Vedere il teatro Bellini di Catania pieno in tutti gli ordini e settori è sempre una grande gioia, soprattutto dopo le ultime vicende al cardiopalma che lasciavano temere una sua ineluttabile chiusura.

E c’è voluta, venerdì 10 maggio, tutta la forza e la bellezza di un’opera come la Madama Butterfly di Puccini per compiere questo piccolo miracolo. Una messa in scena che ha convinto gli ascoltatori per la sua semplicità ed essenzialità, sia per la vigile cura della recitazione, sia per la scelta di legare insieme II e III atto: merito della attenta regia di Lino Privitera, le scene e i costumi di Alfredo Corno, coadiuvati dalle luci di Andrea Iozzia e  i video di Daniel Arena,  che hanno restituito un’ambientazione abbastanza naturale, riproducendo un ambiente giapponese con l’ausilio di pareti scorrevoli. Apprezzati anche i sei danzatori, rigorosamente vestiti di nero, atti a simboleggiare probabilmente le radici giapponesi della protagonista, che ella abbandona a favore dei costumi e della religiosità americana.

Felice e rinnegata, pronta a spendere tutto e a tutto rinunciare per amore,  Daria Masiero è stata una buona Butterfly e non ha fatto troppo rimpiangere le più celebri interpreti del dramma pucciniano; d’altronde qualsiasi Madama Butterfly assume valore solo se c’è una forte interprete. Nel complesso la Masiero ha dato vita a un personaggio palpitante, sottolineato da una tenera gestualità  con un canto dolce e spontaneo, animata da una vocalità amministrata saggiamente, seppur non uniformemente in tutti gli episodi. Davvero bravo Raffaele Abete, che è stato un Pinkerton coinvolgente, caratterizzato da una vocalità espansiva, dagli acuti agevoli e fiammeggianti, una mimica convincente e una incisiva capacità espressiva.

Fatto non frequente, Suzuki è capitata nelle mani di un’interprete adeguata ed intelligente, che ha offerto un’ottima prova, Ilaria Ribezzi ; Goro è stato sufficientemente disegnato vocalmente da Enrico Zara. Tra le valide parti di fianco, bravi anche Francesco Palmieri (Zio Bonzo), Gianluca Failla (Yamadori), Enrico Marrucci (Sharpless) e Sabrina Messina che è stata una convincente Mrs. Pinkerton.. Ottima la prova del Coro, preparato da Luigi Petrozziello, adeguata quella della direttrice Gianna Fratta, che ha impresso all’orchestra il giusto movimento, anche se a tratti l’intesa con i cantanti non è stata sempre perfetta.

Una bella Butterfly, dunque, che ha meritato la piena affluenza della prima, seguita, speriamo, da tante frequentate repliche fino al 17 maggio.

Silvana La Porta