Günter Neuhold è tornato al Teatro Massimo Bellini di Catania. Ed è  ritornato sabato 5 maggio con un concerto suggestivo, dalle sonorità inconsuete, che lo ha visto indiscusso maestro della bacchetta come sempre…

Un colpo di timpano ha aperto la serata musicale con una pagina fascinosa, l’Ouverture Leonore n. 3 in do maggiore op. 72b di Ludwig van Beethoven, con le sue magiche dissolvenze in un gioco di fughe e inseguimenti. Particolarmente accattivante il duettare di flauti e violini, ben sottolineato dall’attenta ed energica direzione di Neuhold, fino alla conclusione trionfale che non lascia dubbi sul significato da attribuirsi alla pagina: un esplodere del senso della libertà attraverso temi in nuce finalmente estrinsecati.

Ma il momento più bello del concerto è venuto subito dopo con  il Concerto per pianoforte e archi di Al’fred Garrievic Šnitke, una pagina del 1979, un’immersione felice nella musica contemporanea che ha ammaliato gli ascoltatori. Lo spirito del compositore tedesco, infatti, forse è tutto nella sua affermazione: “Lo scopo della mia vita è unificare musica colta e leggera, anche se per farlo dovessi rompermi l’osso del collo”. E in effetti la brava e decisa pianista Emma Schmidt ha impresso all’esecuzione il giusto piglio, sottolineando le soluzioni armoniche più ardite con equilibrata sobrietà, rendendo l’ascolto gradevole e mai pesante.

Dulcis in fundo la seconda Sinfonia di Schumann, che ha chiuso il cerchio della serata: non a caso è stata  definita  la sua opera sinfonica che più dipende da Beethoven, almeno esteriormente. In realtà è una pagina ricca di spunti felicissimi e nuovi, che l’orchestra del Bellini ha eseguito con la giusta dolcezza soprattutto nel momento più alto di tutta la sinfonia, quell’Adaglo espressivo in do minore, che ha donato al pubblico una melodia struggente, impreziosita dalla direzione di Neuhold, capace di valorizzare con la sua attenta bacchetta le delicate ornamentazioni dei legni sopra il canto degli archi.

Un bel concerto, dunque, con sonorità attuali e nel contempo romantiche a testimonianza della varietà di proposte della Stagione sinfonica del nostro teatro.

Silvana La Porta