avrei difeso l’intervento di Adriano Celentano a Sanremo», aveva detto sottolineando la voluta ‘estremizzazione’, «anche se avesse detto che i gay devono andare al campo di sterminio».
QUEL MANCATO COMING OUT. La giornalista ha ribadito di non ritenere di doversi scusare per «un’espressione chiaramente paradossale», ma ha comunque deciso di ospitare alcuni rappresentanti della comunità gay e, vista la concomitanza del funerale di Lucio Dalla, ha lanciato il tema del suo mancato ‘coming out’.

Grillini: «Canzoni vietate in Chiesa per i riferimenti alla questione gay»

Su questa scelta del cantante la conduttrice ha anche interpellato, in diretta da Bologna, dove si stavano svolgendo le esequie di Dalla, Simonetta Moro, agente di polizia municipale e presidente di Polis Aperta, associazione nata per ascoltare e tutelare gay e lesbiche appartenenti alle forze di polizia e militari. «Mi interessa più che siano le persone normali a dichiararsi», ha risposto la Moro, «quando un personaggio è un artista ed è al di sopra delle righe, appare normale che sia gay. Altra cosa è la vita comune. Si danno rappresentazioni sempre caricaturali dei gay, come hanno fatto I soliti idioti a Sanremo».
POLEMICHE ANCHE SU VERSACE. Sulla stessa linea il presidente di Gaynet, Franco Grillini: «Lucia Annunziata ha ragione quando denuncia l’ipocrisia della Chiesa cattolica dicendo che se Dalla fosse stato gay dichiarato non gli avrebbero fatto i funerali in chiesa», ha dichiarato ricordando come «anche per il funerale di Versace in Duomo a Milano ci furono polemiche molto forti, stemperate dalla presenza di lady Diana e Elton John».
A confermare l’ipocrisia, ha contribuito anche «il divieto imposto dalla Cei alla riproduzione della musica di Dalla durante la cerimonia, forse perché alcune canzoni sono un esplicito riferimento alla questione gay, mentre altre parlano della libertà d’amare», ha concluso Grillini.
«Le parole di Marco Alemanno in ricordo di Lucio sono state una testimonianza molto bella di amicizia e di affetto», ha detto su Twitter il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, presente nella Basilica di San Petronio.

Domenica, 04 Marzo 2012